“Ridurre il cuneo fiscale, al 53% nel 2012, eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere”. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. “Più della metà di quello che le imprese pagano ai lavoratori va nelle casse dello Stato” Questo è l’unico punto che dovrebbe figurare nel programma economico di un paese che sta cercando di uscire dal baratro.
Su Giornalettismo, una chiacchierata del vostro titolare con la grande Chiara Lalli su un video che -dicono- sia diventato virale in rete: l’intervento alla Camera del cittadino-deputato del M5S Carlo Sibilia. Il quale, in poco più di sei minuti, riesce a sciorinare lo scibile umano del cospirazionismo, tra signoraggio, Bilderberg, Banca d’Italia “privata” e consimili amenità. Del resto, hanno “studiato” per riuscire a produrre simili perle, ed è giusto che si godano il loro quarto d’ora di popolarità. Poi arriverà la realtà con un randello nodoso e li/ci metterà tutti a cuccia.
di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano
Dopo la fiaba dell’Imu prima casa la cui cancellazione sarebbe, secondo il Pdl, il proiettile d’argento per creare un vero e proprio miracolo italiano, trascinandoci fuori dalla peggiore crisi dai tempi della Grande Depressione, l’altra ossessione della politica italiana è il ruolo di Equitalia e più in generale il rapporto tra cittadino e fisco.
Un tempo la massima aspirazione dei nostri politici pro-family era il finanziamento degli asili nido ed il mitologico quoziente familiare. Poi venne la crisi fiscale, e tutti questi buoni propositi tornarono malinconicamente nel cassetto, in attesa dell’elezione successiva. Ma ora si apre una nuova finestra di opportunità, come rivela il ministro delle Infrastrutture nonché fervente difensore della famiglia, Maurizio Lupi.





