“I titoli derivati rappresentano in valore nove volte e mezzo il Pil del mondo, sono dimensioni da crack mondiale. E’ evidente che il sistema finanziario mondiale non può reggere, mi dispiace dirlo ma l’avevamo detto, dal crack Lehman Brothers in poi chiediamo che i titoli non monitorati e con contratti non standardizzati vengano messi fuori legge”. Lo ha detto a Radio Radicale il responsabile delle mitologiche “commissioni economiche” del Pd, Francesco Boccia. Che in seguito sviluppa l’argomentazione secondo criteri che gli permetteranno di essere candidato al Nobel della Logica e a quello della demagogia.
Le osservazioni del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy (detto Gollum per la straordinaria rassomiglianza) prima del summit di Camp David del G8, oltre alla solita dose da cavallo di frasi fatte e buone intenzioni contengono una autentica perla:
«Il Consiglio europeo discuterà un’agenda proattiva di crescita alla cena del 23 maggio e la finalizzeremo al vertice del 28-29 giugno. Sotto questo aspetto [della crescita, ndPh.] non si dovrebbe dimenticare che in termini aggregati la crescita in area euro è positiva e sta accelerando, mentre i nostri saldi esterni con il resto dell’economia globale sono in equilibrio»
Sublime.
Mercati rischiosi in accentuato arretramento in settimana, rally di dollaro e governativi “sicuri”, a causa del riemergere del “rischio-Lehman” nel cuore dell’Europa, attendendo le nuove elezioni greche, il 17 giugno. Che mai come oggi appare molto lontano.





