L’ultima increspatura nello stagno della politica italiana è stata prodotta dall’inserimento, nel disegno di legge collegato sul lavoro, della norma che prevede la possibilità di ricorrere all’arbitro anziché al giudice, nella risoluzione di alcune controversie. Norma che è stata immediatamente letta, da Cgil e sinistra, come il tentativo di scardinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Sul caso è stato poi anche strattonato il capo dello stato, chiamato in causa da Repubblica, che gli avrebbe attribuito l’intenzione di rinviare la legge alle camere.
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