Scusi, disturbo se liberalizzo?

Le liberalizzazioni sono ”fondamentali” purché siano “sane” e non portino “solo tensioni senza risolvere i problemi”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola a margine del passaggio di consegne con Emma Bonino, ex titolare del ministero del Commercio internazionale ora passato sotto il ministero di Via Veneto.
“Le liberalizzazioni sono fondamentali se raggiungono l’obiettivo di dare un servizio migliore a costo inferiore ai cittadini. - Ha sottolineato Scajola - E’ necessario un approfondimento e i tempi giusti, altrimenti si finisce col fare lenzuolate che portano solo tensioni senza risolvere i problemi”.

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“Riprendiamo il lavoro”

Il governo Berlusconi-quater ha giurato. Permetteteci di citare (solo per una volta) l’ex presidente di Confindustria, Montezemolo: “come sempre, noi giudichiamo i governi sui singoli provvedimenti”. Cercheremo di farlo anche noi, si parva licet.

L’illusione della crescita

In un articolo comparso oggi sul Financial Times Martin Feldstein, direttore del National Bureau of Economics Research (l’organizzazione privata e no-profit che si occupa di datare inizio e termine delle fasi recessive statunitensi), conferma e rinforza quanto da noi segnalato giorni addietro: non solo è prematuro affermare che gli Stati Uniti si sono lasciati la recessione alle spalle, ma esistono addirittura elementi per ritenere che la fase recessiva sarà ben più profonda e protratta di quanto si immagina ed auspica. Feldstein prende le mosse dalla prima stima del pil statunitense nel primo trimestre 2008.

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links for 2008-05-08

L’obliteratrice guasta

Il leader della maggioranza al Senato statunitense, Harry Reid, dissente dalla visione da “bullismo preventivo” nella gestione dei rapporti internazionali di cui ha recentemente dato prova la (politicamente) moribonda Hillary Clinton. La credibilità difficilmente origina dai proclami, neppure da quelli più truculenti. Anche perché di solito il cane che abbaia ha difficoltà a mordere:

Well, I am certainly doing my best not to take sides in this presidential thing. But I think that flexing our muscles, threatening people, threatening countries, is not the American way. We have — as President Roosevelt, Theodore Roosevelt said, “speak softly, carry a big stick.” Words to that effect. And that’s what I think we should do. Speak softly, make sure that people know that we can react if we have to, but let’s not go around threatening people.

links for 2008-05-07

Zimbelli

“Abbiamo salvato il Paese che era lo zimbello della Ue. Con noi sono diminuite le controversie con l’Europa” - Romano Prodi, 2 maggio 2008

(ANSA) - BRUXELLES, 6 MAG - La Commissione Ue deferisce l’Italia davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo per la questione dei rifiuti a Napoli e in Campania. Il commissario Ue all’ambiente Dimas denuncia ‘una gestione inadeguata dei rifiuti’. Le ‘montagne di rifiuti’ in Campania sono una minaccia per l’ambiente e la salute umana, afferma Bruxelles, che chiede di ‘dare priorità’ all’elaborazione di piani efficienti di gestione dei rifiuti’. Inviato un ‘primo avvertimento all’Italia’ per la situazione nel Lazio.

Blackout trepuntozero

Come ben sa chiunque possegga un blog, ogni hosting provider è soggetto a periodi di offline, auspicabilmente brevi. Di solito questi eventi sono legati a problemi tecnici. Eppure, può anche capitare che la causa risieda nel furto dei server presso il datacenter, che non a caso in condizioni normali sono presidiati 24 ore su 24 da guardie armate. Quasi sempre, almeno. Come suggerisce TechCrunch, è un peccato che Tom Cruise non abbia scelto questo hosting provider per il proprio blog: la vicenda avrebbe almeno avuto un risvolto positivo…

Più ombre che luci sul pil statunitense

di Mario Seminerio

Da più parti si leggono commenti circa la possibilità che l’economia americana sia riuscita a sfuggire alla recessione. A sostegno di questa tesi si citano, in questi giorni, il dato sulla prima stima del pil del primo trimestre 2008 e quello sugli occupati non agricoli in aprile. Il primo ha evidenziato una crescita annualizzata del pil pari allo 0,6 per cento, il secondo una distruzione netta di occupati pari a 20.000 unità, meno delle stime di consenso. E’ certamente vero che l’economia statunitense possiede caratteristiche di flessibilità e resilienza molto elevate, ma questo non vuol dire che si debba suonare la sirena dello scampato pericolo. I dati vanno letti in controluce.

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Addavenì Attali

Contrordine, compagni. Nelle more della sua nomina a portavoce di Silvio Berlusconi, l’intrepido Daniele Capezzone scopre che la Commissione Attali era una bufala. Una delle molte di cui è costellato il primo anno di presidenza di Nicolas Sarkozy, a dire il vero, ma di quello riparleremo. Scrivendo su Ideazione.com, Capezzone ci informa che

“(…) nonostante la vasta eco e la grande azione promozionale ricevuta - con un pizzico di provincialismo - anche dalla stampa italiana, si tratta solo di misure di leggera liberalizzazione, mai in grado di intaccare i punti nevralgici dello statalismo francese.”

Conveniamo entusiasticamente con Capezzone: della Commissione Attali avevamo già scritto qui, qui, quo e qua. Conveniamo meno sul resto dell’analisi.

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