Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il ritorno del bailout nel paese che non si salverà

Ora che le bocce sono ferme, col bailout delle due popolari venete con soldi dei contribuenti a sussidiare pesantemente il “salvatore”, nell’eterna pulsione all’autodistruzione che accompagna la parabola finale un paese che da sempre è un mix letale di anarco-socialismo e morale cattolica autoassolutoria, possiamo tentare un’analisi di quanto accaduto e comprendere cosa ci aspetta. In entrambi i casi, nulla di buono.

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Il sindaco di Montebelluna ed il federalismo della peggiocrazia

In Italia, si sa, ogni tragedia ha ampie venature di farsa. La vicenda delle due banche venete in dissesto e le modalità del loro “salvataggio” sono ghiotta opportunità per uno spunto di dichiarazia locale e localistica, che pare uscito da un rave party o da un ricorso eccessivo all’uso di alcolici. Protagonista il sindaco di Montebelluna.

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Il settimanale – 24/6/2017

Rassegna Stampa

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Domande e risposte sull’ennesimo disastro di un paese fallito

Economia & Mercato/Italia

Quando si è assai facili profeti: solo ieri suggerivo che il conto del “salvataggio” per le due popolari venete dissestate sarebbe stato verosimilmente più in un intorno dei 10-15 miliardi che degli innocui 4-5 ipotizzati se fosse stata attuata la ricapitalizzazione precauzionale da parte del Tesoro. Oggi sui giornali affiorano le prime timide (perché ancora poco numerose) revisioni al rialzo, che parlano di circa 12 miliardi, per effetto del bid aggressivo di Intesa Sanpaolo, che opera in modalità “guai ai vinti” ed anche in quella “ora vado a riprendermi i soldi che ho buttato sin qui negli interventi di sistema”.

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La soluzione di un sistema fallito

Ieri Intesa Sanpaolo, previo accesso alla data room, ha comunicato le proprie condizioni per rilevare la parte sana delle due agonizzanti popolari venete. Si tratta di un comunicato in stile “guai ai vinti”, ma non si può biasimare la banca milanese-torinese, che si limita a fare i propri interessi, soprattutto dopo aver immolato quantità industriali di denaro in Atlante e negli interventi del fondo di risoluzione, quello che ha “salvato” le quattro banche risolte a novembre 2015. Il biasimo va tutto altrove.

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L’oracolo dei litigiosi gemelli Vegas

A riprova del fatto che l’Italia è densamente popolata di figure “istituzionali” che sono autentici oracoli del giorno dopo e dispongono di loquaci gemelli, con i quali ingaggiano spesso singolar tenzone dialettica, il presidente uscente di Consob, Giuseppe Vegas, che poche settimane addietro ci aveva deliziato con i suoi moniti macroeconomici, credendosi il governatore di riserva di Banca d’Italia, ieri è tornato a parlare della triste condizione delle banche italiane sofferenti. E lo ha fatto polemizzando a distanza, nel tempo, col suo gemello.

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Tre carte, un Gutgeld

Economia & Mercato/Italia

Oggi a Palazzo Chigi, giusto per fare un po’ di PR, si è tenuta la cerimonia della relazione sulla revisione di spesa pubblica, per gli amici spending review. L’ha officiata, alla presenza del premier Paolo Gentiloni, il commissario per la revisione, Yoram Gutgeld. Non c’è moltissimo di inedito da dire, rispetto agli analoghi numeri dello scorso anno ed alla metodologia adottata. Quindi ci limiteremo a ribadire i concetti.

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Hard, soft oppure open? I britannici non sanno più che Brexit vogliono

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

C’è un dato, sin qui piuttosto ignorato, che rende la catastrofica sconfitta elettorale di Theresa May ancora più beffarda: i Conservatori hanno ottenuto il 42,4% del voto popolare, miglior risultato dal 1983. La vera sorpresa è stato quindi il vero e proprio exploit dei laburisti di Jeremy Corbyn, mentre gli altri partiti sono stati pressoché prosciugati, come indica la disfatta dei Liberaldemocratici di Nick Clegg, europeisti dichiarati, ma anche della loro antitesi, i nazionalisti dello Ukip.
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Derivati del Tesoro, quando la copertura è contromano in autostrada

Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole trovate un’inchiesta di Morya Longo su un tema che da anni arruffa le penne del dibattito politico sulla finanza pubblica italiana: quanto ci sono costati i “famigerati” derivati accesi nel corso degli anni dal Tesoro, con l’obiettivo dichiarato e comune anche agli altri paesi di ridurre dinamicamente il costo del debito pubblico? Longo ha usato la comparazione omogenea sulla base dati Eurostat, ed il risultato è effettivamente desolante.

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Sanzioni Istat ai comuni, partita di giro o presa in giro?

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

invado, grazie alla Sua proverbiale tolleranza, il campo di questo spazio, stavolta con pochi pixel, mosso da curiosità dovuta al gorgo burocratico nel quale il Paese si avviluppa, con poche speranze di uscirne. L’occasione è data dall’approvazione da parte della Commissione bilancio del Senato di un ordine del giorno relativo alla legge di conversione della “manovrina” 2017, il cui scopo è impegnare il Governo a sospendere l’efficacia delle sanzioni che l’Istat ha applicato a moltissimi comuni, per ritardi od omissioni nelle rilevazioni statistiche sui permessi di costruire relativi all’anno 2015.

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