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Un post sul blog personale del portavoce del ministro dell’Economia offre lo spunto per alcune riflessioni su economia e comunicazione. O, detto meglio, su come “comunicare l’economia”, al confine tra informazione ed “altro”, che potrebbe essere sbrigativamente definito “propaganda”, in un paese che deve cambiare, e pure in fretta.

Pubblicato ieri il Rapporto Mensile dell’Associazione bancaria italiana (ABI). L’immagine di sintesi estrema è che sul tendenziale (cioè sulla variazione annuale) siamo ancora del tutto fermi, mentre su un orizzonte trimestrale riferito allo stesso periodo dell’anno precedente le cose paiono andar meglio ma partendo da livelli estremamente depressi. C’è quindi modo per rivendicare tutto ed il contrario di tutto.

«Sia appiccato per la gola, tanto che muoia sulle forche…» Armenio Melari, cassiere del Monte dei Paschi di Siena, subì questa condanna nel 1629. Era stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita ai danni dell’istituto di credito. La sentenza, senza appello e con l’aggiunta della confisca dei beni di famiglia, non fu emessa da un tribunale ma dallo stesso consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi, che aveva potere di vita e di morte sui dipendenti e sulla clientela. Così girava il mondo a Siena, nel diciassettesimo secolo.

Camilla Conti, Gli Orologiai. L’ingranaggio finanziario-politico che scandisce la Terza Repubblica

Che dire? Pare che i senesi abbiano perso nerbo, negli ultimi secoli.

Ah, i bei tempi andati in cui le teorie cospirazionistiche erano di tipo deterministico. Semplicemente meravigliosa (via New Yorker):

conspiracy

Dell’intervista concessa dal ministro Pier Carlo Padoan ad Alessandro Barbera, oggi su la Stampa, segnaliamo questa considerazione del titolare di via XX Settembre:

«La logica di un intervento contro le povertà sarebbe la stessa che ci ha portato a introdurre il bonus degli ottanta euro. L’evidenza empirica dice che dove la distribuzione della ricchezza è più equa anche la crescita è migliore»

Interessante.

Riassunto delle puntate precedenti: il DEF è online e lotta assieme a noi. Nel frattempo, il premier ha avuto uno dei suoi caratteristici colpi d’ala, ed ha “trovato” un importo di 1,6 miliardi di euro da spendere “nelle prossime settimane”, verosimilmente per il welfare, nello specifico pare a favore delle “classi meno abbienti”. Nel frattempo, nel paese dove i crediti d’imposta fioriscono in ogni stagione, spunta come funghi anche l'”antimateria” di tali crediti: le clausole di salvaguardia. Tutto si tiene, lo sapevate?

In attesa della ufficializzazione al consiglio dei ministri di questa sera, e basandoci sui numeri del documento governativo pubblicato da lavoce.info, possiamo tentare di valutare a spanne quanto sono realistiche le ipotesi su congiuntura e conti pubblici per il prossimo biennio. Soprattutto, non può non caderci l’occhio su un dato, che il governo Renzi pare essersi già felicemente speso, per tentare di scongiurare le clausole di salvaguardia 2016.

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