Secondo un articolo pubblicato su Lavoce.info a firma di Tito Boeri e Pietro Garibaldi l’extragettito fiscale, misurato come differenza tra le cifre indicate nella Relazione Previsionale e Programmatica di settembre 2006 e la nota di aggiornamento al Dpef di settembre 2007, è stato pari a poco più di 16 miliardi di euro. E mentre ancora si discute della sua “strutturalità” (vera o, più verosimilmente, presunta), tale somma è stata destinata: per 9,6 miliardi a spesa pubblica corrente, per 1,7 miliardi a interessi passivi sul debito pubblico. Sconcertante il fatto che la spesa in conto capitale, nel corso dei 12 mesi considerati, è diminuita di 1,8 miliardi di euro. Complimenti vivissimi al governo Prodi. E su 7,5 miliardi di avanzo primario, che è già un importo esile rispetto all’extragettito, solo 5,8 miliardi sono andati a ridurre lo stock di debito. Wunderbar.
Come notano Boeri e Garibaldi, parlando di tax push, cioè di incremento di gettito che alimenta nuove spese anziché riduzione di debito,
“Per risanare i conti pubblici bisogna ridurre la spesa pubblica, che invece viaggia come un treno in corsa: continua ad aumentare del 2 per cento in termini reali ogni anno, quale che sia il colore politico del governo in carica..”
Ma, come sostiene l’ineffabile TPS, è stata la precedente maggioranza ad aver “scassato i conti”. Vale quello che sosteniamo dall’inizio della legislatura: il fattore C di Prodi è stato finora pienamente operativo, sotto forma di una espansione internazionale senza precedenti, che ha fatto galleggiare anche il relitto-Italia. Più che dall’opposizione, la spallata al governo può venire solo dal pil.
Ultima considerazione, che preghiamo i lettori di considerare del tutto scevra da intento polemico. E’ altamente auspicabile che il professor Boeri riesca a far breccia nelle menti e nei cuori della leadership del Partito Democratico. Finora, con Prodi, gli è sempre andata male, per iattura dei conti pubblici italiani.
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