Walter Veltroni ha oggi ufficialmente inaugurato la campagna elettorale:
“In Italia la pressione fiscale è eccessiva”, pari al 43% del reddito. Una quota che ”viene divorata da una parte dal debito e dall’altra dall’inefficienza della pubblica amministrazione”. Secondo Veltroni, che non casualmente parlava durante un incontro con i vertici di Confcommercio, in questo momento è necessario ”agire per la riduzione della pressione fiscale, semplificare la vita pubblica e snellire le procedure per le decisioni per le infrastrutture, perché non ci vogliono anni per fare una Tav”.
Veltroni ha addirittura provato a modificare lo slogan finora utilizzato dalla sinistra, cioè pagare tutti per pagare meno:
”Proviamo a dire pagare meno e pagare tutti, facciamo uno Stato amico della crescita, che non distingue fra lavoratore dipendente e autonomo ma fra contribuente leale e sleale.”
Sicuramente è colpa del destino cinico e baro se la pressione fiscale italiana è riuscita ad aumentare durante un’espansione (cosa del tutto demenziale), e lo stesso dicasi per l’incapacità a tagliare la spesa, manifestata negli ultimi due anni non meno che nei precedenti cinque. Il programma è ancora quello, appena uscito dall’impagliatore: meno tasse, più Tav e rigassificatori. Veltroni deve essersi addormentato due anni fa, dopo essersi punto con un rovo, ed ora si è felicemente ridestato.
Si preannuncia la più innovativa campagna elettorale degli ultimi decenni.
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