Andrà molto peggio, prima di andare meglio

La tela di Alitalia

in Economia & Mercato/Italia

Dalle misure adottate oggi dal governo su Alitalia si evince:

  • Che non esiste, ad oggi, alcuna cordata, né estera né “patriottica”. Ne avevamo il sospetto;
  • Che l’attività esplorativa dell’incaricato della Presidenza del Consiglio, Bruno Ermolli, è fallita, e non solo per alcuni aspetti decisamente irrituali di tale “mandato”, come l’accesso privilegiato ai dati sull’andamento della gestione di Alitalia;
  • Che le malefiche banche possono sempre tornare utili;

  • Che la scelta di Intesa Sanpaolo come advisor sembra essere funzionale all’utilizzo di Airone come pivot industriale domestico della cordata. In altri termini, Intesa tenterebbe di proteggere un proprio “grande fido”, mentre si tenta di sommare tra loro due debolezze, quella di Alitalia e quella della compagnia di Carlo Toto, ammesso e non concesso che l’interesse di quest’ultimo sussista, visto il drammatico cambio di scenario macroeconomico globale, che colpisce soprattutto le compagnie aeree, con l’impennata dei costi di esercizio legati al carburante. Il tutto en attendant un partner estero che oggi non esiste, e che appare invece indispensabile per incardinare saldamente Alitalia in un sistema di trasporto aereo globale, pur nell’unico ruolo cui il vettore italiano può ragionevolmente aspirare, quello di compagnia regionale;
  • Che, date le premesse, appare altamente improbabile (per usare un eufemismo) che il valore di mercato di Alitalia ricavabile da questo processo di aggregazione-advisory di cui Intesa Sanpaolo è levatrice possa essere anche lontanamente prossimo all’offerta di Air France. Con buona pace di qualche commento politico improntato al solito nazionalismo con le scarpe di cartone (o con le pezze al culo, se l’espressione vi sembra più pregnante), che parla di “svendita evitata”;
  • Che i 300 milioni di euro di erogazione governativa, inizialmente presentati come “prestito a condizioni di mercato” (sic), diventano a tutti gli effetti una tassa sui contribuenti italiani, dopo la trasformazione in anticipo a patrimonio netto. Bruxelles permettendo, s’intende;
  • Che le misure di oggi confermano ad abundantiam che l’unica strada da seguire e perseguire resta il commissariamento. L’unica che risponderebbe a logiche di mercato, oltre che di tutela dei contribuenti.
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