- Perché negli ultimi quindici anni, quando è stato al governo del paese, il centrosinistra non ha mai prodotto una legislazione risolutiva del conflitto d’interessi?
- Perché negli ultimi quindici anni, quando è stato al governo del paese, il centrodestra di Silvio Berlusconi non ha mai prodotto una riforma organica della giustizia, oltre che dell’economia, malgrado maggioranze parlamentari numericamente schiaccianti oltre che autosufficienti rispetto ai dissensi interni?
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Perchè Berlusconi era troppo impegnato a salvarsi dalle sue rogne e farsi gli affari suoi. Cosa fosse impegnato a fare il centro sinistra, onestamente, non l’ho ancora capito.
perchè anche noi abbiamo le mani in pasta dappertutto .dalla banche che ci stavamo scalando insieme ai furbetti del quartierino, alle telecomunicazioni e le assicurazioni,alla grande distribuzione,alla sanità e all’ immobiliare e le costruzioni.perchè secondo lei basta un colaninno e una società lussemburghese a farci da paravento se facciamo una legge seria?le assicuro che è meglio se continuiamo così : facciamo i moralisti un tanto al chilo di giorno e accordi sottobanco di notte per la nostra parte del bottino. tanto voi che ci votate siete troppo impegnati a urlare contro il puzzone per accorgervene.
Le possibilità mi sembra che siano due
1) Nonostante il rumore mediatico le forze politiche coinvolte non hanno mai ritenuto veramente importanti queste riforme.
2) Nessuna delle forze politiche ha mai avuto il potere (o sentito di avere il potere) per portare a termine una di queste riforme.
In entrambi i casi la democrazia (e l’informazione) italiana non farebbe un figurone.
Per quello che vale la mia opinione io opto per (2), è il solito gioco: la percezione della lotta politica come un “comunisti” vs. “fascisti” (o “Roma” vs. “Lazio” se si preferisce, tanto…) favorisce l’immobilismo, che fa gola a troppi.
Nonostante i numeri (solo formali) delle maggioranze parlamentari, non è ancora nata una forza politica che possa rompere il fronte “comunisti” + “immobilisti” o “fascisti” + “immobilisti”.
La vera domanda marziana per un economista dovrebbe essere: quali incentivi hanno in questa situazione gli “immobilisti” e le forze politiche per muoversi in una direzione qualsiasi?
Inciucio? Se si pensa bene siamo tornati alla situazione degli anni 80: un 30% circa al PCI/PD, un 35/40% alla DC/PdL e il resto diviso fra partiti e partitini. Con l’unica anomalia della Lega Nord (che forse interpreta il ruolo del PSI al nord, non tanto nelle idee quanto più nei pesi politici) e dell’IDV.
Insomma la sinistra si accontenta dei sui feudi e la destra mantiene i propri privilegi.
Perché la sinistra non ha risolto il conflitto d’interessi? Perché non aveva i numeri in parlamento per farlo. La legislatura dal 1996 al 2001 é stata in piedi con una maggioranza-minoranza tenuta in piedi dalla Lega (e già questo dice molto).
http://it.wikipedia.org/wiki/X.....a_Italiana
Perché la destra non ha fatto riforme? Il modello attuale tiene in piedi egregiamente Mr.B., se ci sono problemi é colpa dei giudici che non lo lasciano governare, se cambia l’economia in senso liberista (é una destra dovrebbe essere liberista, o no?) gli strumenti di ricatto dei finanziamenti pubblici spariscono.
Lasciare le cose come stanno giova a tutti. La sinistra puo dire che Berlusconi non ha fatto le riforme e Berlusconi puo dar la colpa a fattori esterni al suo governo se qualcosa va male.
E’ l’applicazione pratica del paraculismo al cubo.
Perché poter fare le vittime paga.
A mio avvsio i motivi sono gli stessi per ambedue le domande: la classe politica in genere è troppo impegnata a guadagnarsi sempre maggiori spazi (quindi potere) rispetto all’avversario. Dell’interesse generale si occupano solo a parole. Ovviamente lo possono fare perchè il livello dell’elettorato italiano è talmente basso, che mai nessuno teme che gli venga chiesto conto di comportamenti così poco incisivi. Tra l’altro la crisi ha dimostratro che al di la dei proclami altisonanti, i riformisti veri (liberisti o socialisti a scelta) si contano sulle dita di una mano.
PD)
Molti non hanno ancora capito cosa fare, cosa volere, e soprattutto cosa sognare.
Altri si sono resi conto che dopo la caduta del muro dover ammettere che hanno creduto e detto stronzate è difficile. Ancora più difficile ammettere che socialisti e social democratici l’avevano azzeccata (come area politica intendo). Quindi l’unica cosa da fare è confondere le acque. Più c’è caos più c’è possibilità di sopravvivere e usufruire delle rendite ‘politiche’ (e non!) costruite sotto il pentapartito. (leggasi cooperative, consenso cultural/artistic/social vattelappesca)
Quindi, senza idee, o con idee da nascondere, l’unica cosa da fare è alimentare ogni girotondo, giornaledidebenedetti che domanda, magistrati vip, etc.
PDL o meglio SB)
Devo riconoscere (con il senno di poi) che il primo e il secondo berlusconi (quello con amici Martino, Urbani, etc ) un po’ di idee e volontà le avevano.
Magari alcune demagogiche, alcune fessacchiotte, ma progetti nel cassetto c’erano. Esempi:
1) Se nel 1994 sb non puntava tutto sulla riforma delle pensioni qualcuno crede che poi Dini ci avrebbe messo mano ? Cioè qualcuno crede che PDS o poi l’ulivo avrebbero potuto riformare qualcosa ? Al massimo avrebbero abbassato l’età pensionabile ?
2) Un tentativo di riforma costituzionale (bella o brutta) c’è stato. Bocciata da un referendum. Così è andata in fumo la possibilità di considerare la carta costituzionale come una cosa fatta dagli uomini per gli uomini e non una cosa venuta dal cielo da baciare come il sangue di san gennaro. (per evitare strumentazioni tipo ‘w l’antifascismo’ a morte chi critica la costituzione, dico che sono orgoglioso si avere nella mia famiglia una medaglia d’oro per la resistenza)
Perché poi hanno fatto poco ?
Direi che in alcuni casi l’opposizione si sia chiusa a riccio e non abbia voluto collaborare a nulla di nulla. ( Esempio: la minaccia di Olio di Ricino a chi si presentava agli stati generali della scuola voluti dal ministro Moratti era abbastanza palese. Ci mancava solo una pagina a pagamento su repubblica)
Dove l’opposizione non è riuscita le beghe interne hanno ottenuto il risultato. (Cioè, dico, hanno sostituito il ministro Urbani ai beni culturali, che zitto zitto ha fatto cose egregie, con Buttiglione! Brrrrr!)
L’ultimo berlsuconi (quello con amici Bondi e Capezzone ) è da vergogna. (Forse pensava che non amici leccaculo la vita politica sarebbe stata più facile?)
Ha ragione Galatea, non ha fatto niente perché troppo impegnato con le sue rogne.
Ma la mia angoscia sono i prossimi 15 anni. Me la faccio nelle brachette al solo pensarci.
Spero in una invasione Marziana. E se ci sarà non farò domande. W i marziani !!!!
Perché per entrambe le riforme occorrerebbe una riforma costituzionale.
Ora, una riforma costituzionale, oltre a non essere una leggina qualsiasi, che al limite si può modificare se non dà i risultati sperati, ha bisogno di un accordo fra le due parti. Altrimenti, se fatta “a colpi di maggioranza”, deve essere una riforma eccellente, e occorre che la maggioranza riesca a difenderla in sede di referendum confermativo.
Esiste un problema: i nostri rappresentanti parlamentari sono spesso (1) di basso livello e sono (2) divisi in fazioni.
Il fattore (1) rende l’eccellenza della riforma improbabile.
Il fattore (2) rende un accordo improbabile: è come se dei gladiatori in un’arena cercassero di mettersi d’accordo sulle regole del combattimento, col rischio che l’avversario ti uccida mentre tu proponi il da farsi.
Un’ultima considerazione sulle “maggioranze parlamentari numericamente schiaccianti oltre che autosufficienti”: non è solo un problema di numeri in parlamento, ma anche di mandato popolare. Esempio: anni fa il polo voleva abolire l’art. 18 dello statuto dei lavoratori. Aveva i numeri in parlamento, ma non se ne fece di nulla, perché Berlusconi realizzò di non avere il mandato popolare per fare ciò.
Su FB la necessaria brevità fa rischiare la banalità. Penso che la risposta ad entrambe le domande sia riconducibile ad una sola spiegazione: la tradizione politica italiana è stata sempre caratterizzata da una insufficiente distinzione di ruoli tra maggioranza ed opposizione. E di fatto il potere è stato sempre condiviso e comunque in buona misura co-gestito. I tempi dei contatti neppure troppo nascosti DC-PCI ne sono un esempio. Nel solco della medesima tradizione che comunque caratterizza i due schieramenti, essendo quella la scuola politica, la tendenza alla commistione tra maggioranza ed opposizione continua. Non c’è altra motivazione razionale a spiegare il perchè il centro-sx non ha mai fatto la norma sul conflitto di interessi. Che poi berlusconi abbia rotto qualche patto, dipende dal fatto che non si fa ingabbiare da nessun d’alema. ma è altro discorso. E la storia si ripete con la mano tesa di Violante o di Letta per le questioni giudiziarie.
L’assenza di una riforma sulla giustizia trova fondamento, credo, nella stessa motivazione: riformare vorrebbe dire definire un quadro chiaro, netto, nitido, regolato nel cui ambito gli autori della riforma dovrebbero muoversi rimanendo privi delle enormi possibilità di manovra che l’attuale quadro normativo consente. Tattica insomma.
D’altronde, questo concorderebbe con la mia idea che la discesa in campo di Berlusconi ha radici tutt’affatto diversa dal far davvero politica. Ma è, temo, il medesimo motivo per il quale non si fa nulla di liberale che equivale a dire rigore e terzietà dello stato e dei suoi organi.
Tutto sommato non so se sia meglio o peggio se questi politici, tutti intendo, si avventurino sul terreno delle riforme.
Perchè così ci si può lamentare, sport nazionale no. 2 dopo il calcio. Fare è molto più difficile che prendersela con qualcun’altro.
Manca una domanda:
3) perchè votate ancora?!
perché la componente del centrosinistra che voleva la riforma era minoritaria. troppo eterogenea la composizione.
la seconda affermazione invece per me è errata: il centrodestra ha realizzato perfettamente i suoi scopi in materia di giustizia ed economia.
marco
…perché “è colpa del governo precedente”.
che significa “centrosinistra”?
Perchè destra e sinistra sono categorie vecchie, vuote, simulacri di ideologie che non sono più..
Sono utilizzate solo come schermo dietro cui trova riparo e giustificazione all’esistenza una classe “dirigente” divisa all’apparenza, ma in realtà omogenea e coesa nel voler favorire un qualche gruppo di interessi (le mie aziende o quelle dei miei amici, la mia regione, la mia base clientelare). Qullo che cambia, e neppure sempre, è solo il nome dei percettori dei favori.
Con buona pace della “res publica” e degli interessi generali che sovrastano quelli particolari.
Una volta compreso questo concetto, molte domande trovano velocemente una risposta.
Stesse motivazioni:
- Ridotti o nulli vantaggi propri a breve termine
- Bassa probabilità di poter godere di quelli a medio/lungo termine, causa prevedibili cambiamenti di maggioranza e possibili rivolgimenti nel proprio schieramento
- Supremo disinteresse per l’interesse della popolazione
- Diseconomicità dell’indispettire eccessivamente gli avversari politici e gli altri agenti interessati, visto quanto sopra
Fintanto che l’informazione rimane di questo livello non credo che si possa aspettare qualcosa di buono all’orizzonte…
http://www.ilgiornale.it/econo.....comments=1