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Un Giulio Tremonti in grandissima forma questa sera, al convegno Confindustria nella fatale Parma. Un’esperienza mistica, la lettura plenaria de “La paura e la speranza” impreziosita da alcune considerazioni tra il profetico ed il ciclistico:
«Nel ’94 con Silvio Berlusconi eravamo forse un po’ avanti sul nostro tempo. Ora siamo stati raggiunti dal nostro tempo e non possiamo sfuggire all’appuntamento»
Il gruppo li ha ripresi, ma è in questi momenti che si vedono i campioni. Coraggio, ragazzi, non fatevi doppiare.
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Paziente Zero
Come la sindrome italiana ha contagiato l’Europa (e l’Occidente)



