Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Le opinioni divorziate dai fatti

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Al Repubblicano Paul Ryan è spettato il compito di replicare al mediaticamente sopravvalutatissimo discorso sullo Stato dell’Unione, celebrato ieri da Barack Obama. Riguardo i temi economici, Ryan pare non aver fatto i compiti a casa, come nota l’abitualmente perfido Paul Krugman.

Sostiene infatti Ryan:

«Date uno sguardo a quanto sta accadendo a Grecia, Irlanda, Regno Unito ed altre nazioni in Europa. Esse non hanno agito abbastanza rapidamente; ed ora i loro governi sono stati costretti ad imporre dolorose misure di austerità: vasti tagli alle prestazioni per gli anziani ed enormi aumenti d’imposta per chiunque»

Il problema è che gli stati europei non sono finiti nei guai per dissipatezza fiscale. O meglio, ciò è senz’altro vero per la Grecia, falsificazioni dei conti pubblici incluse. Ma non è vero per l’Irlanda (e per la Spagna), che prima del collasso immobiliare avevano conti pubblici in forma smagliante, al punto che anche l’attuale Cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, aveva ritenuto di dover rendere omaggio alle virtù irlandesi di policymaking, un modello da cui apprendere. Sembrerebbe quindi rinnovata l’antica tradizione americana di scarsa conoscenza di quanto accade fuori dai patri confini, evidenze aneddotiche incluse. Repubblicani e Tea Partiers farebbero meglio a farsi entrare rapidamente in testa che, senza toccare pesantemente le loro constituencies (Difesa ed anziani), il bilancio federale continuerà a sanguinare.

E proprio riguardo le pensioni Obama, nel discorso di ieri, è riuscito a dire nulla e a dirlo molto bene come al solito, come dimostra questo capolavoro di “maanchismo“, che pare preso di peso da uno dei discorsi lingottati di Walter Veltroni:

«Per posizionarci su solide basi, dovremmo anche trovare una soluzione bipartisan per rafforzare la Social Security per le generazioni future. E dobbiamo farlo senza mettere a rischio i pensionati di oggi, i più vulnerabili, o le persone con disabilità; senza tagliare le prestazioni per le future generazioni; e senza assoggettare il reddito garantito da pensionamento ai capricci del mercato azionario»

Se qualcuno ha capito che diavolo significa questo passaggio, aldilà dell’abituale “vogliamo burro ma anche cannoni”, il rifiuto cocciuto di eletti ed elettori a prendere atto che ciò differenzia l’umana esistenza da quella divina sono i trade-off, ci faccia un fischio.

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