Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Macromonitor – 4/11/2012

in Economia & Mercato

Settimana di rialzi per i mercati azionari, mentre gli altri mercati rischiosi restano per lo più invariati. Prosegue l’attesa per interventi e situazioni che diradino l’elevata incertezza che circonda la politica fiscale, a livello globale.

I dati di attività economica statunitense pubblicati in settimana sono stati lievemente migliori delle attese, inducendo una revisione in lieve rialzo delle stime di crescita del terzo trimestre. A livello globale, gli indici dei direttori acquisti manifatturieri aumentano (in media) per il secondo mese consecutivo, pur continuando in prevalenza a restare sotto la soglia di espansione, ed evidenziano recuperi nelle componenti relative ai nuovi ordini ed un calo nei livelli di scorte che in prospettiva depongono favorevolmente per i livelli produttivi.

Negli Stati Uniti è probabile che i dati di ottobre e novembre vengano distorti dalle conseguenze dell’impatto dell’uragano Sandy, abbattutosi su New York e sulla costa orientale, rendendo difficile una lettura univoca dell’andamento dell’economia nelle prossime settimane quando, ad una prima fase depressa, subentrerà la spinta della ricostruzione. Al momento l’esito più probabile è quello del mantenimento dello status quo, con Obama alla Casa Bianca ed i Democratici che mantengono il controllo del Senato. I rischi di stallo nella politica fiscale restano quindi molto elevati, elemento non confortante ove si consideri l’imminenza del Fiscal cliff. In settimana, la Bank of Japan ha ulteriormente aumentato le proprie operazioni di easing quantitativo, di 11.000 miliardi di yen, mentre cresce la pressione del governo di Tokyo per nuove e cospicue misure di contrasto alla deflazione che assedia un paese in profonda crisi.

Sul mercato obbligazionario governativo rendimenti poco variati in settimana, mentre si attende l’approvazione del prossimo pacchetto di aiuti alla Grecia.

Sul mercato azionario, i dati macro in miglioramento hanno fornito una spinta. Negli Stati Uniti, la reporting season del terzo trimestre volge al termine confermando l’indebolimento della progressione di utili e (elemento piuttosto importante) fatturati, ma gli indicatori di fiducia dei consumatori e l’andamento del mercato immobiliare, sorretto dall’azione della Fed tramite il QE3, forniscono elementi di positività, pur nel quadro di elevata incertezza che, come più volte segnalato, caratterizzerà le prossime settimane.

Sul mercato dei cambi prosegue una situazione di calma, malgrado l’imminenza di un evento fondamentale quale le elezioni presidenziali. Su base ponderata per i flussi commerciali il dollaro si è rafforzato in ottobre di circa l’1 per cento con volatilità in ulteriore riduzione.

In settimana, materie prime pressoché stabili. I dati economici statunitensi e cinesi in miglioramento hanno contribuito al recupero dei metalli base, mentre l’impatto dell’uragano Sandy sul prezzo del greggio è stato al momento contenuto, con la chiusura o danni ad alcune raffinerie e terminali nell’area portuale di New York. La diffusa mancanza di elettricità nell’area colpita dall’uragano sta portando a picchi di prezzo della benzina, a causa delle interruzioni nei rifornimenti ed alla accresciuta domanda necessaria per mantenere in funzione i generatori di energia elettrica. Per contrastare i rialzi, tuttavia, l’amministrazione federale ha temporaneamente rimosso (limitatamente alla costa orientale) il divieto di trasporto e consegna di carburanti per navi battenti bandiera non statunitense.

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