Il deserto dell’austerità

Monday, 19 November, 2012

in Economia & Mercato, Italia, Unione Europea

Il No Austerity Day europeo dello scorso 14 novembre rischia di essere solo il prologo di quanto ci attende in Europa nel 2013. Al netto degli abituali episodi alimentati da casseur professionisti (in cui il nostro paese primeggia da tempo) e di speculari ombre sull’operato di parte delle forze dell’ordine, queste manifestazioni sono la spia di un disagio che diventa angoscia, disperazione, rabbia.

La desertificazione dell’economia, la scomparsa di opportunità di vita e di lavoro. Uomini e donne, giovani ed anziani, che in numero crescente restano indietro e che non trovano più risposte da un welfare che sta ormai dissolvendosi sotto il peso di tagli sempre più ciechi e che alimentano altri tagli, a seguito di buchi che si aprono ormai spontaneamente nel bilancio pubblico. Il fallimento di questa sghemba costruzione europea, l’esplosione di debiti causata ed alimentata ormai in larga misura dalla violenza della stretta fiscale sotto i diktat dell’egemone tedesco, sordo e cieco nella propria angst da debito.

La bancarotta di una intera classe politica continentale e di un mainstream economico ancora tetragono a teorizzare che da una stretta violenta in queste condizioni possa nascere una cosa chiamata fiducia. Il trionfo di demagoghi che hanno gioco facile ad ottenere ascolto da una popolazione angosciata e le cui promesse, in caso di successo elettorale, rischiano di sbriciolarsi sotto il peso della realtà. Tutto questo ci attende nel 2013, senza un cambio di rotta comunque difficile da immaginare, data l’enorme inerzia di un sistema in cui nessun paese si salverà da solo.

[Crosspost su L’Huffington Post]

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