Andrà molto peggio, prima di andare meglio

L’architrave programmatico

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Secondo quanto comunica l’agenzia Agi, questo sarebbe il programma della coalizione di centrodestra, che farebbe capo a Silvio Berlusconi, ma anche no. O forse che farebbe capo a Berlusconi in termini di paternità nobile, ma che per la Lega Nord avrebbe invece come candidato premier Giulio Tremonti. Anzi, TreMonti, con la emme maiuscola, come figura nei bozzetti elettorali il simbolo della lista tremontiana 3L, non è chiaro se in tal modo rivendicando una sorta di inflazione rispetto a Monti, o un moltiplicatore di competenze. Certo, Tremonti, quello che Berlusconi non vede fornito di “capacità di aggregare e motivare una squadra”. Ma sono dettagli.

Se vi focalizzate su cose meno futili, ad esempio scorrendo i punti “programmatici”, osserverete un vero e proprio paese dei balocchi: quoziente familiare, buono scuola, eliminazione Imu prima casa, niente aumento Iva, “tendenziale” azzeramento in cinque anni dell’Irap (chi si rivede!), riduzione di un punto l’anno della pressione fiscale, detrazione dei primi 5 anni di contributi per chi assume a tempo indeterminato, detassazione del salario di produttività, abbassamento dell’Iva nel settore turistico, eliminazione dell’Imu su terreni e fabbricati agricoli, diminuzione delle accise che incidono sul costo dell’energia, raddoppio della detassazione utili reinvestiti in ricerca.

Ma come si finanziano, tutte queste caramelle? Noi non vediamo indicazione di copertura, ma forse la medesima si rinviene nell’ultimo punto, il 41, che recita, senza prender fiato:

«Riduzione del debito da 400 miliardi con vendita immobili e partecipazioni azionarie pubbliche, convenzioni fiscali con la Svizzera, valorizzazione delle concessioni demaniali, scadenza temporale per le leggi di spesa»

Se così fosse, par di capire, avremmo il finanziamento di un deficit esclusivamente con dismissioni patrimoniali. A meno di ipotizzare che, con la famosa introduzione della soglia del 75 per cento sulle risorse fiscali trattenute in ogni regione (con tutto quello che da ciò consegue, in termini di gioco a somma zero), si finirebbe col riequilibrare le dinamiche di spesa in modo strutturale e definitivo, un po’ come recita in modo alquanto sibillino la “scadenza temporale delle leggi di spesa”.

A questo punto, appare assolutamente trasparente il motivo che ha spinto ad introdurre nel programma del centrodestra “Berlusconi-presidente-ma-anche-no”, l’imprescindibile punto numero 32, quello su cui tutto poggia:

«Revisione della legge 180 sulla salute mentale»

Ma non temete, la somministrazione di sedativi avverrà esclusivamente con siringhe acquistate a costi standard.

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