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Macromonitor – 24/2/2013

Sunday, 24 February, 2013

in Economia & Mercato

Dopo il brillante avvio di inizio anno, gli investitori stanno divenendo più cauti e chiedendosi se la lungamente prevista ripresa economica sia effettivamente in atto. Mercati azionari in flessione nel mese, dollaro in rialzo settimanale che porta con sé una vistosa correzione delle materie prime.

Le previsioni di crescita, pur in recupero rispetto ai negativi dati del quarto trimestre 2012, appaiono stabilizzate su livelli nel complesso non particolarmente robusti. I motivi di ciò sono da rinvenire da un lato nella ridotta probabilità che il Congresso statunitense riesca ad impedire completamente i tagli di spesa automatici che entreranno in vigore dall’1 marzo (il cosiddetto sequestration contenuto nel Budget Control Act), dall’altro nel fatto che i dati di attività dei direttori acquisti europei, pubblicati questa settimana e relativi a febbraio, sembrano rinviare per l’ennesima volta la fine della recessione. Negli Stati Uniti, inoltre, i recenti rialzi dei prezzi dei carburanti sembrano destinati a frenare la spesa dei consumatori nelle prossime settimane, sommandosi alla riduzione di reddito disponibile causata dal rialzo delle imposte sulle buste paga, e dal sopra citato tagli di spesa indotto dalla sequestration. Ciò potrebbe effettivamente causare rischi di correzione ad un mercato azionario che ha corso molto, nelle ultime settimane, anche se il suo premio al rischio rispetto agli attivi sicuri resta storicamente molto elevato.

Sul mercato dei titoli di stato, lieve flessione settimanale dei rendimenti sui principali mercati sviluppati, in larga parte per riflesso al ripiegamento dei mercati azionari indotto da dati economici non positivi ma anche dalle minute del meeting Fed di gennaio, che mostra una divaricazione di visioni sul termine degli acquisti di attivi nell’ambito del programma QE3, con posizioni che puntano all’eventuale rallentamento o conclusione già alla fine di quest’anno.

Sul mercato azionario, i timori sul ritiro anticipato dello stimolo statunitense ed i dati non confortanti sulla brusca interruzione del rimbalzo manifatturiero hanno causato un ripiegamento dei corsi.

Sul mercato dei cambi, ripresa in settimana del dollaro, su aumento di avversione al rischio per i motivi sopra indicati. Da inizio anno il dollaro si è apprezzato contro yen, sterlina ed alcune divise asiatiche emergenti, mentre ha perso terreno contro euro, valute scandinave ed alcune latino-americane come il real brasiliano. Questi movimenti hanno condotto alla minore correlazione tra mercati valutari globali registrata nell’ultimo decennio. Riguardo il cross euro-dollaro, le previsioni devono necessariamente tenere in conto i movimenti indotti da aumento di incertezza in Eurozona, anche legata agli esiti elettorali italiani: secondo alcune stime, ogni 50 punti-base di allargamento degli spread (calcolati sul titolo di stato quinquennale) determinano un indebolimento dell’euro di 2 centesimi, e stesso effetto viene prodotto da un calo di 10 punti-base delle aspettative sui tassi della Bce rispetto a quelli della Fed.

In una settimana di vistoso ripiegamento dei prezzi delle materie prime, indotto da timori per la crescita globale e dal conseguente rafforzamento del dollaro in chiave di avversione al rischio, si segnala il forte rally dei prezzi delle benzine negli Stati Uniti, che potrebbe deprimere la spesa dei consumatori. Tale rimbalzo è dovuto essenzialmente ad una combinazione di bassi livelli di scorte e chiusure inattese di raffinerie durante la stagione di manutenzione. Circostanze che hanno condotto all’aumento del premio tra benzine e greggio, che dovrebbe tuttavia rientrare nel corso del prossimo mese.

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