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Macromonitor – 28/4/2013

Sunday, 28 April, 2013

in Economia & Mercato

Rimbalzo di mercati azionari e materie prime in settimana, dopo la vistosa correzione della settimana precedente. Nuovi minimi storici per i rendimenti delle obbligazioni High Yield.

Gli osservatori continuano ad interrogarsi sulla capacità di tenuta e progressione dei mercati azionari, che sfida il deterioramento espresso dai recenti dati di attività economica. Al momento, malgrado tali dati macro, le stime di crescita globale indicano solo lievi revisioni al ribasso, entro un valore che resta prossimo al 2,5 per cento. Resta evidentemente il rischio che tale deterioramento prenda velocità, ma alcuni fattori tendono a contenere tale rischio. Ad esempio, pur ravvisandosi un indebolimento della domanda a livello globale, la politica monetaria resta eccezionalmente lasca e non si intravvedono al momento segni di inversione di tendenza, mentre in alcune regioni (tipicamente l’Eurozona) si accentua il dibattito sulla necessità di attenuare la stretta fiscale. Secondo alcuni osservatori, quindi, la recente debolezza potrebbe non essere prodromo di una vera inversione di tendenza congiunturale, in direzione recessiva globale. Se questo quadro dovesse confermarsi, e l’indebolimento in atto dovesse risultare più “rumore” che “segnale”, l’elevatissimo premio al rischio tuttora espresso dagli attivi rischiosi (azionario in primo luogo) giustificherebbe l’attuale andamento del mercato, in un contesto che resterebbe di bassa volatilità, implicita e realizzata. Le prossime settimane si incaricheranno di confermare o smentire tale visione e previsione.

Quotazioni in ripresa sul mercato dei titoli di stato, spinte da dati di attività più deboli. Il Regno Unito è riuscito ad evitare di stretta misura la terza recessione “da libro di testo” (due trimestri consecutivi di crescita negativa) dall’inizio della crisi. Da qualche settimana, i rendimenti sulla parte lunga delle curve dei rendimenti di emittenti governativi “sicuri” (Stati Uniti, Germania) sembrano essere meno cedenti a fronte di notizie congiunturali negative, il che potrebbe suggerire che siamo prossimi ad una soglia di loro incomprimibilità. La periferia dell’Eurozona diviene così il segmento dei mercati obbligazionari sviluppati che offre prospettive di maggiori ritorni sull’investimento. In settimana gli spread si sono ristretti considerevolmente, dopo che l’Italia si è finalmente mossa verso la formazione di un nuovo governo. La ormai spasmodica ricerca di rendimento ha reso il debito sovrano periferico indifferente all’ulteriore deterioramento congiunturale ed al caos che è seguito al salvataggio di Cipro, evento che peraltro sinora ha mostrato di non aver avuto impatti sui depositi di altri paesi.

Sui mercati azionari le quotazioni tornano prossime ai massimi di ciclo, con gli investitori che sinora hanno ignorato le sorprese negative provenienti dai dati macro. Vi è il rischio che l’eventuale accumulazione di tali sorprese negative possa alla fine condurre ad una brusca correzione, il che suggerisce l’apertura di posizioni di sovrappeso su settori difensivi rispetto ai ciclici, anche dopo che gli indici manifatturieri dei direttori acquisti hanno evidenziato in aprile una perdita di momentum nel settore manifatturiero globale (Stati Uniti, Cina, Eurozona), con segnali negativi anche dalle componenti prospettiche di attività (nuovi ordini in calo, scorte di prodotti finiti in aumento).

Sul mercato delle obbligazioni a spread, settimana di ulteriori restringimenti, malgrado i deboli dati economici, con nuovi minimi storici di rendimento per le obbligazioni High Yield statunitensi ed europee

In settimana, materie prime in recupero di circa il 2,5 per cento in dollari, grazie soprattutto ad energia e metalli preziosi. Prezzi petroliferi in calo questo mese per una combinazione di domanda fisica stagionalmente ridotta, dovuta a manutenzione di raffinerie, e minori attese di crescita economica. Queste ultime, a differenza del periodo di manutenzione delle raffinerie, non dovrebbero venire meno molto rapidamente. Permane un consenso negativo per i metalli di base, abitualmente molto reattivi al ciclo economico, oltre che a causa della repressione cinese del credito “ombra” verso il settore immobiliare.

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