Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Opinioni di un clown

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

Ed alla fine, terrorizzato di veder nascere una piccola Dc che lo avrebbe relegato alla irrilevanza, oltre che a guai pressoché immediati, il Cavaliere ha deciso di bersi l’ennesimo amaro calice, anche se dentro quel calice alcuni vedono soprattutto il cervello di un uomo a cui qualcuno (ma forse soprattutto se stesso) ha cercato di vendere non il Colosseo ma un salvacondotto. Ecco gli highlights minimi e minimali dei giorni che rafforzeranno ulteriormente la credibilità internazionale del nostro paese. Fermo restando che il ventennio a colori è finito.

Si aprano le danze:

«Il Pd (compreso Matteo Renzi) ha tenuto un atteggiamento irresponsabile soffiando sul fuoco senza dare alcuna prospettiva politica». Lo afferma Silvio Berlusconi in una lettera a Tempi in cui aggiunge: «pur comprendendo tutti i rischi che mi assumo, ho scelto di porre un termine al governo Letta» – (Ansa, 1 ottobre 2013)

Berlusconi – spiegano diversi presenti – avrebbe aperto la riunione chiedendo di prendere una decisione insieme e rimettendosi al volere del gruppo. Sono anche disposto a fare marcia indietro e perdere la faccia – è stato il ragionamento – andrei subito in tv a spiegare la scelta che sono pronto a fare per salvare l’unità dei moderati.
Dopo l’intervento dell’ex premier però in molti avrebbero preso la parola per chiedere invece di andare fino in fondo. L’unica ipotesi che sarebbe stata subito scartata era quella di non partecipare al voto: Sarebbe una mossa ambigua – ha precisato Berlusconi – che non verrebbe capita dal nostro elettorato.
A far tornare però il Cavaliere sulla decisione iniziale e cioè non votare la fiducia sarebbero state le decisioni che arrivavano dall’esterno e cioè la volontà dei cosiddetti dissidenti di fare lo stesso i gruppi, oltre alla dichiarazione di Dario Franceschini sulla nascita con la spaccatura del Pdl di una nuova maggioranza – (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 13.19)

Eh già, date le premesse gli esiti cambiano, però, ed il miraggio del salvacondotto torna a baluginare nel deserto:

Abbiamo dato vita a questo governo anche nella «speranza che potesse cambiare il clima di questo Paese» per andare «verso la pacificazione» e «questa speranza la conserviamo ancora». Così Silvio Berlusconi, in Senato – (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 13.36)

Mettendo insieme le aspettative e il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso non senza interno travaglio per il voto di fiducia». Così Silvio Berlusconi in aula al Senato – (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 13.38)

E quindi? Quindi perde Enrico Letta, che già pregustava la possibilità di disporre di un governo un filo più omogeneo e pure in grado di generare, attraverso il collasso del Pdl, un nuove centro democristiano dal quale puntare i missili contro il Pd, attendendone l’implosione. Perde anche Scelta Civica, che aspirava ad intercettare qualche transfuga e magari arrestare pro tempore il proprio processo di dissoluzione. Quindi perde Berlusconi, stavolta definitivamente.

Ora torneremo al logoramento, minuto per minuto, e forse (se ci saranno i tempi) alle manovre fatte con le accise e con coperture farlocche. Qui tuttavia, se dovessimo esprimere una sensazione, diremmo che la costruzione è a rischio di collasso molto rapido. Da ultimo, alcune pregevoli citazioni che verranno utilizzate nei libri di testo della branca della chirurgia plastica specializzata nel trapianto di faccia:

«Quanto poi alla questione democratica che riguarda non solo Silvio Berlusconi, ma il diritto dei milioni di elettori che lo hanno scelto a una piena rappresentanza istituzionale, da Letta sono venute parole pilatesche nella forma, e giustizialiste nella sostanza. A maggior ragione dopo tutte queste considerazioni, e dopo tutte le ragioni già emerse nei giorni passati, mi pare sacrosanta la decisione del gruppo Pdl al Senato di votare NO e quindi la sfiducia al Governo Letta”, conclude Daniele Capezzone – (Ansa, 2 ottobre 2013, 12.07)

«Io ho sempre sostenuto in numerose riunioni ieri e oggi la necessità di tenere unito il centrodestra, il voto sul governo è quasi meno importante dell’unità politica». Lo ha detto Maurizio Gasparri, commentando la decisione di Silvio Berlusconi di votare la fiducia all’Esecutivo. «E’ stato – ha spiegato Gasparri – un dibattito sofferto nel quale io ho sostenuto che dare la fiducia al governo era la scelta migliore. Se Berlusconi avesse deciso per la sfiducia – ha aggiunto – mi sarei comunque adeguato, non per servilismo» – (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 13.54)

Menzione speciale anche per il crociato che lotta contro il laicismo che ci assedia ad ogni angolo di strada. Perché dopo oggi il governo, alimentato con sondino, potrebbe addirittura avere figli, pensate:

Dopo questo voto «la delegazione Pdl nel governo ne esce rafforzata. Perde chi voleva un cambiamento genetico del Pdl in senso laicista, estremista e crepuscolare». Lo dice il senatore Maurizio Sacconi, firmatario della mozione per la fiducia al governo Letta. Secondo Sacconi «Berlusconi ha preso atto che sommando chi si era esplicitamente espresso per la fiducia a quelli che indicavano l’esigenza di mantenere l’unità del partito restava solo un quarto del gruppo che era per la sfiducia» – (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 14.08)

I titoli di coda sono a cura del ministro dell’Economia:

Sull’aumento dell’Iva scattato martedì «non c’è nessuna legge da fare. E’ un decreto di Berlusconi. Non c’è niente da fare». Lo afferma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in Senato per la fiducia al Governo (Ansa, 2 ottobre 2013, ore 14.11)

Per l’Iva non c’è più nulla da fare. Per il paese neppure.

Aggiornamento – La mossa disperata di votare la fiducia per tentare di mantenere una specie di unità del Pdl pare non essere servita, il richiamo della foresta democristiana è troppo forte. Ad aver perso il quid pare essere il Cav. Da questo movimento deriveranno seri guai per il Pd, la forza centripeta del ventre molle italiano è irresistibile. E, se la storia è di qualche insegnamento, foriera di sciagure. Questo ultimo sviluppo rende non più attuale l’analisi di chi ha perso, fatta sopra. Per questo la cancellazione del testo.

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