Andrà molto peggio, prima di andare meglio

E’ la burocrazia, bellezza. E tu non puoi farci niente!

in Adotta Un Neurone/Contributi esterni/Economia & Mercato/Italia

di Daniele Muritano

Prima dell’estate ho assistito dei clienti nella costituzione di una fondazione che intende operare nel campo del sociale.

Il rappresentante della fondazione ha chiesto alla Regione (Toscana), come previsto dalla legge, il riconoscimento della personalità giuridica, allegando tutti i documenti richiesti dalla legge.

La legge stabilisce un termine (120 giorni) dalla richiesta entro il quale il procedimento deve essere concluso.

La Regione ha richiesto un’integrazione dell’atto costitutivo, che è stata regolarmente effettuata (uso questo verbo anche se Italo Calvino scriveva – e aveva ragione – che il verbo “effettuare” andrebbe bandito dalla lingua italiana).

Tutti gli interessati hanno pensato che, stipulato l’atto integrativo, il riconoscimento sarebbe intervenuto in tempi brevi (anche se “brevi”, secondo le regole vigenti nello stivale, può significare settimane).

Invece, udite udite, la Regione Toscana blocca la pratica di riconoscimento perché a suo dire l’atto costitutivo e l’atto integrativo non sarebbero in regola con il pagamento dell’imposta di bollo (90 euro). Manchevolezza gravissima!

Ai fini del riconoscimento però, la legge dice che è necessario che siano state soddisfatte le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dell’ente, che lo scopo sia possibile e lecito e che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo.

Dove sta scritto che uno dei requisiti per ottenere il riconoscimento è che l’atto sia in regola con il pagamento dell’imposta di bollo? Da nessuna parte.

Non solo. Ammesso che l’imposta di bollo sia dovuta, qualcuno potrebbe mai pensare che se manca il bollo (il bollo!) la fondazione non merita il riconoscimento?

Capite, ora, perché questo paese merita di fallire?

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Daniele Muritano, nato a Reggio Calabria il 10 aprile 1964. Sposato, un figlio 13enne che gioca a basket.
“Emigrato” dopo avere superato il concorso notarile, opera ad Empoli dal 1994.
Autore di varie pubblicazioni in materia giuridica (libri e articoli).
Durante il giorno invece di pranzare va in bicicletta. D’inverno corre e gioca a tennis.
Legge un po’ di tutto e tutti i venerdì sera gioca a Subbuteo.
E, last but not least, suona il piano jazz.

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