Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Germania, Pasqua di disinflazione

in Economia & Mercato/Unione Europea

Ieri è stata pubblicata la stima preliminare dell’indice dei prezzi al consumo tedeschi per il mese di maggio. Come confermato anche dal dato di stamane per l’intera Eurozona, si è avuta una sorpresa negativa, con la variazione mensile in calo dello 0,1% calcolata sul paniere dell’Ufficio Statistico nazionale tedesco e dello 0,3% su base euro-armonizzata. Particolarmente affascinante la spiegazione, ancora una volta legata agli effetti della Pasqua “tardiva” di quest’anno rispetto allo scorso anno.

Secondo JPMorgan, che ha analizzato la disaggregazione delle componenti del paniere dei prezzi nei dati pubblicati dai Laender campione, il prezzo dei pacchetti turistici ha mostrato in maggio un calo del 5,7% mensile. Su base annuale, i prezzi di tali pacchetti sono passati da un aumento del 10,4% in aprile ad una contrazione del 3,5% di maggio. Dato che i pacchetti turistici pesano nel paniere dell’inflazione tedesca per il 2,7%, il loro contributo alla variazione annuale dell’inflazione complessiva è passato dal più 0,3% di aprile al -0,1% di maggio (con una complessa moltiplicazione), con una sottrazione quindi di quattro decimi di punto percentuale da un mese al successivo. E qui sta il punto, visto che l’indice tendenziale di inflazione tedesca, calcolato con pesi domestici, è passato dall’1,3% di aprile allo 0,9% di maggio.

I conti paiono tornare, in effetti: il raffreddamento del tendenziale dei prezzi al consumo tedeschi, in maggio, è di magnitudine compatibile col calo dei prezzi dei pacchetti turistici. Tutto è riconducibile, ancora una volta, alla Pasqua “precoce” del 2013, che ha generato un effetto-confronto che ha spinto al ribasso i prezzi dei pacchetti turistici a marzo di quest’anno alzando vistosamente gli stessi il mese seguente. Se poi volete qualcosa di ancor più singolare, secondo le evidenze aneddotiche citate dagli analisti di JPM i prezzi dei pacchetti vacanze appaiono in calo più vistoso per le destinazioni turistiche del Sud Europa. Alla fine, come commenta l’analista di JPM, in maggio la disinflazione tedesca è una storia legata alla periferia dell’Eurozona.

Ovviamente (ma non troppo, soprattutto per i non addetti ai lavori), queste considerazioni nulla tolgono alla più generale dinamica disinflazionistica in atto, in cui tuttavia il calo della componente energia (che impatta sull’indice complessivo) è parte non marginale.

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