Andrà molto peggio, prima di andare meglio

E’ giunto il tuo giorno, miserabile rentier puro

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Cari sudditi, oggi è il primo luglio e di conseguenza scatta l’inasprimento della tassazione sui frutti del risparmio che non è investito in titoli di stato e buoni postali. Vi segnaliamo una cosina sfiziosa, direttamente dalla fervida mente della Agenzia delle Entrate, che veglia sul paese e ne plasma la norma fiscale, “interpretandola” oltre ad ispirarla, mentre torme di babbei analfabeti inveiscono contro Equitalia.

Dunque, ipotizzate di avere investito i vostri risparmi in un conto deposito bancario. Secondo il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio voi siete percettori di “rendite finanziarie pure”, e come tali dovete pagare il fio del vostro peccato originale, per permettere ad editorialisti, anchor tv, bravi presentatori e gerarchetti/e di partito di affermare che questa tassazione del risparmio è “di sinistra“. Vai col dettaglio, mettetevi comodi.

Tecnicamente, gli interessi riconosciuti sul conto di deposito sono composti da due elementi: un interesse al tasso base e un interesse aggiuntivo (premio di interessi) pari alla differenza tra il tasso base e quello a cui il cliente vincola le somme. Secondo la norma, l’interesse al tasso base matura giorno per giorno, mentre il premio di interessi matura solo a scadenza. Il cliente ha diritto al premio di interessi purché porti a termine il vincolo.
Ciò premesso, l’incremento odierno dell’aliquota colpisce l’interesse al tasso base pro rata temporis (ossia fino al 30 giugno 2014 si applica il 20% e da oggi il 26%), mentre colpisce il premio di interessi in toto (ossia, si applica il 26% su tutto il periodo di vincolo) per i depositi che scadono dopo il 30 giugno 2014.

Pertanto, a scadenza del vincolo la banca procederà a conguagliarvi la maggiore aliquota, addebitando il conto corrente di servizio a cui il conto deposito è agganciato. Ma ehi, in fondo stiamo facendo la rivoluzione, non lamentatevi, gufi! Una prece per quanti hanno conti deposito vincolati accesi mesi addietro (o anche lo scorso anno, o il precedente) che scadono oggi o nei prossimi giorni, e che di conseguenza faranno come Dorando Pietri: stramazzeranno sulla linea del traguardo, e verranno conguagliati dal fisco sull’intero premio di interessi (la “ciccia” del rendimento, ovviamente) e non pro rata temporis, come invece accade (altrettanto ovviamente) sul risibile tasso base.

Che bella la fiaba della irretroattività della tassazione, vero? Già che stiamo usando il latinorum a noi viene da pensare che, mutatis mutandis, questa manovra ricorda il prelievo notturno di Giuliano Amato, non trovate? Questo è il destino dei miserabili rentier. E buona rivoluzione a tutti, dall’alto del 40% di prelievo fiscale sui frutti del risparmio. “Come avviene in Europa, del resto”, disse il cacciaballe di Stato. Pure un po’ ladro.

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