Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Quando ci sarà Lui, caro lei

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Oggi, sul Messaggero, commento dell’ultrarenzista Marco Conti sulla risposta di Matteo Renzi a Mario Draghi e più in generale sulla posizione negoziale del nostro paese in Europa. Ed è un sinistro rullare di tamburi di guerra.

Particolarmente meritevole questo passaggio:

«La battaglia è solo all’inizio e il 30 del mese, giorno del consiglio Europeo straordinario nel quale si dovranno decidere le nomine nelle poltrone ancora mancanti della Commissione, si capirà quanto alta sarà la resistenza della burocrazia europea e quanta forza avranno i paesi del Nord Europa nell’impedire che la Mogherini ricopra la poltrona di miss Pesc. I toni usati da Renzi nell’intervista al quotidiano che più di tutti rappresenta la finanza internazionale, non promettono nulla di buono per coloro che pensano sia ancora il tempo dei sorrisini»

Ora, a parte il riferimento alla “burocrazia europea”, che non si sa per quale motivo dovrebbe contrastare la nomina della Mogherini (ma tanto è di moda, basta urlare “burocrazia!” ed i patrioti accorrono), sarebbe utile che chi nella vita svolge la professione di informare, informasse per l’appunto i lettori degli eventuali motivi di opposizione ad una candidatura italiana ad Alto Rappresentante della Politica Estera della Ue. Altrimenti, detta così, ricorda molto quello che prende e si porta via il pallone appena lo fanno arrabbiare. Proprio come l’idolo di Conti, si direbbe.

Il tutto tacendo della strategia di Renzi sul nome della Mogherini, e delle giravolte che hanno caratterizzato questa cosiddetta fase negoziale. E tacendo pure della enorme expertise della Mogherini, che è quella che, a referendum secessionista in Crimea avvenuto, dichiarava alle agenzie di stampa che serviva dispiegare nella Crimea medesima degli osservatori dell’Osce. E tacciamo dell’arbitrato sui marò, che sta rapidamente diventando un nuovo sarchiapone, dopo la flessibilità, nel colpevole silenzio della stampa italiana, che proprio non riesce a fare domande, si direbbe.

Circa invece il “non promettere nulla di buono per coloro che pensano sia ancora il tempo dei sorrisini”, solo una preghiera a Marco Conti: smetti di farti del male, per favore.

P.S. Oggi Moody’s ha comunicato le sue previsioni aggiornate sull’economia italiana. Banalmente, hanno fatto girare il loro modello econometrico e hanno commentato i numeretti. Attendiamo quindi i soliti ragli sulle “agenzie di rating che non hanno previsto la crisi”, oppure che “hanno venduto titoli tossici assegnando loro alto merito di credito”, eccetera. Che, come sempre, non c’entra un beneamato nulla con i termini della questione (che sono previsioni economiche) ma è parte integrante della salivazione dei politici di maggioranza e dei loro cronisti di riferimento. In attesa che domani il buon Conti fulmini Moody’s scrivendo che non è più tempo di sorrisini, noi segnaliamo a lui e a voi che Moody’s è la stessa che, appena insediato Renzi, lo gratificava della possibilità che l’economia italiana crescesse quest’anno del 2%, vaticinio che Renzi mostrò di gradire assai.

E comunque, che ci frega? Noi abbiamo il Superindice Ocse, una garanzia assoluta.

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