Andrà molto peggio, prima di andare meglio

A bonus, bonus e mezzo

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Mentre la legge di Stabilità procede nel suo iter parlamentare, emergono alcune palesi incoerenze nelle erogazioni previste dal governo, i cosiddetti bonus. E l’effetto d’insieme non fa che confermare che l’operazione avviene in base a premesse assai poco chiare.

Riguardo il cosiddetto bonus bebè, ieri il governo si è detto favorevole, per bocca del viceministro dell’Economia, Enrico Morando, a modificarne parzialmente la struttura, per “renderlo più efficace per i minori poverissimi o in povertà assoluta”. Questa appare la moneta di scambio con la sinistra Pd, e che consente al governo di non toccare il bonus principale del governo Renzi, quello da 80 euro, che Morando (e Baretta) hanno ancora una volta ribadito che “non si tocca”. Il bonus bebè appare quindi destinato ad essere erogato sotto condizione di verifica della situazione economica e patrimoniale dei richiedenti, quindi utilizzando l’Isee. Per contro, il bonus da 80 euro continuerà ad essere erogato esclusivamente a chi percepisce redditi da lavoro dipendente ed assimilati fino a 24.000 euro lordi annui, con phase-out sino a 26.000 euro.

Ieri è stato bocciato un emendamento della sinistra Pd e di Sel in cui si chiedeva di assoggettare anche il bonus da 80 euro al test dell’Isee. L’idea non era malvagia, visto che avrebbe introdotto un minimo di razionalità nell’erogazione, uscendo dal recinto dei lavoratori dipendenti ed assimilati ed impattando invece su tutti i percettori di reddito, inclusi quindi incapienti, pensionati ed autonomi. Ma il governo ha detto niet, timoroso che la rimessa in discussione della materia potesse aumentare l’incertezza e quindi indurre gli attuali percettori a non spendersi il bonus.

Il ricorso al means testing dell’Isee, pur non perfetto, avrebbe permesso di evitare alcune macroscopiche sperequazioni, come la mancata correzione dell’erogazione in base ai componenti del nucleo familiare, oltre ad evitare di erogare il bonus a soggetti che, pur avendo reddito di lavoro basso, possono magari contare su redditi diversi, finanziari ed immobiliari. Nada, il governo Renzi ha scelto di impiccare se stesso ed il paese a questa erogazione del tutto sghemba ed irrazionale, e così andrà. A proposito, che dicono gli ectoplasmi di Ncd di questa struttura del bonus? Loro, che ad ogni pié sospinto si sciacquano la bocca col quoziente familiare? Non pervenuti, al momento.

In ulteriore subordine, e volendosi concentrare solo sulla platea dei lavoratori dipendenti, sarebbe stato preferibile destinare quelle risorse ad un ridisegno complessivo del sistema delle detrazioni, per attenuare la pendenza della curva delle aliquote marginali effettive sui redditi bassi e medi, che in Italia è uno dei maggiori ed irrisolti problemi di politica fiscale. In tal modo si riuscirebbe anche a migliorare la progressività del sistema fiscale, oltre che la sua efficienza in termini di gettito e di funzionamento del sistema di incentivi all’offerta di lavoro (per approfondimenti, si veda qui). Ma si è scelta la strada di questo bizzarro bonus, e così sia.

Nel frattempo, segnaliamo il ritorno alle televendite di Silvio Berlusconi, dopo mesi passati a subire le iniziative del suo giovane emulo. Ieri, il deCav ha mandato a direi ai pensionati italiani quanto segue, in una lettera inviata ai dirigenti di Forza Italia:

“Questo è ciò che ci impegniamo a fare per voi quando saremo di nuovo, e presto, al governo: 1) aumento delle pensioni minime a 1000 euro per 13 mensilità; 2) no tasse sulla casa di vostra proprietà; 3) no tasse sui vostri risparmi, quelli che volete lasciare ai Vostri figli e ai Vostri nipoti. Non dobbiamo permettere allo Stato di allungare le sue mani sul frutto di ciò che avete risparmiato con una vita di lavoro e di sacrifici, quello su cui avete già pagato imposte pesanti; 4) Avrete assistenza medica gratuita: odontoiatria sociale (impianti dentali gratis) e oftalmologia sociale (operazione della cataratta gratis). E infine convenienze varie: cinema al pomeriggio e treno durante la settimana gratuiti, bonus taxi e bonus acquisti, veterinario gratuito una volta al mese per i Vostri amici a quattro zampe” (Ansa, 19 novembre 2014)

Che dire? Una sola parola, visto lo stile di comunicazione dei due televenditori del patto del Nazareno: venghino!

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