Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Giovani pippe pop

in Adotta Un Neurone/Famous Last Quotes/Italia

E quindi, per il presidente del Pd, Matteo Orfini, dopo la piuttosto sconcertante sentenza della Consulta sulla perequazione dei redditi pensionistici superiori a tre volte il minimo, nei governi tecnici c’era anche “una discreta quantità di pippe“. Ora, non sappiamo se questo linguaggio irridente e tardo-giovanilistico fuori tempo massimo sia il portato di antichi riflessi “progressisti” del nostro ex giovane turco oppure l’esaltazione dei governi “politici” con la maiuscola, come quello guidato dal suo segretario di partito.

Né ci interessa indagare sulle “competenze”, tecniche o politiche, di Orfini. Per quelle crediamo basti il suo curriculum vitae, che parla da solo, dopo aver premuto il tasto mute. Quello che invece sappiamo per certo è che la “pippaggine” non pare essere esclusiva dei governi tecnici. Orfini di certo ricorda lo strepitoso autogol alla Comunardo Niccolai del governo presieduto dal segretario del suo partito, sul regime dei minimi: una strombazzata rivoluzione che ha prodotto il tentato omicidio fiscale dei giovani professionisti e ha costretto Renzi ad una precipitosa retromarcia ed a ristabilire lo status quo ante, dopo un paio di mesi di discreti casini. Non esattamente un esempio di riformismo da insegnare nelle summer school di partito, diciamo.

Discorso del tutto analogo per l’intervento sul fisco, col consiglio dei ministri della vigilia di Natale che approva la depenalizzazione sostanziale di fattispecie di frode fiscale, a cui fanno seguito inverecondi balbettii ed il congelamento della situazione, con proroga della delega legislativa. Siamo tuttora in fiduciosa attesa. E’ parimenti da pippe, riteniamo, introdurre un meritorio ammortizzatore sociale universale di disoccupazione ed essere costretti a tagliarne la durata di sei mesi, tra un paio d’anni, a seguito di problemi di copertura finanziaria (che ad oggi continua a non esservi).

Per contro, non è da pippe ma da giovani emuli di Achille Lauro inventarsi un tesoretto redistributivo per la “povertà” ritagliandolo dal deficit pubblico circa sei mesi prima dell’assestamento di bilancio ma a poche settimane da elezioni amministrative che coinvolgeranno circa diciassette milioni di italiani, mentre i granelli della clessidra delle clausole di salvaguardia scorrono inesorabili. Potremmo continuare ma il senso dovrebbe essere piuttosto chiaro: a tutti noi interessa il primato della politica sulla tecnocrazia, ci mancherebbe. Il punto è che irridere un governo emergenziale, che pure tali e tanti errori ha compiuto, con una singolare motivazione di “incapacità”, per ciò stesso ratificando la sacrale onnipotenza della Consulta, anche in decisioni prive di logica e raziocinio come quella dei giorni scorsi, è molto pop e soprattutto si rivela troppo facilmente liquidatorio di quello stesso “primato della  politica” sulla tecnocrazia che si rivendica in modo così adolescenziale.

Poi, va da sé, ogni epoca ha i suoi grigi personaggi che per motivi imperscrutabili assurgono a notorietà e visibilità pubblica in attesa di tornare al nulla cui appartengono, ma a quello siamo o dovremmo ormai essere abituati, in questo paese.

Tags:

Ultimi in Adotta Un Neurone

Go to Top