Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Jobs Act, e sai cosa bevi – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Appuntamento mensile con la nuova narrazione sui miracoli del Jobs Act, la nuova Medjugorje della propaganda governativa italiana. Si tratta del dato mensile sulle partite Iva, pubblicato dal MEF. Dal mese scorso, il comunicato governativo ci “suggerisce” che il calo del numero di nuove aperture di partite Iva può essere posto in relazione al dispiegamento della geometrica potenza di fuoco del contratto a tutele crescenti. Anche questo mese il miracolo pare essersi ripetuto.

Scrive infatti il MEF, a commento del calo del 4,7% tendenziale delle nuove aperture da parte di persone fisiche, in agosto:

«Sembra consolidarsi la tendenza degli effetti derivanti dalle nuove forme contrattuali introdotte dal “jobs act”, accompagnate dagli incentivi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato, che sembrano aver continuato a favorire la costituzione di rapporti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva»

Ora, a parte la prosa da fachiri divorati dal dubbio (“sembra”…”che sembrano”), proviamo ad analizzare i dati, utilizzando l’ottima navigazione dinamica nel database delle partite Iva. Partiamo con una semplice somma delle nuove aperture da parte di persone fisiche, sia da inizio anno (quando è partita la decontribuzione) che dal mese di marzo, quando è entrato in vigore il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. Abbiamo quanto segue:

  • Gennaio-agosto 2014: 276.078
  • Gennaio-agosto 2015: 248.370
  • Marzo-agosto 2014: 175.237
  • Marzo-agosto 2015: 177.717

Quindi, nel periodo marzo-agosto di quest’anno le nuove aperture di partita Iva sono superiori a quelle del 2014. Quindi, di che stiamo parlando? “Sembra che sembrano” ma anche no, amici del MEF che date i numeri. Per quanto riguarda invece il periodo gennaio-agosto, si osserva effettivamente una differenza di circa il 10% di aperture in meno nel 2015 rispetto al 2014. Ecco, miracolo, è il Jobs Act!, si sente urlare da via XX Settembre, mentre il cielo viene squarciato da un raggio di luce.

Peccato che questo periodo includa un dato mensile che è fortemente distorto e distorsivo. Riuscite ad indovinare quale? Un aiutino: a gennaio 2015 vi è stato un forte calo delle aperture di partite Iva perché a dicembre 2014 c’è stata la corsa all’apertura, per evitare di farsi massacrare dal nuovo demenziale regime dei minimi previsto dal governo Renzi, quindi c’è stato un effetto di anticipazione di aperture. Di quanto? Basta guardare: a gennaio 2014 le aperture erano state oltre 63mila, mentre a gennaio di quest’anno si sono fermate a circa 41mila. La differenza è praticamente tutta qui. Oh!

E non finisce qui, venghino! Vi omaggiamo anche di una divinazione gratuita: a dicembre di quest’anno il tendenziale di apertura partite Iva di persone fisiche farà segnare un autentico crollo, visto che il confronto sarà con dicembre 2014, quando vi fu il boom di aperture panicate causate da insipienza governativa. Segnatevela: a dicembre 2015 il MEF pubblicherà un comunicato in cui affermerà che il Jobs Act ha prodotto il crollo delle nuove aperture di partite Iva. E allora gufi e rosiconi avranno l’ennesimo travaso di bile.

Ah, già che ci siamo: tutti questi sono dati lordi, cioè nulla ci dicono delle chiusure di partite Iva. Ricorda nulla? Appuntamento al prossimo dato lordo.

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