Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Soluzioni a cinque stelle in cerca di guai stellari

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Il M5S ha prodotto una sorta di resumé dei problemi e delle criticità del sistema bancario italiano, oltre alle immancabili “soluzioni”. Che tuttavia nulla risolvono, se non l’abituale sete di demagogia e populismo da cui gli italiani sono vieppiù arsi, nella loro traversata nel deserto della Realtà. Proviamo con una piccola analisi solo un filo più ragionata di quella grillina, per puro divertissement. Dopo di che, attendiamo fiduciosi di vedere questi personaggi nella stanza dei bottoni, non prima di aver fatto scorta di popcorn.

Si comincia con una descrizione piuttosto fedele del crack della Banca Popolare di Vicenza e che si può ricondurre a cattiva gestione del credito, per usare un eufemismo. La magistratura indagherà lo spartiacque tra insipienza e criminalità. Ma il post grillino è pregevole per questo passaggio:

«Quando la sorveglianza è passata alla BCE è stato scoperchiato il vaso di Pandora»

Ohibò! Quindi a qualcosa la Bce serve, giusto? O forse serve un vincolo esterno, chissà. Facciamo progressi, dopo tutto. Lo scritto prosegue denunciando “i paradossi del tessuto bancario europeo”, che in pratica è una collezione di luoghi comuni abilmente miscelati a dati di fatto che tuttavia, date le premesse, non incidono neppure in minima parte sulla condizione del “tessuto bancario” italiano, tu guarda. Perché questo è un po’ il punto chiave di tante sdegnate denunce patriottiche di questi mesi, dall’ambizioso vicedirettore di giornalone agli arruffapopolo di piazza: se le banche tedesche finiscono nei guai, per un motivo o per l’altro, la Germania paga ed i cocci restano rigorosamente suoi. Se qualcuno tra voi pensa che eventuali casini delle banche tedesche possano contribuire a migliorare la condizione di forte vulnerabilità strutturale di ampi settori del credito in Italia, si faccia vedere da uno bravo. La Germania ha usato soldi pubblici illo tempore, per puntellare il proprio sistema bancario? Si, quindi? Siete invidiosi? Vorreste poterlo fare anche voi, magari per coprire la grande perizia di grandi banchieri come i Mussari, gli Zonin, i Berneschi e la banda degli aretini? O forse siete ansiosi di avere la garanzia unica europea sui depositi per poter ricevere il conto dei futuribili crack di banche tedesche? Prima o poi dovrete decidervi, cari grillini e non solo: perché o in Italia abbiamo casi di criminalità economico-politica oppure c’è un complotto tedesco ai nostri danni. Molto improbabile che valgano entrambe le cose. Come direbbero gli americani, non potete mangiarvi la torta e pensare di averla ancora sul tavolo, intatta.

Il post grillino prosegue elencando le incoerenze del Pd nel votare in Europa provvedimenti poi avversati in Italia, e qui diremmo che può anche andare. Successivamente si lancia nella appassionata difesa dei titoli di stato in portafoglio alle banche a ponderazione di rischio zero e si sdegna per l’obiettivo di spezzare il legame tra banche e debito sovrano, che evidentemente per i grillini (ma anche per editorialisti ed arruffapopolo) è patrimonio nazional-popolare. Ma allora, che fare per uscire da questa spiacevole situazione? Alle “soluzioni” è dedicato l’ultimo paragrafo del post. In primo luogo, uscire dall’euro, che si porta con tutto. Del resto, la ponderazione per il rischio è figlia del rischio di credito, e se un paese si stampasse la sua bella carta da parati, non esisterebbe rischio di default sui titoli di stato, dicono i soggetti affetti da illusione monetaria, cioè un’ampia quota di no-euro. Tralasciamo questo punto per carità di patria e passiamo al successivo precetto grillino, che in realtà è proprio conferma della sopracitata illusione monetaria, oltre che di altro. Serve infatti

«[…] una banca centrale che funga da prestatore d’ultima istanza, derogando dagli assurdi vincoli dell’UE, incarnati dall’Euro»

Serve, detto in termini meno aulici, una banca centrale che monetizzi tutto il debito, da quello sovrano a quello aziendale privato, per evitare che i grandi banchieri di casa nostra facciano dissesto, e possano quindi proseguire nelle loro prassi aziendali vincenti. Per non parlare della spesa pubblica, s’intende. Basta vincoli, men che mai esterni: ecco il vero helicopter money che ci darà il reddito di cittadinanza! Per chi tra voi dispone di competenze un filo più sofisticate, questo precetto grillino non solo soffre della tradizionale illusione monetaria ma manco distingue la liquidità dalla solvibilità. Infatti invoca una banca centrale che tenga in piedi anche i morti e nutra amorevolmente le banche zombie, oltre che un Tesoro altrettanto zombie. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno. Che poi, senza uno straccio di vincolo, preferibilmente esterno, come avrebbero fatto i grillini a scoprire tutte le malefatte dei piddini? Giungiamo quindi all’ultimo precetto, quello che ci ricorda che i pentastellati sono uomini di mondo anche se non hanno fatto il militare a Cuneo:

«Successivamente è imperativo ricreare un sistema bancario sano e focalizzato esclusivamente sull’economia reale, cioè tornare al modello del Glass-Steagall Act di Roosevelt: da una parte le banche tradizionali che svolgono solo attività di supporto all’economia e dall’altra le banche di investimento che continuano a fare le loro attività speculative libere di fallire senza salvataggi fatti con i soldi dei contribuenti»

Ottimo! Infatti, come noto, il sistema bancario italiano è così vulnerabile perché tutte le nostre banche, inclusa la Bcc di Roncofritto, sono banche universali con imponenti desk di derivati, con cui hanno spekulato sui mercati globali, dai maiali magri al succo d’arancia. Ecco quello che accade, quando si argomenta per raccolta di sdegno popolare e senza vincolo di coerenza interna alle “proposte”. Pare si chiami populismo, in questo periodo storico è un articolo molto richiesto dai consumatori, non solo italiani. Peccato sia un prodotto adulterato, come il vino al metanolo di italica smemoratezza mentre puntiamo il dito contro gli scarichi della Volkswagen.

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Lo scorso 2 giugno, l’a.d. di Banca Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola,
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