Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il complottone del moltiplicatore dei depositi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Italia

Giorni addietro, alcuni esponenti del M5S, guidati da Carlo Sibilia, hanno presentato una interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze alla Camera, destinatario il Ministero dell’Economia. L’interrogazione prende le basi da quella che è da sempre un’ossessione di Sibilia e dei cosiddetti signoraggisti, una delle specie animali che popolano il variopinto mondo dei complottisti, pur se di recente un po’ decaduta: la possibilità per le banche commerciali di “creare moneta” mediante il cosiddetto moltiplicatore monetario, che mette in relazione la base monetaria con l’offerta di moneta.

Per le tecnicalità, potete leggere qui. Non c’è nulla di misterioso, a dirla tutta. Quello che ci preme segnalarvi è proprio il testo dell’interrogazione, con le sue premesse a supporto della domanda. Leggete voi stessi. In particolare, segnaliamo la citazione di un “rapporto KPMG” elaborato per il governo islandese, in cui si affermerebbe:

«La predominante fonte di moneta nel presente Sistema monetario è il prestito bancario, in cui i depositi sono creati nel processo del prestare. La creazione monetaria nel presente sistema monetario, perciò, espande i bilanci delle banche e accresce l’indebitamento di famiglie e imprese»

Che, tradotto così, sembra quasi indicare che la creazione monetaria sia il diabolico strumento in mano alle banche per indurre famiglie ed imprese a cadere nella “schiavitù del debito”, e non invece a fare quello che accade realmente: consentire l’accesso al credito da parte di agenti economici che hanno un risparmio negativo. Superfluo dire che questa traduzione ha avuto su Sibilia lo stesso effetto che sventolare davanti ad un toro una muleta.

Posto quindi che Sibilia & Friends hanno scoperto che KPMG ha svelato il modo in cui la gente finisce incatenata dal debito (ma manca il testo originale del rapporto), leggete anche le tre “premesse” finali dell’interrogazione:

-la possibilità per le banche di creare denaro si basa sul fatto che le banche, reciprocamente, si riconoscono e accreditano identicamente alla moneta legale la moneta così creata e trasferita mediante bonifici o altro;
-tale moneta scritturale è, giuridicamente, uno strumento di debito, ossia una promessa di pagamento, emessa dalla banca pagante nei confronti della banca destinataria; quindi la moneta scritturale creditizia consiste in una rete di reciproche promesse di pagamento accettate, per convenzione, come moneta finale, estintiva del debito;
-la condizione di solvibilità o insolvibilità di una banca dipendendo essenzialmente dalla volontà delle altre banche di accettarne i pagamenti –:

Come si nota, il denominatore comune di queste premesse è la natura “fiduciaria” della movimentazione di moneta scritturale tra le banche. In altri termini, il denaro “creato” col processo di moltiplicazione monetaria fluisce nel sistema nella misura in cui le banche si “fidano” le une delle altre. Non a caso, nella fase iniziale della Grande Recessione, vi fu una gelata del canale interbancario, dovuta al fatto che la fiducia tra banche era evaporata, a causa dei dubbi sul reale valore delle cartolarizzazioni delle banche medesime.

Tutto ciò premesso, se siete arrivati sin qui, potete leggere la domanda che i grillini hanno rivolto al MEF:

«se intenda tenere conto della realtà descritta in premessa assumendo le iniziative di competenza per accertare le vere cause della crisi delle banche in difficoltà e risolvere le medesime tutelando – in conformità alle disposizioni costituzionali – il risparmio, i posti di lavoro, l’economia nazionale ed escludendo ogni modalità di applicazione del “bail-in” e “bail-out”»

Prego? E come, di grazia? Dunque, vediamo. Abbiamo le banche che, mediante il moltiplicatore monetario, condannano alla schiavitù le persone, inducendole ad indebitarsi (perbacco). Poi, quando la crisi arriva e le insolvenze dei debitori aumentano, le banche smettono di fidarsi le une delle altre e l’offerta di moneta crolla, ghiacciando l’economia. Che fare, quindi? Viste le premesse finali, a noi pare che Sibilia & Friends propongano che lo Stato imponga per legge la fiducia tra le banche: “fidatevi, e scambiate”. In questo modo, nessuna banca diverrà insolvente. Impedendo ope legis l’illiquidità, si arriva ad impedire l’insolvenza. Ma non è geniale, tutto ciò?

Ma continua a non essere chiaro: se occorre stabilire per legge che le banche si fidino le une delle altre, poi si torna al punto iniziale della critica: le banche “creano moneta dal nulla”, e quindi “condannano la ‘ggente alla schiavità del debito”. E allora, che fare? In questa interrogazione retorica è presente l’essenza della “dottrina Sibilia”: stop alla “moneta frazionaria”, sia lo Stato a crearla direttamente. Peccato che, anche facendo questo, si ottengano alcuni “effetti collaterali”. Ad esempio, il moltiplicatore resta in essere anche se è lo Stato a creare moneta scritturale bancaria. Perché, dove ci sono prestiti, ci sono depositi. Incredibile, vero? Unica differenza è che, con lo Stato prestatore monopolista, è facile immaginare che si arriverebbe alla morte del rischio di credito. In altri termini, si presta a tutti e la schiavitù del debito non esiste più, così come non esiste più l’insolvenza di singole banche. Perché? Perché, alla fine, arriva lo Stato e stampa. E vissero tutti felici e contenti.

Questa è l’imprescindibile attività onirico-parlamentare dell’onorevole Sibilia e dei suoi colleghi, in sintesi. Ad ogni buon conto, se vi interessa approfondire, sotto la psichedelica interrogazione trovate la risposta del MEF, che si concentra sugli aspetti di vigilanza di controllo del leverage e sulle metriche di liquidità. Non è detto che a via XX Settembre abbiano capito la richiesta, comunque. Più in generale, i signoraggisti sono parenti biologici dei no euro non solo nella dimensione complottistica ma anche perché per loro esistono solo grandezze nominali, e mai reali. Se invece volete capire di più sul signoraggio applicato alla realtà ed alle grandezze monetarie reali (le uniche che contano), potete leggere qui e giungere all’unica conclusione possibile. Che le teorie del signoraggio sono delle pure idiozie.

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