Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Preavviso di burrasca

in Economia & Mercato/Italia

La giornata di ieri, sui mercati finanziari, è stata anomala, sotto molti aspetti. Gli attivi italiani martellati, a partire dai Btp, con spread sul Bund in allargamento di una decina di punti base; questo è il tradizionale veicolo di contagio che si estende in tempo reale alle quotazioni delle banche, stante il legame banco-sovrano che continua a piagare il nostro paese. Ma ieri i volumi sui mercati erano pressoché natalizi, per il contemporaneo bank holiday sulle due maggiori piazze finanziarie mondiali, Londra e New York.

Ovvio che, in condizioni del genere, basta una lieve pressione delle vendite per causare sofferenze ai prezzi. Ed è quello che è accaduto. Non stiamo dicendo che la giornata di ieri fosse quella perfetta per “mandare messaggi”, perché non facciamo cospirazionismo. Possibile che qualche investitore istituzionale abbia letto le notizie sulla nuova legge elettorale ed abbia deciso di alleggerire la posizione in Btp. Ma ha scelto un giorno non particolarmente adatto, viste le bank holiday britannica e statunitense, a limitare l’assorbimento delle vendite.

Forse sarà stato solo un episodio, nulla da esasperare o sovrainterpretare. Ma resta l’evidenza di una classe politica che, a stragrande maggioranza, si è fatta cogliere da entusiasmo per il modello elettorale “tedesco” e che ora vuole fiondarsi al voto, a prescindere dagli esiti. Intanto, rimarcheremmo il desolante provincialismo di un paese che passa il tempo a dire peste e corna dei tedeschi ma che poi dichiara di volersi ispirare a loro nella legge elettorale.

Ancora più risibile, per non dire irresponsabile, la tesi che invoca la “sincronizzazione” elettorale in Europa: “votiamo il 24 settembre, con la Germania”. La realtà è che c’è “qualcuno”, tipo Matteo Renzi, che ha tale fretta di tornare a mettere le mani sul timone (illudendosi) che è disposto a fare una grande coalizione con Berlusconi e spalancare la strada al M5S, in quello che sarebbe solo l’ultimo errore di una strada infernale lastricata di deficit di pensiero strategico in un personaggio che la storia confermerà tra i più tragicamente sopravvalutati in un paese di furbastri che annusano l’aria.

Chi scriverà la nota di aggiornamento al DEF e la legge di Stabilità, con il disinnesco dell’aumento Iva da 19 miliardi? Padoan e Gentiloni? Renzi darà loro copertura politica? Stamane sui giornali si legge dell’ipotesi di rinvio di qualche mese delle clausole di salvaguardia, per consentire al nuovo esecutivo di prendere in mano la situazione, magari con un esercizio provvisorio di un paio di mesi. Possibile, ma che accadrà se nessuno schieramento o combinazione di partiti avrà una maggioranza “funzionante”? E quanto sarebbe realmente funzionante una maggioranza Pd-Forza Italia? Poco, molto poco.

Due parole sulla nuova legge elettorale: mancano i dettagli in filigrana, quelli che fanno la differenza. Ma sappiamo sin d’ora quello che resterà: i regolamenti parlamentari. E grazie a quelli resterà possibile costruire desistenze in fase elettorale e creare scissioni di gruppi parlamentari, post elezione. Tutto come e peggio di prima, gli italiani sono sempre i primi della classe, quando ci sono da imbastire truffe. Sarebbe tuttavia quasi auspicabile una vittoria autosufficiente grillina, che porterebbe al collasso del paese in poche settimane e ad un commissariamento “hard” dall’esterno, rispetto al lento ma inesorabile ammaloramento della grande coalizione di Renzusconi. Peraltro, lo scenario crash da vittoria grillina avrebbe anche l’innegabile merito di fungere da terapia d’urto a “beneficio” del populismo analfabeta che appesta questo paese, anche se alla fine in molti reagirebbero dicendo che la colpa del collasso sarebbe di Soros, Rotschild e dei romulani. Il randello nodoso della realtà resta tuttavia la migliore terapia contro santoni, guaritori ed omeopati truffatori che si accalcano al capezzale italiano.

Comunque vada, a prescindere dal vuoto d’aria di ieri, ci sono molti elementi per stare in guardia sul rischio-Italia, e per fare attenzione al proprio risparmio.

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