Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Un impegno concreto: più buoni per tutti

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In questi giorni agostani, tra gli innumerevoli dibattiti italiani destinati a plasmare il futuro di nulla e nessuno, è tornato ad avere spazio quello sulla seconda moneta domestica, da affiancare all’euro. So quello che state pensando: “e che palle, ancora questa cazzata?”. Lo so e vi capisco, portate pazienza. Oggi non parliamo nello specifico di quella proposta, rilanciata dal redivivo Silvio Berlusconi per tenere in coalizione leghisti e destri assortiti della sua nuova-vecchia coalizione. Ogni leader politico ha il diritto di usare gli argomenti e la paccottiglia che preferisce, per raggiungere l’obiettivo. Soprattutto in un paese di gonzi come l’Italia.

Sul tema abbiamo già detto, e non necessita di precisazioni ulteriori. Senza scomodare la legge di Gresham, gli assegnati rivoluzionari francesi (che nascevano peraltro con copertura reale sottostante, poi rapidamente sradicata) e le fasi lunari, si tratta di una pura idiozia, che è servita a Yannis Varoufakis per farsi sbattere fuori dal governo Tsipras e consolidare una luminosa carriera di affabulatore internazionale lautamente remunerato. Quindi, non ci sarebbe da commentare oltre.

Se non fosse che oggi, su Libero, che sta animando il dibattito da ombrellone, compare il contributo di tale Paola Tommasi. Di cui colpevolmente ignoro il curriculum e le gesta, per cui sono costretto a documentarmi. Dovrebbe essere costei. La giovane economista ha nel suo palmares anche la partecipazione alla campagna elettorale di Donald Trump. Come che sia, la dottoressa Tommasi oggi commenta sul quotidiano di Vittorio Feltri la proposta berlusconian-leghista, la moneta complementare travestita da mini-bot.

Scrive quindi Tommasi:

«Sulla doppia moneta la genialità va riconosciuta. La proposta ha suscitato interesse soprattutto all’estero, probabilmente per un maggiore dinamismo di pensiero, nella definizione di “dual currency” che ne hanno dato anche fondi di investimento. E di fatto esiste già. La creano nelle più varie forme e la fanno circolare tutti i giorni nei loro circuiti le multinazionali, da Apple a Amazon e Starbucks. La stessa Facebook si sta attrezzando per avere una propria piattaforma di scambio di merci e servizi»

Ora, sarà che siamo tutti distratti, ma questa cosa della “dual currency” usata da Apple, Amazon e Starbucks a noi è sfuggita. Non è che stiamo parlando dei gift coupon, che vengono “creati” pagando soldi veri, in qualsiasi valuta? In attesa che qualcuno ci illumini (e vedrete che accadrà, nei talk televisivi magari), Tommasi è un fiume in piena:

«Quindi la proposta di Forza Italia, così come quella dei mini Bot della Lega, si inserisce in questa onda di monete e sistemi di pagamento alternativi. Si può controbattere che nessuna delle nuove valute citate è emessa da Stati. Ma è proprio lì la sagacia: onde evitare il superamento degli Stati nazionali da parte delle grandi aziende, per lo più americane, l’Italia di Berlusconi e Salvini si porta avanti. Da qui l’interesse degli analisti di mercato»

Ma non è meraviglioso, tutto ciò? Berlusconi e Salvini che superano gli angusti confini e vincoli dello stato nazionale, e per combattere gli oppressivi Over the top dell’ecommerce, che minacciano la nostra identità, “si portano avanti”. E gli “analisti di mercato” vanno in visibilio. La dottoressa Tommasi ha studiato, comunque: la “moneta della libertà” verrà erogata gratuitamente ai cittadini, durerà tre anni, dopo i quali sarà utilizzabile per pagare le tasse, non sarà inflazionistica perché in quei tre anni la reflazione indotta dalla circolazione parallela avrà fatto crescere Pil e gettito fiscale. Una cartolarizzazione di Pil nominale, in pratica. Gente che ha letto Pinocchio, e ne ha tratto profitto.

Ed è tutto previsto e calcolato, tranquilli: per evitare che qualcuno si insospettisca, pensando che i nostri eroi possano emettere mini-bot a nastro per pagare di tutto, incluso il trenino elettrico dei vostri sogni, causandone il rapido deprezzamento contro euro, l’ottima Tommasi prescrive che la nuova moneta parallela debba essere “obbligatoriamente accettata” dagli esercizi commerciali. Sarà il tripudio e la nemesi storica: faremo acquisti su Amazon pagando con i mini-bot. A moneta virtuale, moneta virtuale e mezza. Tiè.

E chi si azzarderà a tesaurizzare gli euro, quelli veri? Per loro, corte marziale? Ah, saperlo. Che poi, come concede magnanima la nostra giovane volontaria di Trump, è ovvio che la moneta parallela non basta a compiere il miracolo. Per quello ci penserà la flat tax. E, aggiungiamo noi, per colmare la voragine fiscale causata dall’aliquota piatta, verrano emessi nuovi mini-bot. Il moto perpetuo, in pratica. E gli analisti finanziari s’impennano.

Sia dunque lode allo “zio Silvio”, come Tommasi lo chiama affettuosamente. Per il futuro degli italiani, un impegno concreto: più buoni per tutti. Ma la Sora Lella, come segnala Francesco Lenzi, aveva già capito tutto:

  • Su legge di Gresham ed ipotetica parità tra euro e mini-Bot, la lettura complementare consigliata è questo post di Riccardo Puglisi

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