Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il tesoretto dove lo metto? – 2

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Come i più osservatori tra voi avranno notato dal titolo, è giunto il tempo di creare una collezione di post per segnalare gli innumerevoli modi attraverso cui è possibile spendere i fondi immaginari noti anche col nome di “tesoretto”. Mentre si studia l’ennesima mancia triennale senza costrutto per il lavoro, stavolta giovanile, che finirà a spiazzare l’apprendistato e di conseguenza a far perdere ulteriore significato al percorso formativo-lavorativo che dovrebbe culminare (ma non culminerà) nel contratto a tutele crescenti, s’ode uno squillo di tromba: e i pensionati? Vorremo mica scordarci dei pensionati?

Categoria notoriamente negletta della politica italiana; a dire il vero tra le numerose radici del dissesto di questo paese ma non si può dire perché si passa per crudeli, potranno mai i nostri pensionati subire in silenzio questa mancia ai giovani lavoratori, e soprattutto potranno mai farlo i politici di maggioranza? No che non potranno.

Profetica fu ieri un’intervista al Quotidiano Nazionale in cui il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, ribatteva che la decontribuzione per i giovani non è affatto una mossa elettorale:

«Il maggior numero di elettori si concentra nelle fasce più anziane della popolazione: dunque, se avessimo voluto qualche voto in più, avremmo ragionato esattamente all’opposto»

Vero. Infatti oggi alla svista di Morando rimedia prontamente Ernesto Carbone, dem di stretta osservanza renziana, che in un commento riportato da Repubblica fa presente che non si deve scegliere tra anziani e giovani (come stranoto, i politici di ogni latitudine odiano i tradeoff; quelli italiani al punto che lo somatizzano). E quindi? Quindi

«Non scordiamoci del tesoretto lasciato dal governo Renzi e del gruzzolo che si sta formando grazie alla ripartenza del Pil. Un intervento sulla previdenza non è incompatibile con le risorse da destinare ai giovani»

Immaginiamo che il “tesoretto lasciato dal governo Renzi” sia la famosa pianificazione di investimenti di 47 miliardi in 16 anni, che va finanziata anno per anno ma sono dettagli. Di tesoretto si tratta, ed alla fine potremmo pure spenderlo per le pensioni, che sembrano essere l’unico vero “investimento” della nostra classe politica, quindi non ci sarebbe contraddizione. E poi, che diamine!, non scordate che abbiamo questa crescita del Pil che letteralmente ci rovescia soldi addosso, altro che “gruzzolo”.

I più cinici tra voi ricorderanno a questo punto con nostalgia la breve esaltante stagione della spending review, quella durante la quale i futuribili risparmi di spesa erano già prenotati per successivi “interventi” volti a lenire le sofferenze della popolazione. C’erano fior di tesoretti anche allora. Per fortuna oggi riaffiorano, sia pure da altre sorgenti. Eravamo quasi disidratati.

Con un malloppo del genere, rigorosamente posto al termine dell’arcobaleno, perché essere così crudeli da mettere giovani contro anziani e viceversa? Ci sono dissestati miraggi per tutti, non spingete.

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