Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Il costoso dibattito di Morando

In una intervista concessa ad Enrico Marro sul Corriere, il viceministro dell’Economia Enrico Morando, parla dei “bonus” del governo Renzi, che non vanno chiamati così, e fornisce un contributo alla presa di coscienza di quello che andrebbe fatto. In breve, siamo sulla buona strada, non abbiamo buttato tre anni di decontribuzione temporanea nello sciacquone. Perché tutte le grandi idee necessitano di tempo per affermarsi, notoriamente.

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Il diabolico euro-complotto che ha distrutto il Mezzogiorno d’Italia

L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che difficilmente passerà alla storia come colui che “ve l’aveva detto”, malgrado la sua possente produzione pubblicistica ed un’esperienza ministeriale trascorsa a farsi prendere a ceffoni dalla realtà, ha ritenuto di dover esprimere la propria dotta valutazione sulla crisi della Ue da un angolo visuale molto particolare: quello del Mezzogiorno d’Italia. Perché, come noto, le colpe della Ue si estendono dal meteo al sottosviluppo economico di paesi che da tempo hanno perso la bussola ed il senso comune. Mentre senso del ridicolo e della decenza hanno tolto il disturbo ancor prima, come ci ricordano prassi e teoria tremontiane, solcando i lustri.

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Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi – 2

Oggi è giorno pari, quindi Antonio Martino è risolutamente contrario all’uscita dall’euro. Ce lo ricorda in un’intervista al Mattino che è solo l’ultima di una lunghissima serie di “fraintendimenti” con i giornali che non riescono a cogliere l’essenza del suo pensiero, che è guizzante ed ubriacante come il grande Garrincha, di cui si diceva riuscisse a dribblare e confondere anche il pallone.

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Prodotti tipici italiani: il vuoto normativo mezzo pieno

Su Repubblica, Valentina Conte spiega la situazione surreale che si è venuta a creare dopo l’eliminazione dei voucher, cioè del “lavoro accessorio,” a mezzo decreto legge, in quello che a sinistra viene visto come il primo raggio del nuovo Sol dell’Avvenire. Quello in cui basta raccogliere le firme per un referendum “problematico” e molto pop per indurre il governo pro tempore a terrorizzarsi e sbracare gioiosamente, legiferando l’integrale recepimento del quesito referendario, senza manco scomodare i cittadini e farli recare alle urne. Che volete di più dalla vita, un tucano? Dalla vicenda voucher, e dal cratere normativo che si è aperta, con conseguente “sanatoria” barocca che già si staglia nitida all’orizzonte, si coglie l’intima essenza della bancarotta italiana. Ora anche psichica.

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Esperienze paranormali: il déjà lu del Corriere

Oggi sul Corriere, a pagina 15 del cartaceo e online qui, si può trovare un commento a firma di Monica Ricci Sargentini sulla nuova inquietante stagione di delazioni di massa che la Turchia di Erdogan sta vivendo. Leggendolo, mi ha colto la sensazione di déjà vu, o meglio déjà lu. Mi sono quindi sovvenuto di una inchiesta del Financial Times a firma di Laura Pite, corrispondente da Ankara del quotidiano britannico, comparsa online lo scorso 16 marzo. In effetti, i due pezzi hanno una certa aria di famiglia per tema, struttura ed aneddotica.

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Non esistono pasti gratis ma il delirio è in omaggio

Puntata di Otto e mezzo del 18 marzo, condotta da Lilli Gruber con Domenico De Masi (sociologo), Antonio Monda (scrittore), Giovanni Veronesi (regista) e il vostro titolare (sé stesso). Torniamo sul tema dell’ultimo libro del simpatico De Masi, “Lavorare gratis, lavorare tutti” (la cui “filosofia” avevo già recensito qui), per una rapida escursione/incursione in un universo alternativo in cui si finisce a mischiare temi planetari (la disoccupazione tecnologica) con altri specifici alla crisi italiana (la fuga dei giovani e non solo, il welfare fallimentare). De Masi, che già anni addietro aveva identificato la radice della forza economica tedesca osservando che laggiù dopo le 17 gli uffici son deserti, si conferma grande ed apodittico affabulatore futurologo, con epidermica avversione per il fact checking ma forse proprio per questo ha ampio mercato mediatico in questo paese. Lamenta che molti suoi studenti restino a lungo disoccupati.

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Schizofrenia, portali via

Chi ha tempo da perdere leggendo questi pixel sa o dovrebbe sapere che la critica a certi tic e conformismi della nostra stampa cerca di non essere qualunquistica condanna senza appello. Ci sono anche esempi di informazione completa e corretta, o forse si tratta solo di commenti che si limitano ad osservare la realtà e trarre conclusioni, senza applicare il famigerato cui prodest che è alla base delle sciagure di un paese che si sta impiccando all’assurdo. Per questo è con grande piacere che oggi segnaliamo un articolo di puro buonsenso.

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Non sai contare? La politica italiana ti attende

Sul Messaggero, un articolo di Andrea Bassi e Luca Cifoni spiega che Palazzo Chigi starebbe studiando per l’Iva “il ritocco dell’aliquota intermedia, dal 10% fino al 13%, anche per ridurre i contributi previdenziali che pesano sulle buste paga dei lavoratori. Si tratterebbe quindi di uno scambio: ogni euro di Iva in più andrebbe ad alleggerire il cuneo fiscale pagato dalle imprese e dai dipendenti”. Che è un’idea semplicemente geniale, in effetti.

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I gemelli Renzi e le banche italiane

Caro direttore…” inizia canonicamente la letterina al Sole vergata da Matteo Renzi. In essa, l’ex premier fa mostra della sua non comune capacità di leggere le grandi tendenze dell’economia italiana, e mena giusto vanto per essere riuscito a correggere per tempo le degenerazioni presenti -ad esempio- nel nostro sistema bancario. Perché il lavoro di squadra è tutto ed i gemelli Renzi sono affiatatissimi, oltre ad avervi già informato da tempo su come sarebbe andata a finire.

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Ingegneria finanziaria per disperati, edizione Poste italiane

Nella continua, disperata ricerca di portare a casa alcuni spiccioli per ridurre di un atomo il peso del debito pubblico, il governo italiano pro tempore è tornato a valutare la cessione di un’ulteriore tranche di Poste italiane. Questa insistenza nel farsi del male e fare cassa sul nulla è davvero ammirevole, e rappresenta la vera costante di tutti i governi della Repubblica succedutisi negli ultimi anni.

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