Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Liquido, nazionalizzo, faccio il bail-in e non pulisco il water

In caso vi fosse sfuggito, vi segnaliamo un post apparso sul blog di Beppe Grillo che spiega come e qualmente sia possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca, punire i cattivi e premiare i buoni, avere burro e cannoni, nell’ormai stucchevole caso di MPS. Un esempio da manuale di come si possa lisciare il pelo all’uditorio ed all’ignoranza, per portare a casa consenso, in attesa di arrivare nella stanza dei bottoni. E, ovviamente, rompersi i denti.

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Un paese in sofferenza. Psichica

Dunque: le nostre banche sono solide. Non hanno rilevanti problemi. È il mercato che tutto ingigantisce, e sbaglia candeggio. “E loro, allora?“. Mi ha detto mio cuggino che siamo una squadra fortissimi. Le garanzie eccedono grandemente l’entità degli affidamenti. Atlante è un affare, Atlante 2 lo sarà ancor di più. Non esiste un caso MPS. E via cantando. Mentre attendiamo che nuovi patrioti mettano soldi in Atlante 2, e tutti si stanno sfilando canticchiando, urge aguzzare l’ingegno.

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Siam pronti alla morte, il debito chiamò

Intervistato da Libero, che ci fa sopra una vibrante collezione di titoli e sottotitoli patriottici (“La Merkel ci ruba le banche” è über alles), il vulcanico professor Giulio Sapelli si esibisce nel suo non originalissimo ma sempre godibile repertorio di stralunate citazioni storiche a sostegno della sua ossessiva visione neo-risorgimentale, al centro della quale ci sono la Prussia che tutto soggioga e l’Italia che deve resistere al tentativo di affamarla. Non fermatevi ai tradizionali flussi causali: la Storia con la maiuscola è un libro esoterico, e solo a pochi eletti è data la capacità di leggerne i capitoli ed intuire il loro disvelarsi. Sapelli è tra quelli.

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Lo sventurato popolo rispose: “E loro, allora?”

Attendendo di conoscere il destino delle sofferenze delle nostre banche, al termine della “trattativa” con la Commissione europea, segnaliamo che il nostro premier sta giocandosi l’ennesima mano forte di carte, sorretto dalla sua nota oratoria e dalla forza di argomentazioni di cemento armato: la celeberrima domanda “e loro, allora?”, con cui generazioni di nostri politici portano avanti le loro rivendicazioni contro il mondo, in attesa di rompersi i denti contro il muro della realtà. Poiché in questo paese la funzione della stampa pare essere quella della lente deformante, sia per adulazione che per critica, spesso il risultato finale sono titoli da puro rave party.

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Giù le mani dai nostri gioielli

Letta oggi, su un quotidiano nazionale, riguardo al crollo delle quotazioni azionarie di Banca MPS:

«A questi prezzi c’è più di un timore, da parte delle Autorità monetarie e di Vigilanza, di take-over da parte di qualche investitore raider»

È bello avere una Vigilanza così vigile e reattiva a contrasto degli evidenti fallimenti di mercato. C’è motivo di speranza, dopo tutto.

 

Cercasi scudo contro la stupidità

Nella giornata di ieri si sono diffuse, ed in seguito sono state confermate, voci sulla concessione da parte della Commissione europea all’Italia della possibilità di concedere una garanzia pubblica a tutela della liquidità di banche solvibili, per importo massimo di 150 miliardi di euro e sino alla fine del 2016, ovviamente prorogabile. Intervento subordinato a condizioni di particolare turbolenza sui mercati. Questo è il minimo sindacale, previsto dalle norme europee, che il governo Renzi ha portato a casa. Non a caso non c’è stata grancassa italiana, e la notizia è stata fatta filtrare dalla Commissione ai media globali, essendo vecchia di alcuni giorni. L’occasione è stata propizia per alcuni epici svarioni della nostra vigile stampa. L’entusiasmo a volte è come la fretta: cattivo consigliere. Soprattutto quando si ha fretta di compiacere “qualcuno”.

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L’interesse generale a non farneticare

Anche oggi non ci facciamo mancare l’accrocchio risolutivo per “aiutare” le nostre solidissime banche a divenire ancora più solide. Dobbiamo confessare che siamo ammirati dalla fantasia con cui i nostri leader, spalleggiati da una generazione di tecnici di prim’ordine, stanno spulciando nelle pieghe e negli anfratti delle normative comunitarie per riuscire a poter mettere le sofferenze sulle spalle dei contribuenti, a valore di bilancio corrente. Noi cerchiamo di restare al passo con questo florilegio di ingegneria finanziaria istituzionale per disperati, ma è sempre più difficile.

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Siamo solidi, aiutateci

Da un paio di giorni in Italia la stampa non parla d’altro che dell’intervento pubblico a sostegno delle nostre banche. Sbucato dal nulla, sulla scorta del trauma indotto sui mercati dalla Brexit, respinto dai banchieri, che non vogliono ingressi dello stato nel capitale delle banche (Patuelli dixit), il piano che non c’era continua a fare onde nello stagno. Abbiamo letto di tutto: sospensione del bail-in “per sei  mesi”, garanzie pubbliche, Cassa Depositi e Prestiti in una notte di luna piena, “Padoan Bond”, che poi sarebbero Monti Bond con la marmitta bucata, ed altre meravigliose idee che stanno prendendo forma. Come nella nostra migliore tradizione, il risveglio sarà ruvido.

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La lunga linea marrone

In corso il fallout radioattivo del referendum sulla Brexit. A conferma che siamo nell’Era della Grande Inadeguatezza Globale, in reazione alla complessità indotta dalla globalizzazione, ma anche a conferma che gli italiani restano sempre uguali: una miopia che si approssima alla cecità. A questo giro siamo in ottima compagnia, ma è una assai esile consolazione.

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Un paese da fiaba

Forse non molti tra voi, nel logorante turbinio della logorroica dichiarazia italiana, ricorderanno che Matteo Renzi, nella sua “scalata” al Pd ed al paese, aveva tra i propri punti fermi l’erogazione di cento euro mensili al popolo sofferente. Ancor meno numerosi quelli tra voi che ricorderanno che quei cento euro sarebbero dovuti andare a dipendenti e pensionati. Si sarebbe dovuto trattare di una forma di “riduzione del cuneo fiscale”, ed il costo di 20 miliardi di euro sarebbe stato finanziato attraverso un epico taglio ad una non meglio identificata “spesa intermediata” dalle amministrazioni pubbliche, per usare le parole di Renzi. Forse era la spesa per consumi intermedi, chi può dirlo.

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