Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Articoli

Usa: gli effetti collaterali globali del protezionismo per via fiscale

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In attesa dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, e di capire se la sua retorica protezionista verrà tradotta in realtà, è utile analizzare il progetto di riforma dell’imposizione sulle imprese, elaborato dai Repubblicani della Camera dei Rappresentanti, guidati da Paul Ryan, che di fatto tenta di raggiungere gli stessi effetti dei dazi minacciati da Trump, ma con apparentemente minori effetti collaterali.

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Calano i volumi? Poste aumenta le tariffe

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dal prossimo 10 gennaio l’invio di una raccomandata per l’Italia, fino a 20 grammi di peso, aumenterà da 4,50 a 5 euro. Aumenteranno anche le tariffe per atti giudiziari, di cui Poste manterrà l’esclusiva sino al prossimo 10 giugno: per invii fino a 20 grammi si passerà da 6,60 a 6,80 euro. Pare dunque esservi una singolare inflazione, nei servizi postali italiani, anche se fortunatamente l’equivalente online dei servizi di recapito di corrispondenza costa meno rispetto a quello tradizionale. Circostanza per nulla scontata in un paese come il nostro, dove la tecnologia porta con sé strani sovrapprezzi.

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Libera circolazione delle persone, la lezione svizzera per la Brexit

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nel febbraio 2014, a seguito di una votazione popolare decisa da 20 mila voti di differenza, la Svizzera ha inserito nella propria Costituzione la determinazione di tetti massimi per i permessi di dimora e contingenti annuali per tutti gli stranieri, calcolati in funzione dei bisogni dell’economia, inclusi i lavoratori provenienti dalla Ue. Si è inoltre stabilito che sul mercato del lavoro la preferenza dovesse essere data agli svizzeri. Ciò implicava la rinegoziazione dei trattati internazionali contrari a queste regole, l’accordo di libera circolazione delle persone con la Ue. L’esito referendario assegnava tre anni di tempo al parlamento elvetico per disciplinare il nuovo precetto costituzionale.

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Stile Fillon, meno statali e più voti

Articoli/Economia & Mercato

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il candidato di centrodestra alla presidenza della Repubblica francese, François Fillon, presenta una piattaforma elettorale che tenta di ristabilire lo storico direttorio franco-tedesco, al quale il resto dell’Unione dovrebbe uniformarsi, e destinato a sbarazzarsi della Commissione europea. Per raggiungere questo obiettivo, che passa per l’uniformazione della tassazione societaria, Iva e sui capitali entro un triennio, Fillon è consapevole di dover convergere sui fondamentali economici tedeschi.

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Altro che lotta all’establishment, ecco la prima mossa di Trump: aiuti ai ricchi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo la reazione di forte avversione al rischio conseguente alle prime ore di smarrimento per l’esito elettorale, i mercati finanziari statunitensi hanno premiato Donald Trump con un rally che a molti osservatori inizia ad apparire eccessivo, con benefici per banche, farmaceutica e biotecnologia e più in generale per i titoli manifatturieri orientati al mercato domestico. Il forte rialzo dei rendimenti sin qui osservato appare conseguenza di attese inflazionistiche, che si producono sia per effetto del forte impulso fiscale promesso da Trump su un’economia già al pieno impiego, sia perché l’orientamento protezionistico del presidente eletto minaccia una ripresa dell’inflazione per effetto dell’imposizione di tariffe doganali.

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Il ritorno dell’inflazione per ora è solo un’illusione

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nelle ultime settimane i rendimenti obbligazionari in Eurozona e negli Stati Uniti sono risaliti in misura piuttosto consistente, soprattutto di qua dell’Atlantico. Questo ha determinato alcuni effetti collaterali ampiamente prevedibili ed interrogativi circa la fine del “costo zero” per il denaro. Sia negli Stati Uniti che in Eurozona la crescita non è particolarmente vigorosa, se raffrontata al periodo ante crisi, ma probabilmente si tratta della “nuova normale”, cioè di economie che crescono strutturalmente meno.

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Il fragile miracolo della Spagna: molte ombre ma almeno cresce

Sempre più deficit, sicurezza sociale sbilanciata e salari ridotti. Ma anche riforme, investimenti e banche ripulite

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Spagna pare violare la forza di gravità ed il senso comune: un paese privo di governo da dieci mesi, quindi imprigionato in una gabbia di incertezza, e che tuttavia continua a crescere ad un passo invidiabile. Ma un paese che è anche violatore seriale delle regole della Commissione europea sul bilancio pubblico, e che di recente è stato “graziato”, non subendo sanzioni per tali sforamenti. La Spagna chiuderà il 2016 con un rapporto deficit-Pil al 4,6%, mentre le previsioni di primavera della Commissione Ue ipotizzavano il 3,9%. Attesa una crescita del Pil intorno al 3%, in lieve rallentamento il prossimo anno.

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Tasse e crescita, il governo inventa il moto perpetuo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Nota di aggiornamento del documento di Economia e finanza, presentata nei giorni scorsi dal governo, ha suscitato perplessità tra analisti ed istituzioni preposte all’analisi dei conti pubblici, come dimostra l’audizione parlamentare della Banca d’Italia e, soprattutto, la sospensione del giudizio da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio, l’istituzione indipendente che ha il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee.

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Argentina, la lunga e dolorosa uscita dal populismo economico

Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

A nove mesi dall’insediamento, il governo del presidente argentino Mauricio Macri sta faticosamente tentando di ristrutturare un’economia prostrata da lunghi anni di errori ed orrori di Cristina Fernandez de Kirchner. Tra le prime mosse, Macri ha lasciato fluttuare il cambio del peso, che era irrealisticamente sopravvalutato ed aveva prosciugato le riserve valutarie del paese. Per recuperare preziosi dollari, Macri ha poi eliminato quasi totalmente le imposte sulle esportazioni, ponendo fine alla pratica difensiva degli agricoltori, che immagazzinavano la produzione in attesa di tempi migliori, dato il cambio troppo elevato.

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La fine del Quantitative easing Bce sarà la resa dei conti per l’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Banca centrale europea ha deciso di non fornire indicazioni su un eventuale allungamento o potenziamento delle operazioni di easing quantitativo, il cui termine è previsto per marzo. Mario Draghi ha detto che il tema non è stato trattato, anche considerando le previsioni aggiornate di crescita, che restano sostanzialmente stabili al 2017, pur se quelle di inflazione per il prossimo anno sono state limate da 1,3 a 1,2%. In molti pensano che queste motivazioni siano una trasparente foglia di fico. Le stime di inflazione per l’Eurozona per il prossimo anno sono già piuttosto elevate rispetto ai valori correnti, ed il loro progressivo ridimensionamento non promette nulla di buono. Vi sono poi problemi di scarsità di titoli di Stato tedeschi acquistabili.

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