Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Articoli

Il gran ritorno delle scatole cinesi nel piano CDP-governo per le banche

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice finalizzato alla “messa in sicurezza” del settore bancario italiano, in particolare riguardo all’ingorgo di aumenti di capitale previsti nelle prossime settimane (quelli certi sono Veneto Banca, Popolare di Vicenza e Banco Popolare) ma anche sul modo per rimuovere i prestiti in sofferenza dal portafoglio delle banche. Pare che l’esecutivo intenda creare una rete di protezione per mandare a buon fine gli aumenti di capitale, e già questo è un messaggio di debolezza sistemica inviato al mercato.

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Banche, una dura traversata nel deserto

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi Tidjane Thiam, chief executive di Credit Suisse, è stato costretto a una imbarazzata e imbarazzante ammissione: quando, alla fine dello scorso ottobre, ha presentato il nuovo piano d’impresa della banca svizzera, non era a conoscenza dell’effettiva consistenza della posizione in titoli illiquidi presenti sui libri contabili, rivelatasi in seguito ampiamente superiore a quanto inizialmente stimato, e che ha costretto a nuove pesanti svalutazioni, oltre che ad avvicendamenti nell’ambito del dipartimento gestione del rischio della banca.

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La realtà smentirà l’arroganza della propaganda a colpi di statistiche

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi l’Istat è stato al centro di una polemica sgradevole e pericolosa, per quanti hanno a cuore il rigore metodologico delle rilevazioni che aiutano a tenere il polso dell’economia del paese. L’istituto di statistica è stato vittima di quello che potremmo definire “fraintendimento” tra dati di variazione annua del Pil non corretti per i giorni lavorati e quelli rettificati per i medesimi. Per gioco di arrotondamenti, la discrepanza tra le due grandezze è risultata dello 0,2% (0,8% e 0,6%).

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Il momento magico per l’economia è finito

E il merito non era di Renzi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le autocelebrazioni per il secondo anniversario del governo Renzi cadono in un momento non troppo fortunato, stanti i reiterati segnali di rallentamento globale. Quali sono state le realizzazioni in economia del rottamatore immaginario? E soprattutto, fu vera crescita? La risposta è negativa.

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Deficit della furbizia: il treno Renzi sta per sbattere contro il muro della realtà

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In queste settimane Matteo Renzi è impegnato in un braccio di ferro, a tratti tra il surreale ed il grottesco, per ottenere dalla Commissione europea i decimali di cosiddetta flessibilità che il governo si è speso nella legge di Stabilità 2016. Sono stati mesi trascorsi a cercare ogni appiglio contabile per giustificare l’ulteriore 0,2% di deficit-Pil: prima la clausola migranti, poi il terrorismo, ora ancora una bizzarra richiesta di par condicio con gli aiuti dati dalla Ue alla Turchia per “trattenere” i profughi siriani in fuga verso l’Europa.

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Federal Reserve, l’oracolo muto che non rassicura i mercati globali

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto anomalo rispetto alla prassi, non sono state fornite valutazioni sui rischi di scenario, cioè sulla direzione verso cui la Banca centrale Usa vede evolvere la congiuntura nel breve periodo. Questa circostanza ha aumentato l’incertezza sui mercati finanziari, che da inizio anno sono sottoposti a un martellamento ribassista che ha spinto alcuni osservatori a preconizzare una imminente deriva recessiva globale.

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Chi complotta veramente contro le banche italiane?

di Mario Seminerio – Econopoly

Lo scorso 6 gennaio, sul sito web della Banca centrale europea, è comparso un comunicato stampa in cui si dettagliano le cinque priorità della supervisione bancaria per l’anno appena iniziato. In cima alla lista ci sono il business model ed i rischi di redditività, seguiti dal rischio di credito. La lista prevede anche, oltre all’adeguatezza patrimoniale, i rischi di governance, la qualità dei dati e la liquidità. L’importanza di tali rischi varia a seconda dei paesi sotto il meccanismo di supervisione. Si noti che parliamo di una procedura che non è specifica al nostro paese.

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Risparmio, è solo vittimismo, inutile chiedere la moratoria sulle regole

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Sulla spinta emotiva dello shock causato dalla risoluzione delle quattro banche commissariate, si sono levate alcune illustri voci a chiedere nientemeno che l’applicazione di una moratoria alla direttiva europea BRRD sui dissesti bancari. La motivazione, come illustrata dall’editoriale sul Sole di Luigi Zingales e Luigi Guiso, risiederebbe nella “specificità” italiana rispetto al resto d’Europa, cioè nel fatto che i nostri risparmiatori hanno in portafoglio una quota di obbligazioni bancarie che non ha pari in Europa.

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La Cina vuole lo status di economia di mercato: e per l’Italia son dolori

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2016 è l’anno in cui la Cina potrebbe vedersi riconosciuto lo status di economia di mercato secondo le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). Dietro questa formula si celano ripercussioni di vasta portata per il commercio internazionale dell’Eurozona, ed in particolare per l’Italia.

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Altro che gufi, è la politica di Renzi che rischia di affossarci

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il 2015 è stato l’anno che ha visto l’Italia tornare alla crescita, sia pure frazionale, dopo anni di depressione, grazie ad una serie di shock positivi esterni pressoché irripetibili, come il crollo del prezzo del greggio, la politica monetaria espansiva non convenzionale di Mario Draghi ed una politica fiscale finalmente neutrale o lievemente espansiva a livello di Eurozona. Ma il 2015 proietta anche ombre lunghe sul futuro: alcune frutto delle debolezze dell’economia globale, altre più specifiche al sistema-paese Italia, alle sue tradizionali vulnerabilità ed alla definitiva emersione di aree di crisi strutturale per molti anni occultate, come quella del carico di sofferenze bancarie accumulate in lunghi anni di crisi ma anche per pessime politiche di erogazione di credito da parte di banchieri spesso calati nel ruolo di faccendieri.

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