Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Macronomics, il successo della nuova Francia è appeso alla Germania

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il neo presidente francese, Emmanuel Macron, si è dato un ambizioso programma di riforme, tra le quali spiccano gli interventi sull’economia, finalizzati ad aumentare il potenziale di crescita, migliorare di conseguenza i conti pubblici e poter in tal modo presentare alla Germania le proprie credenziali per un rilancio della trazione franco-tedesca, che potrebbe giungere a porre le basi per quell’Europa a velocità multiple vagheggiata nelle scorse settimane.

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Riforme e tagli, la drastica cura Temer per risanare il Brasile dopo gli eccessi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Lo scorso 26 aprile la camera bassa brasiliana ha approvato un fondamentale pacchetto di riforme del mercato del lavoro. Si tratta di uno dei pilastri della presidenza di Michel Temer, succeduto da circa un anno a Dilma Rousseff, dopo l’impeachment di quest’ultima. Il pacchetto modifica il corpus della legislazione lavoristica, che resisteva dagli anni Quaranta.

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Benessere equo e sostenibile, l’indice che prova a nascondere la crescita zero

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La legge 163/2016 di riforma del bilancio dello Stato ha introdotto gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) nel ciclo della programmazione economica e di bilancio. La funzione di tali indicatori dovrebbe essere quella di impegnare il governo a guardare oltre la stima “bruta” del Pil e delle sue variazioni, considerando le “dimensioni del benessere”. Questa innovazione, per il modo in cui viene presentata da più parti, politiche e sociali, appare il prodotto di spinte anti mercato, quando non più propriamente anticapitaliste, che spesso invocano in modo strumentale i presunti “padri nobili” del concetto di benessere equo e sostenibile.

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Senza austerità i conti del Portogallo migliorano, ma c’è un po’ di doping

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il Portogallo ha chiuso il 2016 con un rapporto deficit-Pil del 2,1%, il minore dalla caduta della dittatura, nel 1974. L’eclatante risultato pare dare ragione al governo monocolore socialista di Antonio Costa, che gode dell’appoggio esterno di comunisti, verdi e del Blocco di Sinistra, una composita maggioranza ribattezzata il “marchingegno” e che fa della lotta all’austerità il proprio obiettivo.

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I mercati iniziano a svegliarsi: sopravvalutata l’efficacia di Trump

Lo stop alla riforma sanitaria certifica che la nuova presidenza è già in stallo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il mercato azionario statunitense sta dando segni di nervosismo di fronte allo stallo che si sta impossessando della caotica e sin qui declamatoria presidenza di Donald Trump. A due mesi dal giuramento, il bellicoso immobiliarista che uno scherzo del destino cinico e sovrano ha portato alla Casa Bianca sta scoprendo quanto può essere ampio il golfo tra proclami e realtà, mentre gli osservatori ripassano una lezione sempre dimenticata: avere dalla propria parte il Congresso, come omogeneità partisan, è condizione necessaria ma non sufficiente per avanzare la propria agenda.

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Il dibattito ai limiti dell’assurdo sull’Europa “a cerchi concentrici”

I leader dei maggiori paesi dell’Ue parlano di “integrazione a velocità differenziate”. Ma già esiste, di fatto, da anni

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Giorni addietro, nella solenne cornice di Versailles, i quattro capi di stato e di governo dei maggiori paesi Ue (Germania, Francia, Italia, Spagna) hanno deciso che “unità non significa uniformità” e di conseguenza che i paesi dell’Unione potrebbero e dovrebbero procedere a velocità differenziate sulla strada dell’integrazione. È il concetto di Europa a più velocità o a cerchi concentrici di cui da qualche tempo si dibatte con un livello di astrazione quasi metafisico.

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La lista dei miracoli di Marine Le Pen

Via l’euro e spariranno tutti i problemi

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Tra gli “engagement”, le promesse presidenziali di Marine Le Pen ai francesi, spiccano quelli per l’economia. Per il lavoro, e nella migliore tradizione retorica francese, si parla di “modello patriottico”, da attuare con un ossimorico “protezionismo intelligente”. Ad esempio, riservando le commesse pubbliche ad imprese francesi, purché lo scarto di prezzo con le corrispondenti offerte straniere sia “ragionevole”. Oppure creando niente meno che una “autorità di sicurezza economica” che contrasti gli immancabili “fondi avvoltoio” e tutte le minacce che il mondo rapace porta alla Francia, creando a questo fine un fondo sovrano attraverso la Caisse des Dépots e Consignations, la Cassa Depositi e Prestiti transalpina.

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Brexit, l’economia britannica è molto meno solida di quello che appare

Dietro la tenuta c’è la combinazione di debito crescente delle famiglie e tassi d’interesse bassi. Quanto durerà?

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Bank of England ha alzato le previsioni di crescita per il Regno Unito per la seconda volta dopo il referendum sulla Brexit dello scorso giugno, portandole per quest’anno da 1,4% a 2%, tornando in prossimità delle stime precedenti la storica consultazione popolare, che a maggio dello scorso anno prevedevano per quest’anno una crescita di 2,3%, poi drammaticamente ridotta dalla banca centrale britannica a 0,8% nelle settimane successive all’esito referendario. Colpisce quindi la resilienza dell’economia di un paese che sta per fare uno dei maggiori salti nel buio della sua storia. Ma dietro questa ripresa non ci sono solo luci.

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La rischiosa scommessa dei mercati: puntare su Trump senza credergli

Dietro i record di Wall Street la fiducia nel programma del presidente, ma non si prende sul serio il suo protezionismo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Come è possibile avere contemporaneamente alla Casa Bianca un uomo che passa il tempo lanciando virulenti proclami protezionistici e mercati finanziari di tutto il mondo che crescono come se fossimo entrati in una nuova era di libero scambio e globalizzazione rampante, con la ciliegina sulla torta della “soglia 20.000” dell’indice Dow Jones? È quello che molti osservatori ed investitori si chiedono, dopo i rialzi successivi all’elezione di Donald Trump, lo scorso 9 novembre.

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Usa: gli effetti collaterali globali del protezionismo per via fiscale

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In attesa dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, e di capire se la sua retorica protezionista verrà tradotta in realtà, è utile analizzare il progetto di riforma dell’imposizione sulle imprese, elaborato dai Repubblicani della Camera dei Rappresentanti, guidati da Paul Ryan, che di fatto tenta di raggiungere gli stessi effetti dei dazi minacciati da Trump, ma con apparentemente minori effetti collaterali.

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