Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Articoli - page 36

IBL: Il quoziente familiare è una buona soluzione?

Articoli/Discussioni/Italia

Nel nuovo “Focus” dell’Istituto Bruno Leoni, l’economista Mario Seminerio si chiede se effettivamente, per “tutelare la famiglia come unità fondamentale della società”, una tassazione “a quoziente familiare”, proposta da 43 deputati dell’Ulivo nei giorni scorsi, sia lo strumento più opportuno.

Secondo Seminerio, “una tassazione a quoziente familiare tende a penalizzare le famiglie a basso reddito e dovrebbe essere assistita da un sistema integrato di detrazioni d’imposta, strutturato in modo da risolvere il problema dell’incapienza”. L’applicazione di una tassazione a quoziente familiare è “complicata e macchinosa”, e non di più facile attuazione sarebbe la sua integrazione con un ampio ventaglio di detrazioni.

”Sono molti i gruppi politici che si ergono continuamente a difesa della famiglia”, dice Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL, “ma molto spesso sotto queste roboanti dichiarazioni di principio non c’è davvero nulla. Introdurre un quoziente familiare è se non altro una proposta concreta. Ma è una proposta giusta? Questo IBL Focus di Mario Seminerio dimostra persuasivamente che altre vie potrebbero essere più utilmente battute”.

Per una tassazione a misura di famiglia. È quella del quoziente familiare la via giusta?”, di Mario Seminerio, IBL Focus n.51, è liberamente scaricabile QUI

La supply-side arriva a Stoccolma

Con il progetto di bilancio, il governo svedese ha comunicato che il prossimo anno taglierà le imposte sul reddito, l’imposta patrimoniale sugli attivi finanziari ed i benefici di disoccupazione, per aumentare gli incentivi al lavoro nella più grande economia scandinava.

Le imposte sul reddito verranno tagliate di 38.7 miliardi di corone (circa 5.2 miliardi di dollari) e l’aliquota dell’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie sarà dimezzata da 1.5 a 0.75 per cento), con un costo di 1.7 miliardi di corone, secondo quanto illustrato oggi nel primo budget della coalizione quadripartita guidata da Fredrik Reinfeldt, che il mese scorso ha sconfitto i socialdemocratici dopo 12 anni di governo ininterrotto, promettendo di tagliare le tasse per creare nuova occupazione (una vera blasfemia per Prodi, Visco e TPS), pur mantenendo la spesa in aree-chiave del welfare svedese, quali sanità ed educazione. Leggi tutto

Come si cambia (per non morire)

Disperazione C’è qualcosa di grottescamente lugubre nella foto che immortala l’abbraccio di Jacques Chirac e Gerhard Schroeder. Due uomini che si abbracciano, quasi si avvinghiano, nel loro intendimento a rimarcare, anche plasticamente, la saldezza ed indissolubilità di quella costruzione europea che due loro predecessori (di ben altro spessore e visione politica) hanno contribuito in modo determinante a creare. E’ l’abbraccio di due leader politici sconfessati, sconfitti, esausti, ma che non vogliono arrendersi. E’ parte della psicologia umana, soprattutto applicata alla politica, questa disarmante cecità a non voler realizzare che è finita. E’ il rovescio della medaglia della trance agonistica dell’homo politicus, quell’ammirevole, affascinante animale sociale che non smette di lottare per le proprie idee, alte o basse che siano, si chiami egli De Gasperi, Adenauer o Mastella Clemente da Ceppaloni. Leggi tutto

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