Nell’ottavo anniversario dell’assassinio (ancora più vigliacco dei pur abitualmente elevati standard dei terroristi rossi) di Marco Biagi, Pietro Ichino ricorda sul Corriere che ne è stato della elaborazione teorica del giuslavorista bolognese, caduta vittima (l’ennesima) di una sterile battaglia ideologica tra le due tribù italiane. Urlare su tutto per non cambiare nulla.
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