Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Contributi esterni - page 3

Bilancio di Roma, il ritorno del controllo preventivo

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’iniziativa dell’organo di revisione finanziaria del comune di Roma, che ha espresso un articolato e motivato stop alla bozza di bilancio di previsione merita sicuramente un plauso. Non per il contenuto, che questi pixel non sono in grado di valutare, bensì per il metodo: per una volta, infatti, ci si ritrova di fronte ad una corretta e franca espressione della funzione di controllo, conclusa con la chiara espressione di un parere negativo.

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Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello spoils system e sulla totale eliminazione dei controlli preventivi esterni di legittimità (assi portati a termine da leggi successive, fino agli inizi degli anni 2000).

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La laurea non serve. A volte, neppure il merito

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

da anni si discetta dell’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Non è esattamente chiarissimo quali sarebbero i benefici di questa decisione ma comunque suona bene e, quindi, è molto gettonata e, magari, anche utile. C’è comunque da osservare che, negli ambienti che contano, il problema del valore legale di un titolo di studio lo hanno risolto da molto tempo. Basti guardare la composizione del Governo attuale, ma anche di quelli precedenti: la laurea non viene certo considerata requisito precisamente necessario per il profilo del ministro.

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La lezione di diritto che viene dal referendum

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

senza entrare nel merito della complessa analisi del voto, tuttavia una lezione chiara sembra possa essere tratta da quanto avvenuto. La lezione è piuttosto semplice e nota anche agli studenti che si approcciano per la prima volta al diritto, ma sfuggita per distrazione a Parlamento e Governo: c’è un ordine gerarchico tra Costituzione (sovraordinata) e leggi (sottordinate). Pertanto, è grandemente opportuno e necessario che prima, se lo si vuole e soprattutto se vi si riesce, si modifichi la Costituzione e poi, solo poi, si modifichino le leggi ordinarie, per adeguarle alla Costituzione riformata.

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Pubblica amministrazione, se si premia la mancata assenza

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

finalmente dopo 7 anni di blocco, il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro dei dipendenti pubblici fanno un deciso passo in avanti, grazie all’accordo stipulato il 30 novembre tra Governo e sindacati (col referendum che ha tirato la volata da par suo).

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Salute, cosa non cambia con la nuova Costituzione

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

come Lei ha più volte evidenziato, non sarà un qualsivoglia risultato del prossimo referendum costituzionale a salvare il Paese da un esito comunque infausto. Eviterò, quindi, di perorare la causa dell’uno o dell’altro schieramento. Tuttavia, in questo spazio web che lei cortesemente mi concede, vorrei verificare la rispondenza al vero di certe argomentazioni utilizzate dai sostenitori della riforma relativamente a un tema su cui non dovrebbe esserci il benché minimo fraintendimento e, a maggior ragione, l’ombra di alcun inganno. Si tratta della salute – quella che, quando c’è, c’è tutto – su cui nessuno deve permettersi di mistificare.

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Tra narrare e legiferare non c’è solo l’intralcio bicamerale

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il Parlamento viene spesso, a torto, considerato lento nella produzione delle leggi, opera che, per altro, non dovrebbe essere valutata sulla base del tempo che ci si mette, quanto sulla qualità, chiarezza ed utilità delle norme prodotte.
Si dice che il bicameralismo appesantisce, duplica, intralcia e che, dunque, come rimedio occorrerebbe evitare le lungaggini e trappole del rimpiattino tra camere, commissioni e rapporto tra correnti, in favore di un maggior decisionismo. A questo scopo, da sempre, la Costituzione consente al Parlamento di delegare la produzione delle leggi al Governo.

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FOIA all’italiana: fatta la regola, l’Anac trova le (numerose) deroghe

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

sono sempre mirabili le modalità con le quali i regolatori nazionali concretizzano le proprie intenzioni in senso opposto a quello proclamato. Il decreto c.d. Foia, “finalizzato a rafforzare la trasparenza amministrativa”, ne è l’ennesimo esempio: emanato con l’obiettivo di trasformare l’Italia in un Paese ove “la regola generale è la trasparenza mentre la riservatezza e il segreto eccezioni”, conferma invece che qui “le regole non esistono. Esistono solo le eccezioni” (Jovanotti docet).

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Il Cnel dei miracoli

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il Cnel pare essere come il cavallo di Riccardo III, qualcosa che valga addirittura un regno.

L’abolizione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro prevista dalla riforma della Costituzione appare essere uno dei motivi più forti per il Sì. E’, infatti, indubitabilmente un abbattimento degli odiosi “costi della politica”, una riduzione necessaria della spesa. Di quelle che non possono non giovare all’economia del Paese ed alla sua irresistibile ripresa.

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Nuovo Senato, chi ha detto che rinforzerà la maggioranza della Camera?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se mancava una ragione di natura politica e non tecnico-giuridica per avere moltissime remore a condividere la riforma del Senato proposta con la legge costituzionale Boschi, è stato Eugenio Scalfari a fornirla su un piatto d’argento ai fautori del “No”, nella puntata di Ottomezzo del 3 novembre scorso. Il fondatore de La Repubblica, in sintesi, ha affermato che la riforma costituzionale del Senato va bene in quanto consente al partito di maggioranza, attualmente il Pd (che dispone però di una maggioranza relativa al Senato) di disporre, in futuro, anche di un’ampia maggioranza al Senato, visto che controlla la gran parte delle regioni. Un’argomentazione apparentemente riferita alle esigenze di “governabilità” e “stabilità”, ma che rivela, invece, moltissimi difetti e pericoli proprio di stabilità.

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