Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Discussioni - page 135

Regole

Oggi sciopero dei sindacati autonomi delle aziende di trasporti pubblici contro il rinnovo della parte economica del contratto di lavoro, di cui i cobas rifiutano l’accordo raggiunto. A beneficio di quanti si genuflettono per riflesso pavloviano di fronte alla Costituzione (anche noi usiamo la maiuscola per deferente riflesso condizionato) vorremmo timidamente ricordare che esiste almeno un articolo della nostra carta fondamentale che è di fatto disapplicato, dopo quasi sessant’anni di “benevola negligenza” da parte del legislatore:

Art.39 L’organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Ebbene, questo articolo non è mai stato applicato: Leggi tutto

I visitors

Discussioni

Ricordate quel serial fantascientifico americano degli anni ’80? Si intitolava “The Visitors“, era una storia di alieni che sbarcavano sulla terra con fattezze umane e massima disponibilità ed affabilità verso gli abitanti del pianeta ospite, salvo poi rivelarsi in realtà dei mostri dissimulatori, ghiotti di roditori ed altre nequizie. Bene, oggi abbiamo la prova scientifica che la loro astronave è tornata sulla terra, solo che oggi si fanno chiamare neocon. Hanno idee strane, come ad esempio chiedere che il futuro stato di Palestina nasca in pace con il vicino israeliano, ed abbia una organizzazione democratica (che è???). Oppure affermano di volere contrastare quei paesi che calpestano i diritti umani, ed altre amenità del genere. Per fortuna, oggi non siamo più indifesi di fronte ai visitors, possiamo individuarli quasi istantaneamente e proteggerci da loro. Anche noi di Phastidio desideriamo contribuire a smascherare questi alieni, e ve ne presentiamo un paio: quello che si spaccia per il primo ministro britannico, e quello che negli anni Novanta è stato alla Casa Bianca per otto anni, l’uomo (pardon, l’alieno) che ha inventato la “guerra giusta”, quella d’ingerenza umanitaria. Il primo afferma:

“Why should we be the people on the progressive left saying it is a terrible thing to bring democracy to these countries? Or when the Americans say we want to extend democracy to these countries, or extend democracy and human rights throughout the Middle East in the Greater Middle East initiative, people say well that is part of the neo-conservative agenda. Actually if you put in different language, it is a progressive agenda.” (Intervista al Times del 19 novembre)

Il secondo, all’inaugurazione della biblioteca presidenziale che porta il suo nome, spiega quando occorre essere conservatori e quando essere progressisti:

“It seemed to me that in 1992 we needed to do both to prepare America for the 21st century: to be more conservative in things like erasing the deficit and paying down the debt and preventing crime and punishing criminals and protecting and supporting families, and enforcing things like child support laws and reforming the military.

“And we needed to be more progressive in creating good jobs, reducing poverty, increasing the quality of public education, opening the doors of college to all, increasing access to health care, investing more in science and technology, and building new alliances with our former adversaries, and working for peace across the world and peace in America across all the lines that divide us.”

“When I proposed to do both, we said that all of them were consistent with the great American values of opportunity, responsibility and community. We labeled the approach ‘New Democrat.’ It then became known as the ‘third way,’ as it was embraced by progressive parties across the world.”
Osservazioni all’inaugurazione della biblioteca presidenziale, Little Rock, 19 novembre 2004.

Dormite tranquilli, noi e la libera stampa progressista italiana ed europea veglieremo sul vostro sonno per proteggervi da questi mostri venuti dallo spazio.

Valori

Discussioni

Leggiamo sull’Espresso di questa settimana che l’intellettuale algerino Tahar Ben Jelloun lamenta che l’Olanda avrebbe “permesso” alle comunità di immigrati musulmani di autosegregarsi e non integrarsi nei valori della società olandese, ponendo così le basi, per eccesso di laicismo, all’attuale, crescente situazione di intolleranza religiosa. Bizzarra interpretazione, davvero! Quindi la colpa del fanatismo religioso che ha portato alla morte di Theo Van Gogh ed al primo omicidio rituale in Europa dopo tempo immemore sarebbe dell’eccesso di tolleranza dello stato olandese e più in generale dell’Europa, che “non integra” i musulmani, che ora temono nientemeno che dei pogrom nel cuore dell’Europa, a loro danno. Tralasciamo l’abituale vittimismo ed incapacità della cultura islamica, anche di quella “moderata” che tanto piace al presidente Ciampi, ad assumersi responsabilità e fare autocritica. Abbiamo sbagliato noi, che credevamo che l’Islam di oggi avesse come obiettivo prioritario il non farsi contaminare dagli immondi valori secolari di un’ Europa di miscredenti, che verrà redenta e convertita nel giro di poche generazioni dall’Islam attraverso la bomba demografica e dell’immigrazione…in realtà oggi apprendiamo da un intellettuale islamico (si perdoni l’ossimoro…) che l’Islam è ansioso di essere assimilato dalle culture dei paesi in cui emigra. Quindi si a democrazia e valori liberali, si alla separazione tra dio e Cesare, e tutto finì a tarallucci e vino. Siamo davvero sprovveduti. Se oggi dovessimo quindi invocare l’assimilazione culturale di tutti coloro che immigrano in Europa, di quale colpa ci macchieremmo? La sinistra non ci scaglierebbe contro una dello loro abituali fatwe di progresso, dopo aver passato gli ultimi due decenni (almeno) a permettere che questo bubbone si ingigantisse nelle nostre società?

Ci avevano detto

Discussioni/Italia/Stati-Uniti

Ci avevano detto che la forte affluenza alle urne avrebbe premiato Kerry: invece ci sono stati 10 milioni di votanti in più, Bush ha raggiunto il massimo storico di voti popolari e ha distanziato di 3,7 milioni di preferenze il candidato democratico.

Per mesi ci hanno dipinto un GWB alle corde, privo di un progetto politico, un pugile suonato: invece GWB ha vinto, secondo le analisi dei flussi elettorali perché percepito come portatore di una visione, mentre Kerry appariva come il candidato che diceva ciò che parte dell’elettorato “voleva sentirsi dire”.

Per mesi ci hanno presentato le distorsioni ideologiche di un cineasta che sarebbe apparso di estrema sinistra anche al teatro Ambra Jovinelli di Roma, dove notoriamente si respira “aria di progresso”, come se si trattasse dell’ultimo profeta della democrazia e della libertà in un mondo minacciato da una cupola mafiosa di fondamentalismi giudaico-cristiani, riempiendoci la testa di teorie cospirative; ora Massimo D’Alema dice che Kerry ha perso perché “Questo radicalismo (di quelli come Moore, ndr) che una volta avremmo definito piccolo-borghese, di cui conosciamo le versioni nostrane, non aiuta a vincere».

Oggi è il momento delle analisi e delle “ricette”. Si, proprio così, le ricette e i consigli per gli Stati Uniti, che evidentemente si sono allontanati a tal punto dall’Europa, questo ancoraggio della civiltà occidentale, con la sua “costituzione” fatta di 450 articoli e il tentativo di regolamentare attraverso trattati solenni anche la percentuale di acidi grassi insaturi nella crema di nocciole, che occorre “riflettere” sulla situazione, il classico “che fare” dell’indimenticato compagno Lenin, questo psicodramma collettivo, questo lavacro delle proprie insipienze e della propria incapacità a capire la realtà.

Dunque, abbiamo così tutta una gamma di “analisi”. Da quella tradizionale dei brogli, che entra di diritto nel mainstream delle teorie cospirative, con il corollario di un sistema americano di rilevazione del voto assolutamente involuto e barocco, a quella che auspica per la sinistra italiana la rincorsa al centro per irrobustire la propria legittimazione politica (ma continuando ad affermare che Bush ha vinto per il voto dei tradizionalisti cattolici), dando l’ennesima prova di strabismo politico. Alle teorie di quanti si aggrappano all’Unione Europea, per “rafforzarne l’autonomia da Washington”, cioè si cerca di calare in mare la scialuppa dello zapaterismo onirico, ultima ricetta per i mali del mondo, e si cerca di fare dell’ircocervo Ue un’isola di progresso (e quindi di estremismo, inazione e terzomondismo d’accatto). Ecco quindi le vocazioni “pedagogiche” alla Fassino, con l’Unione europea che deve “aiutare” gli Stati Uniti ad uscire dall’isolamento in cui sono finiti in questi anni, una posizione che ricorda molto (vista da sinistra) quella dello “splendido isolamento” britannico di molti anni fa: “Nebbia sulla Manica, il continente è isolato”.

Oppure si butta il tutto sul razzismo di matrice intellettuale, un must della sinistra europea ed italiana: assieme alle elezioni per il presidente, in molti stati si è votato sulle “proposition”: in particolare è stato detto no in 11 stati ai matrimoni gay. Scandalo e riprovazione delle nostre “armate del progresso”, contro questi americani rozzi e bacchettoni, salvo poi accorgersi che da noi la Gad (??) è contraria alle unioni gay. O ancora, si elogia la California per aver consentito l’utilizzo di fondi pubblici per la ricerca sulle cellule staminali, salvo poi accorgersi che qui da noi il clericalismo e le furbizie del fu-Ulivo hanno finora impedito questo esito.

Che dire? Un sentito grazie alla nostra sinistra, senza di loro il mondo sarebbe così monotono e coerentemente prevedibile…

Contro i luoghi comuni

Discussioni

Intervista al professor Umberto Veronesi, uno dei pochi italiani ad aver capito cosa esattamente è questo paese: un coacervo di ideologie ottuse, a destra come a sinistra, un crogiolo di chiacchiere da salotto ammantate dai soliti luoghi comuni, una sinistra che vede complotti delle multinazionali ad ogni angolo di strada, una destra bigotta e conservatrice che vagheggia una mai esistita età dell’oro, quella da quadretto del Mulino Bianco dove “le cose di una volta erano buone, sane e genuine, per definizione”. L’unico risultato è la stasi ed il declino di un paese malato di ideologismi parolai.

ROMA, 4 NOV – ”Gli Ogm in commercio – sostiene il professor Umberto Veronesi, intervistato da REPUBBLICA – sono sicuri perché regolati dalla più severa normativa che esista in campo alimentare. (…) Qualcuno ci aiuti a salvarci da una classe politica prigioniera di ideologie e oscurantismi, questo paese merita di meglio. Ho passato un anno in mezzo alla nostra politica ed è stata un’esperienza dolorosa”.
”Faccio una proposta al presidente Berlusconi e al ministro Alemanno. Costituiamo un istituto nazionale per la ricerca genetica, la cui autonomia venga garantita da una fondazione no profit con dentro lo Stato, le regioni, le associazioni degli agricoltori e i privati. A me non interessano i mercati, ma la ricerca. Perché bocciamo il decreto Alemanno? Perché è antistorico e antiscientifico. Blocca non solo la coltivazione ma anche la ricerca, penalizza un fronte degli agricoltori a favore di un altro, quello delle produzioni biologiche, e risponde agli interessi delle industrie chimiche. Per quanto mi riguarda ci sono poi motivazioni per così dire filosofiche: ho come l’impressione che il progresso della scienza sia tornato a terrorizzarci. Gli ostracismi alle staminali, alla fecondazione assistita e agli Ogm mi fanno paragonare questi nostri anni al Seicento, quando al genio di Newton, Cartesio e Galileo si affiancò una profonda regressione culturale. Tanto per fare un esempio furono mandate sul rogo migliaia e migliaia di donne accusate follemente di stregoneria. Oggi non bruciamo più le donne, ma in tv sono tornati gli esorcisti, la superstizione. Molta gente si fida più del suo erborista che del medico”.
Colpa della Chiesa? Chiede Repubblica. ”Dei cattolici integralisti, non della Chiesa. Non a caso l’Accademia pontificia delle scienze ha dato la sua approvazione all’uso degli Ogm in agricoltura per combattere la fame nel mondo. No, io attribuisco la primitività di certe chiusure a ideologie che dovrebbero essere ridiscusse. Scrolliamoci di dosso questo medioevo, la Spagna lo ha già fatto”.
”Paura di finire in un mondo di mutanti? Noi siamo già mutanti. All’inizio eravamo una cellula, oggi siamo individui sempre più forti e longevi. La vita è una continua mutazione, ma la cosa più sorprendente è che tutti gli esseri viventi, da un virus a un elefante, hanno lo stesso Dna. La scienza, la mia scienza, non è quella che vuole mettere il gene del salmone nel Dna della fragola, ma quella che vuole migliorare la vita dell’uomo, che può dare una speranza di salvezza in più ai malati di cancro, di Parkinson o di Alzheimer, cibi sicuri, abbondanti e a basso costo ai bambini che muoiono di fame nei paesi sottosviluppati. Non posso stare dalla parte di chi dice no a tutto questo nel nome di interessi laici o di leggi divine”, conclude Veronesi.

Il mio fascismo è più progressista del tuo

Discussioni/Italia

Pubblichiamo il commento apparso su informazionecorretta relativo all’episodio di squadrismo “progressista”, con immancabile corollario omertoso e cono d’ombra mediatico, avvenuto all’Università di Pisa, prestigioso ateneo di una prestigiosa regione democratica quale la Toscana. Come noto, alcuni squadristi di sinistra hanno impedito ad un diplomatico israeliano di parlare in un’ aula universitaria. Aspettiamo (vanamente) i commenti sdegnati dei politici ulivisti, di Repubblica, intenta a dibattere dei pantaloni a vita bassa, dell’Unità e dei grilli parlanti alla Curzio Maltese, sempre intenti a denunciare la progressiva limitazione delle libertà fondamentali di questo paese, ma in questo specifico caso evidentemente distratti…

È da qualche anno che si dibatte incessantemente in Italia se vi sia o non vi sia un regime fascista. Il berlusconismo è autoritarismo? Oppure è peronismo. No, è autentico fascismo. Ma il fascismo è un’altra cosa. Sì ma a parte le manifestazioni esteriori l’essenza è quella… Un chiacchiericcio infinito.
Ed ora eccolo, un bell’episodio di fascismo, fascismo puro, a denominazione di origine controllata e garantita, quello del manganello e dell’olio di ricino. All’israeliano Shai Cohen è stato impedito di parlare in un’Università dello Stato, quella di Pisa, da un gruppo di teppisti di estrema sinistra, che hanno fatto uso di metodi di una violenza raccapricciante e ricorso a espressioni razziste e antisemite; e infine hanno rivendicato trionfalmente l’atto che ha «impedito che fosse data voce al rappresentante ufficiale di uno stato assassino». Le autorità accademiche hanno taciuto, non hanno chiamato la polizia, poi hanno deplorato, chiesto scusa, emesso comunicati, ma quel che dovevano davvero fare – riconvocare il seminario con tutte le garanzie – neppure a parlarne.
Ed anche questo è clima da anni venti, quando le squadracce nere picchiavano indisturbate, la polizia non interveniva o stava a guardare e le autorità dicevano che no, era un fenomeno marginale, che tutto era sotto controllo, e si defilavano vilmente.
Volevate tanto parlare di fascismo? Ecco, ora l’avete un episodio di fascismo puro, con tanto di cedimento alla Facta. Avete l’occasione d’oro di parlare di un fascismo indiscutibile. Finalmente ecco un vero esempio di emergenza democratica, la circostanza in cui mostrare che, se non è possibile impedire a priori l’atto squadrista, è fondamentale mostrare che ad esso non ci si piega. E invece no: soltanto borbottii imbarazzati e nessun atto concreto. Altro che “no pasaran”. Gli squadristi hanno vinto e sono passati.
Questa vicenda è, in primo luogo, la vergogna dell’università, del mondo accademico e intellettuale che ha soltanto dato mostra di pavidità, vigliaccheria, se non di vera e propria connivenza. In quale buco sono finiti i grandi campioni della libertà, coloro che tutti i giorni predicano di combattere per un paese libero, democratico, in cui a tutti sia consentito esprimersi liberamente? Pronti a stracciarsi le vesti al minimo sentore di discriminazione verso il mondo islamico, sono latitanti di fronte alla violenza subita dall’israeliano.
Ci dobbiamo chiedere poi cosa stia facendo il Ministro dell’Università. Non ha nulla da chiedersi e chiedere di fronte a quel che è accaduto nel settore di sua diretta competenza? Perché il signor Ministro, il Presidente della Conferenza dei Rettori e il Rettore dell’Università di Pisa non accompagnano di persona Shai Cohen, anche al rischio di prendersi qualche sputo o bastonata, a fare il suo seminario? Perché non lo fanno all’unico fine di dimostrare che questo è un paese democratico in cui non c’è spazio per lo squadrismo?
Last but not least, c’è l’aspetto politico. Questa vicenda è la vergogna e il disonore della sinistra italiana. Dove sono i dirigenti della sinistra? Dov’è l’onorevole D’Alema, che passa le sue giornate a prendersela con l’assassino Sharon e si adonta se lo si accusa di tendenziosità e di antisemitismo? Non era questa l’occasione d’oro per dimostrare che lui è persona equanime ed equilibrata, e per intervenire di persona a cancellare la macchia che ha imbrattato la città dei suoi antichi studi? E cosa fa Romano Prodi, nella sua duplice veste di professore e di leader del Gad? Lui, tanto solerte a nominare Tariq Ramadan – quel signore di cui ormai un libro ha mostrato il vero volto integralista e fanatico – membro del “gruppo dei saggi sul dialogo dei popoli e delle culture della Commissione Europea”, non trova un’oncia di fiato da sprecare per difendere i diritti dell’israeliano a parlare? L’Italia che ci promette è dunque il paese della diserzione di fronte allo squadrismo?

Non commentiamo infine, per rispetto alla decenza, il comportamento del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista del Comune di Livorno, che ha rifiutato di votare una mozione di solidarietà a Shai Cohen, parlando di intervento che “avrebbe” impedito a Cohen di parlare e asserendo che “nessuno può trasformare un dissenso politico (sic!) in atto razzista”. Ci limitiamo a chiedere ai dirigenti della sinistra: è con questa gente che volete governare un paese democratico?
Forse il fascismo rosso non passerà, ma di certo non sarà merito di coloro che si fregiano ossessivamente della bandiera dell’antifascismo e che, in questa vicenda, si sono conquistati soltanto la palma del disonore.

André Glucksmann: l’Occidente in ostaggio

Discussioni

Christian Chesnot e Georges Malbrunot, due giornalisti francesi, sono a loro volta minacciati di morte. Questa volta, nessuno può continuare a sbraitare assurdamente «è colpa di Bush». Questa volta la Francia governata da Chirac, l’anti-Bush mondiale, è a sua volta sottoposta al ricatto infetto degli assassini islamici. Un fascista non ha il senso delle sfumature: Parigi è contro l’intervento della coalizione in Iraq, e allora? Credete che i pendolari massacrati nella stazione di Atocha a Madrid fossero a favore? Pensate che a Enzo Baldoni sia stato chiesto un parere? Nessun rifugio per i giornalisti, nessun rifugio per le democrazie, nessun rifugio per i civili, camionisti turchi, lavoratori kuwaitiani, kenioti, americani, studentesse e studenti iracheni, nottambuli di Parigi o di Casablanca. La Francia si credeva al riparo, e il suo governo è stato piuttosto avaro di messaggi di sostegno e di compassione per gli italiani sottoposti da mesi agli atroci ultimatum dei ricattatori. L’Europa scopre che non serve a niente fare gli struzzi, con la testa nella sabbia, e deve ricordarsi che la guerra condotta dall’islamismo radicale non è cominciata con George Bush ma con Khomeini, e che questa sovversione terrorista pretende di essere senza frontiere. Ha luogo nelle scuole francesi come nel mausoleo di Alì contro tutti quelli che non ubbidiscono, credenti o non, musulmani o infedeli.

Teheran, 1979. Portato al potere da manifestazioni gigantesche dove liberali, rivoluzionari e religiosi si confondono, l’ayatollah Khomeini ordina immediatamente che le donne portino il chador. Tutte le iraniane devono nascondere il loro corpo sotto veli neri. Tutte, giovani, anziane, credenti e non credenti, dalla testa ai piedi, sotto pena di prigione, flagellazione, lapidazione e altre inezie, morte compresa. La guida suprema, ansioso di istituzionalizzare la sua rivoluzione islamica, vuole dare al nuovo regime fondamenta di roccia. E questa roccia è lo statuto di inferiorità concesso alle donne. Il velo dovrà rendere eterno il suo potere.
Alcune donne di Teheran non si lasciarono ingannare. Lungi dal considerare l’editto sul velo come un aspetto secondario, scesero in strada, ruppero con l’unanimismo che fino ad allora circondava il regime di Khomeini e lanciarono la prima manifestazione anti-islamista della storia. Furono abbandonate dagli uomini. Tutti, liberali, rivoluzionari, religiosi, credenti e non credenti. Alcuni versavano lacrime di coccodrillo e le richiamavano alla ragione. Il destino «spiacevole» promesso alle figlie dell’Iran non era che il danno collaterale di una liberazione, quanto al resto, generale.
La strategia khomeinista si rivelò fruttuosa e contagiosa. Il pezzo di tessuto che le brigate dell’ordine morale imponevano a Teheran diventò uno stendardo politico universale, uno strumento di conquista, un’uniforme degna delle SA naziste, dice la mia amica Khalida Messaoudi, femminista algerina. Gli integralisti, tanto sunniti che sciiti, si erano ormai impossessati del messaggio: perseguitare, amputare, lapidare, sgozzare le donne che si ostinavano a rifiutare il velo.

L’ayatollah ha fatto scuola ad Algeri, e il tentativo di velare le liceali, coltello alla gola, porterà a una serie di massacri senza precedenti, dove chi si oppone, bambini compresi, ha il collo tagliato come i montoni della Eid el-Adha, la festa del sacrificio. La sorte riservata alle donne prefigura la punizione di tutta una società.
In Afghanistan, gli uomini rincararono la dose nel vietare l’esposizione di ogni più piccola parte di pelle. Il burqa , il velo integrale nella quale la donna soffoca e vede con difficoltà, si propagò e divenne l’emblema della dittatura dei talebani. Nelle scuole europee, nelle periferie delle metropoli, nel cuore delle zone alla deriva, ma anche nei quartieri alti, ragazze giovanissime, con le buone o con le cattive, si fecero strumenti visibili di un Islam aggressivo e conquistatore. Dei ragazzi, padri, soprattutto fratelli, si misero a dividere le donne in «puttane» (senza velo) o «sottomesse» (con il velo). Il trattamento delle «puttane» passa per gli insulti, i pugni, gli stupri e le tournantes , le violenze di gruppo. A Ivry, Francia, Souad viene bruciata viva.
L’odio anti-occidentale è evidente. La nudità, la sessualità, l’uguaglianza degli uomini e delle donne sono regali avvelenati dei quali l’Occidente, nella sua grande perversione, si serve per sconvolgere le anime e i corpi. Khomeini ha visto giusto. Risvegliare un antagonismo che da millenni divide l’umanità non è un atavismo oscurantista destinato, a più o meno lungo termine, alla spazzatura della storia. Rischia, al contrario, di incendiare il XXI secolo per bruciare tutto il Pianeta.

Ricordiamo che la legge francese proibisce di portare il velo solo nelle scuole primarie e secondarie (elementari e liceo, ndr ), e non certo per strada. Niente di più totalitario della pretesa di decidere il regolamento interno di licei e collegi delle banlieues francesi attraverso una cattura di ostaggi in Iraq! E perché non intervenire, allora, anche sul menu delle mense scolastiche? E la promiscuità nelle piscine? Il terrorismo senza frontiere, né scrupoli, né tabù, è una spada di Damocle sospesa su tutte le democrazie d’Europa. Spetta a chi assassina i giornalisti, a chi lapida le donne, alle bombe umane, di decretare come deve vivere, insegnare e divertirsi chi abita a Roma, Londra, Parigi? Non Bush, ma i terroristi islamici hanno cominciato le ostilità.

Presto o tardi gli europei scopriranno la necessità di resistere e di resistere insieme. La mancanza di solidarietà delle autorità europee che ha accompagnato le uccisioni di Quattrocchi e di Baldoni è una vergogna.

André Glucksmann

Robert Kagan, “Il diritto di fare la guerra”

Riletture/Stati-Uniti

Nell’Occidente si è prodotto un grande scisma filosofico: al posto dell’indifferenza reciproca, fra America ed Europa si è instaurato un forte antagonismo che minaccia d’indebolire entrambi i partner della comunità atlantica. La maggioranza degli europei ha messo in dubbio la legittimità del potere americano e della supremazia mondiale degli Stati Uniti. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’America si trova quindi a soffrire di una crisi di legittimità internazionale. Leggi tutto

Pattume

Discussioni

A conferma di quanto abbiamo scritto l’8 settembre sulla teoria della cospirazione, tanto cara alla sinistra e al mondo arabo e musulmano, l’Unità online scrive che il rapimento delle due cooperanti italiane potrebbe essere stato orchestrato da qualche servizio segreto occidentale, citando espressamente Cia e Mossad, e riprendendo un articolo apparso sul quotidiano inglese The Guardian, che l’Unità presenta subdolamente come “vicino al governo laburista”. Peccato che, osservando in controluce, si scopre che l’articolo è stato scritto da Naomi Klein, la sacerdotessa no-global, massima esperta mondiale nella produzione di teorie complottarde e cospirative, l’ultima delle quali afferma che il mondo sta andando verso un’era di nuova barbarie non già a causa e per effetto di quotidiane decapitazioni, autobombe, stragi di bambini e rivendicazioni mediatiche veicolate da zelanti becchini elettronici come Al Jazira, bensì a causa dell’estensione, agli Stati Uniti prima ed ora alla Russia, di una non meglio identificata “dottrina Sharon” che postula la sistematica distruzione di vite e diritti umani sotto la “montatura” della guerra globale al terrorismo. Ancora una volta, dunque, la sinagoga di Satana lavora a tutto vapore, e questa volta grazie alla deprimente ottusità morale di una giovane donna, apparentemente anch’essa ebrea. Suggeriamo ai no-global di meditare su quest’ultimo aspetto, forse Naomi Klein è in realtà una spia del Mossad…

Corsi e ricorsi

Discussioni

Chi è stato Ronald Reagan? Per noi europei non esiste una risposta univoca. Alcune delle intuizioni che caratterizzarono la sua presidenza rappresentano degli elementi di forte discontinuità con gli schemi consolidati delle relazioni internazionali. Altre iniziative, soprattutto in politica economica, furono essenzialmente dei bluff. Come definire diversamente la fortissima espansione fiscale causata dall’effetto congiunto di tagli fiscali e spesa pubblica, soprattutto per la difesa? Allora c’era la favola della curva di Laffer, tagliamo le tasse e l’aumento dell’attività economica che ne deriva determinerà un forte aumento del gettito fiscale. Nulla di più fantasioso e creativo, ma spesso la storia è fatta anche e soprattutto di visioni. Quello che ricordiamo molto bene furono, a metà degli anni Ottanta, i cortei pacifisti che sfilavano per le strade dell’Europa libera, anche di esprimere il proprio dissenso, quando la Nato, su impulso di Reagan, decise di dotarsi dei famosi “euromissili”, testate nucleari di teatro che servivano anche e soprattutto a rispondere alla minaccia dei missili nucleari che l’Unione Sovietica aveva puntato sulle capitali dell’Europa dell’ovest. All’epoca non c’erano ancora le bandiere iridate, i “disobbedienti” e i no-global, ma gli slogan e la mistificazione mediatica erano identici ad oggi. Di qua l’impero del male americano, che stava precipitando il mondo verso l’olocausto nucleare; di là una grande forza di progresso con la quale dialogare, senza curarsi di gulag ed altri simili, trascurabili dettagli. Ancora una volta, il concetto di pace appariva troppo sinistramente simile a quello di resa, fuga dalla realtà e abiura dai valori per i quali milioni di uomini morirono nella battaglia contro il nazifascismo, sei decenni fa. Ma Reagan il guerrafondaio riuscì a sconfiggere i pacifondai alleati del re di Prussia.

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