Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Discussioni - page 3

Province, cronaca di un disastro annunciato

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

qualcuno sulle province ha sbagliato, ma crede che sarà chiamato a pagare? Apprendiamo dai giornali che è pronto per il 2017 un fondo di 900 milioni per “sterilizzare” il terzo dei tre miliardi di prelievo forzoso imposto alle province dalla legge finanziaria del 2015 (legge 190/2014). Chiariamo di cosa stiamo parlando. La riforma Delrio, legge 56/2014, ha previsto un ampio svuotamento di funzioni e competenze delle province, per altro sotto la condizione certamente incostituzionale dell’attesa della riforma della parte II del Titolo V della Costituzione, mai venuta in essere a seguito del referendum del 4 dicembre 2016.

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Lavoro non retribuito nella PA e rischio corruzione: unire i puntini

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

in questi giorni si parla di “lavoro” per lo più in ragione dei dati sull’andamento dell’occupazione, dei profili attinenti all’eventuale prossimo referendum, di recenti licenziamenti. A fronte di argomenti di tale importanza, quello che le segnalo sullo stesso tema potrà apparirle irrilevante. Tuttavia, come lei sa bene, chi non si abitua alla disinvoltura con cui il legislatore nazionale opera in maniera poco rispettosa del contesto normativo esistente, non riesce neanche ad astenersi dal rimarcare talune palesi incongruenze.

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Voucher, un accessorio dagli usi impropri

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

sono i cosiddetti “voucher” la causa di ogni male della crisi del lavoro in Italia? La domanda, ovviamente, è mal posta e risulta retorica. Una valutazione obiettiva delle dinamiche del lavoro e dell’economia porta inevitabilmente a concludere che non sono le leggi sul lavoro a creare lavoro o disoccupazione, bensì appunto l’andamento dell’economia.

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Reddito di cittadinanza, traversata nel deserto italiano dei miraggi

Il marketing politico trova in Italia fertile terreno di applicazione. Una popolazione mediamente assai credula, oltre che sprovvista (sempre in media) dei più elementari strumenti di valutazione economica delle politiche pubbliche, ed al contempo ancora pesantemente contaminata dall’oppressione del pensiero delle “due chiese”, quella cattolica e quella comunista, sul disvalore sociale del denaro, è da sempre fertile terreno di scorribanda di demagoghi ed incantatori di serpenti.

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Pillole avvelenate di un Natale italiano

Fine della telenovela MPS: interverrà lo Stato, cioè i contribuenti, cioè noi (o quasi tutti noi). Gli obbligazionisti hanno fatto la loro parte, con quasi 2,5 miliardi di euro di adesione spintanea alla conversione azionaria, tra istituzionali e retail. Peccato per la desolante assenza di “anchor investor“: né Qatar, né Re Magi assortiti. Ma non temete: vi diranno che la colpa è del No al referendum costituzionale, perché tutto va ricondotto alla Narrazione. Che comunque non è esclusiva renziana, sia chiaro.

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Bilancio di Roma, il ritorno del controllo preventivo

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

l’iniziativa dell’organo di revisione finanziaria del comune di Roma, che ha espresso un articolato e motivato stop alla bozza di bilancio di previsione merita sicuramente un plauso. Non per il contenuto, che questi pixel non sono in grado di valutare, bensì per il metodo: per una volta, infatti, ci si ritrova di fronte ad una corretta e franca espressione della funzione di controllo, conclusa con la chiara espressione di un parere negativo.

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Il M5S e la privatizzazione del controllo degli atti amministrativi

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

in questo lungo e indigesto scritto ho espresso la sintetica tesi che il “caso Marra” a Roma è figlio legittimo della madre di tutte le “epocali” riforme devastanti della PA: quella elaborata da Bassanini, nel 1997, fondata sull’esaltazione dello spoils system e sulla totale eliminazione dei controlli preventivi esterni di legittimità (assi portati a termine da leggi successive, fino agli inizi degli anni 2000).

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Capital Phastidio

Puntata di Tg Zero del 15 dicembre, condotta su Radio Capital da Vittorio Zucconi ed Edoardo Buffoni. Commenti del vostro titolare su Mediaset e concentrazioni settoriali globali, italianità, MPS ed altri buchi neri Made in Italy, la Trumponomics ed il suo rischio protezionistico, la mitologica uscita dall’euro. Tutto in circa 10 minuti, ce la potete fare anche senza Maalox. Qui, dal minuto 36. Buon ascolto.

La laurea non serve. A volte, neppure il merito

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

da anni si discetta dell’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Non è esattamente chiarissimo quali sarebbero i benefici di questa decisione ma comunque suona bene e, quindi, è molto gettonata e, magari, anche utile. C’è comunque da osservare che, negli ambienti che contano, il problema del valore legale di un titolo di studio lo hanno risolto da molto tempo. Basti guardare la composizione del Governo attuale, ma anche di quelli precedenti: la laurea non viene certo considerata requisito precisamente necessario per il profilo del ministro.

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Breve storia triste di un paese votato a colonizzazione e declino

Allarmi, lo Straniero è alle porte! Dopo l’insediamento del governo Gentiloni, un fremito scuote la Penisola: ci stanno comprando a pezzi, poco alla volta. Sono lustri che va avanti, è intollerabile, signora mia. Ora è la volta di Mediaset, il “patrimonio del paese” di dalemiana memoria, sotto attacco di un pirata bretone che di fatto si è già mangiato Telecom Italia, la sciagurata “privatizzazione” dell’era Prodi passata per la merchant bank dalemiana (corsi e ricorsi) e molti cambi di mano sempre col denominatore comune del “bambole, non c’è una lira”. Oltre ad innumerevoli altri esempi degli ultimi anni, come Parmalat. Eppure, non è difficile da capire: siamo un paese senza capitalisti né capitali. E da molti anni votato al declino.

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