Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Riletture - page 2

Il sogno ed il viaggio

Riletture

«Disteso sul lettuccio, fuori dell’alone del lume a petrolio, mentre fantasticava sulla propria vita, Giovanni Drogo invece fu preso improvvisamente dal sonno. E intanto, proprio quella notte – oh, se l’avesse saputo, forse non avrebbe avuto voglia di dormire – proprio quella notte cominciava per lui l’irreparabile fuga del tempo»

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Padri e figli – 2

«Fra i più assidui partecipanti a queste meravigliose cavalcate di Silvio in quello che allora sembrava il mondo della sua fantasia c’era anche suo padre, un anziano signore discreto e cortese, pensionato della Banca Rasini, che ascoltava il figlio in silenzio, l’occhio fisso sul cronometro, e biascicando qualcosa che sui primi tempi ritenevo degli scongiuri. Un giorno, avvicinatomi di più a lui, sentii che mormorava, nelle pause del soliloquio di Silvio: “Desmila…Vintmila…Trentmila”. Gliene chiesi con lo sguardo il significato. “Sono”, mi mormorò all’orecchio, “gl’interessi che, mentre lui parla, stanno maturando nelle banche sui suoi debiti”»

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Il caso Dagospia

Discussioni/Italia/Riletture

Quello che segue è un brano tratto da Eretici digitali, il libro di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, in cui si analizza il successo del sito Dagospia, le sue peculiarità e la sua capacità di essere in prevalenza un “aggregatore” che tuttavia fornisce al lettore anche un “valore aggiunto”: una chiave di lettura del potere, italiano e non solo.

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Cosa c’è dietro l’angolo

«Nei precedenti cicli, le crisi bancarie internazionali hanno spesso condotto ad un’ondata di default sovrani, alcuni anni dopo. La dinamica non sorprende, perché il debito pubblico vola dopo una crisi finanziaria, crescendo in media di oltre l’80 per cento entro tre anni. L’onere del debito pubblico esplode a causa dei salvataggi, degli stimoli fiscali e del collasso nel gettito d’imposta. Non tutte le crisi bancarie finiscono con dei default, ma ogni qualvolta c’è un’enorme ondata di crisi internazionali, come quella che abbiamo appena visto, alcuni governi scelgono questa strada»

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Allo specchio

Scoperta la fonte da cui origina tutto l’amore che fluisce nella vita pubblica italiana:

«Fondamentale per l’identità del berlusconismo è l’invenzione del nemico, nel senso della ricerca e del ritrovamento di uno stereotipo ideale a cui attribuire l’immagine negativa dell’avversario reale. La scoperta del pericolo comunista è stata funzionale alla legittimazione politica di Berlusconi. E poco importa se, con l’elezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, mi sembra si sia chiusa per sempre la questione comunista in Italia. Almeno sul piano storico. Ma Berlusconi, inventando il suo nemico totale, ha proposto se stesso come unico nemico possibile per tutti gli avversari, attuando il paradosso di una speculare demonizzazione, tipica del carattere italiano, che funziona come una reciproca legittimazione»

Francesco Cossiga (con Pasquale Chessa)
Italiani sono sempre gli altri – Controstoria d’Italia da Cavour a Berlusconi
Mondadori, 2007

Alta capacità. Predatoria

Quello che segue è un brano tratto dal libro “Fuori orario” di Claudio Gatti (edito da Chiarelettere), che ha un sottotitolo molto esplicativo: “Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS”. E’ relativo al programma di Alta Velocità, di cui sabato 5 dicembre vi è stata l’inaugurazione degli ultimi tratti, quelli che completano il tracciato a forma di L rovesciata che congiunge Torino a Salerno. In realtà, è un “completamento” all’italiana, ad esempio per il tuttora irrisolto problema dei nodi di accesso alle aree urbane, che danneggeranno pesantemente i treni locali (soprattutto quelli pendolari). Nel libro, Gatti (eccellente giornalista-reporter de ilSole24Ore, basato da un trentennio a New York ma che segue tignosamente il pantano italiano) spiega perché da noi l’AV è costata un multiplo rispetto ad altri paesi nostri vicini.

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Disfacimento federale

La recente “rivolta” bipartisan di alcuni esponenti politici meridionali, che puntano a creare un movimento politico (o fors’anche un vero e proprio partito) dalla caratterizzazione marcatamente localistica, ha riaperto la discussione sulla sempiterna “questione meridionale” del nostro paese. Apparentemente nulla di nuovo o di inedito, nella sostanza molto di differente, non foss’altro che per l’aggravamento della crisi fiscale che è alla base del declino del paese. La persistenza di condizioni di malgoverno nelle regioni meridionali, una classe politica affetta da cleptocrazia, la presenza di ras locali che muovono imponenti pacchetti di voti e che possono allearsi di volta in volta col centrosinistra o col centrodestra, sono condizioni ormai incompatibili con l’evoluzione dello scenario globale, soprattutto in un periodo di crisi economica profonda come l’attuale, che costringe al razionamento delle risorse. E’ questa incipiente asfissia finanziaria che ha spinto molti politici meridionali a prestare ascolto alle sirene del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, nel tentativo di tornare a condizionare l’erogazione di risorse fiscali, contrastando il ruolo determinante della Lega Nord nel governo centrale. Queste tensioni si scaricano sul Pdl, che appare sottoposto a duplice trazione centrifuga e disgregante.

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Lo chiamavano mercato

Quello che segue è un brano tratto da “La paga dei padroni“, il libro di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti che dovrebbe essere adottato come testo obbligatorio nelle scuole italiane. Non focalizzatevi sui nomi dei protagonisti: non è rilevantissimo, e potreste sostituirli con quelli di altri grandi manager ed imprenditorti italiani, come potrete constatare leggendo il libro. Concentratevi piuttosto sui meccanismi adottati. Solo così potrete afferrare appieno la realtà del capitalismo predatorio (italiano e non solo, come dimostrano le vicende degli ultimi anni), e l’intima essenza del concetto di conflitto d’interesse, oltre a realizzare che il capitalismo ed il mercato sono altra cosa. A partire da un rigoroso e virtuoso disegno degli incentivi che, in un mondo ideale, sarebbe compito del legislatore.

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La mediana non è il messaggio

Famous Last Quotes/Riletture

Ovvero l’essenza del Cigno Nero secondo Nassim Nicholas Taleb:

«Allo scrittore e scienziato Stephen Jay Gould (il quale, per un po’, è stato il mio modello) fu una volta diagnosticata una forma mortale di cancro allo stomaco. La prima informazione che gli fu data sulle sue probabilità di farcela era che la sopravvivenza alla malattia aveva una mediana di circa otto mesi. Informazione questa che lui sentì simile all’ingiunzione di Isaia a re Ezechiele di sistemare la sua casa e prepararsi per la morte. Una diagnosi medica, in particolare di questa gravità, può spingere a fare molte ricerche, in particolare scrittori prolifici come Gould che hanno bisogno di più tempo tra noi per completare alcuni libri. Le richerche di Gould definirono un quadro molto diverso dalle informazioni che gli erano state date; in particolar modo, la sopravvivenza attesa (ovvero, la media) era considerevolmente superiore a otto mesi. Notò che “attesa” e “mediana” non significano affatto la stessa cosa»

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