Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Economia & Mercato

Trenitalia, un marketing “postale”

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella è notoriamente un viaggiatore in treno. Avrà, dunque, ascoltato più volte il consueto refrain che non abbandona mai i viaggiatori su rotaie: “Trenitalia annuncia che il treno viaggia con…minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio”. Nessun annuncio, invece, e men che meno scuse, sono stati dati per gli incrementi rilevantissimi dei costi degli abbonamenti, sparsi un po’ in tutta Italia, piovuti in particolare sui pendolari col 2017.

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Lavorare gratis, lavorare tutti. E smettere di sniffare trielina

Il sociologo del lavoro Domenico De Masi sta da tempo elaborando originali proposte per affrontare i rischi di disoccupazione tecnologica. Fatale che il suo percorso incrociasse quello del M5S, alla ricerca dell’utopia perfetta da declinare in proposte di legge. In una intervista a La Stampa, De Masi spiega come spianare il Turchino per eliminare la nebbia in Val Padana ridurre la disoccupazione, non solo quella tecnologica. Ed è subito “momento peyote”.

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Mediaset, una storia molto italiana

Economia & Mercato/Italia

Nei giorni scorsi, a Londra, Mediaset ha presentato il nuovo piano strategico al 2020, che prevede uno spettacolare recupero di redditività (come del resto ogni piano industriale che si rispetti), pari a 468 milioni di Ebit (Earnings before interest and taxes, una sorta di reddito operativo, inclusi gli ammortamenti). Interessante scomporre tale prodigioso recupero di redditività negli elementi costitutivi, ed inquadrare il tutto nell’ambito del contenzioso con Vivendi, per cercare di uscire dall’orticello italiano delle analisi, visioni e patriottismo.

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Lira funesta

Economia & Mercato/Italia

Quella che segue è la riproduzione quasi integrale di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 27 febbraio 1976, ineffabilmente intitolato “I limiti dei prestiti“. In esso si dà conto di come a quel tempo l’Italia, in costante crisi di bilancia dei pagamenti, andasse in giro per il mondo ad elemosinare prestiti praticamente da chiunque. Utile sapere, e lo si intuirà nel testo dell’articolo, che il nostro paese aveva in precedenza (il 31 agosto 1974) ottenuto un prestito dalla Repubblica Federale Tedesca per 1.300 miliardi di lire, a fronte del quale la Bundesbank aveva ottenuto il pegno a garanzia di 515 tonnellate d’oro italiano, fisicamente spostate, a Fort Knox, dal forziere italiano a quello tedesco. Eravamo davvero una potenza planetaria, credetemi, cari amici. E con una valuta che faceva tremare il mondo. Soprattutto quella parte di mondo che era nostra creditrice.

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La realtà si è mangiata i miei compiti

Le previsioni economiche non sono una scienza esatta. I modelli econometrici spesso producono risultati simili o con bassa dispersione perché costruiti in modo simile. Ciò premesso, quello che servirebbe guardare è magnitudine e direzione della previsione. E se, in questa sede, quello che si ottiene è che un paese cresce meno degli altri, significa che è piuttosto probabile che quel paese abbia un problema. Di solito, questo è quanto accade all’Italia, e questo giro di previsioni conferma l’antica regola. A cui si aggiunge una probabile richiesta da parte della Commissione Ue di una mini correzione, più di facciata che sostanziale. Sarebbe quindi opportuno cercare di capire perché, dopo tre anni di vigoroso riformismo renziano, restiamo in questa condizione. Voi che dite?

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Usa: gli effetti collaterali globali del protezionismo per via fiscale

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In attesa dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, e di capire se la sua retorica protezionista verrà tradotta in realtà, è utile analizzare il progetto di riforma dell’imposizione sulle imprese, elaborato dai Repubblicani della Camera dei Rappresentanti, guidati da Paul Ryan, che di fatto tenta di raggiungere gli stessi effetti dei dazi minacciati da Trump, ma con apparentemente minori effetti collaterali.

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Piani individuali di risparmio, la meravigliosa legge della capitalizzazione composta

Economia & Mercato/Italia

Sulla urgente necessità di educazione finanziaria per gli italiani, nessuno ha più nulla da obiettare. Ma non parliamo solo di arrivare a capire natura, struttura e rischi delle obbligazioni subordinate, ed evitare bail-in e burden sharing. No, parliamo delle leggendarie “basi” dell’investimento. Ad esempio, la diversificazione del rischio e, ancora più a monte, una cosetta chiamata capitalizzazione composta. Casca a fagiolo quindi un post molto informativo e formativo di Nicola Borri per lavoce.info.

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La realtà ha un noto bias filotedesco

Economia & Mercato/Esteri

L’istituto tedesco di statistica ha reso noto il dato finale della variazione del Pil tedesco nel 2016. Si conferma quanto vi diciamo da tempo: la Germania e la realtà, sua perfida alleata, non intendono piegarsi ai desiderata di politici ed editorialisti italiani. Una vicenda assai triste, signora mia.

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Puntate il dito, non la luna

Mentre monta l’isteria collettiva sulle liste dei debitori insolventi di MPS e di ogni banca che abbia ricevuto aiuto pubblico, in un clima che, a giudicare dai social network, regredisce direttamente agli anni ruggenti di Mani Pulite (ad ennesima conferma che gli italiani non impareranno mai nulla dalla storia), è utile analizzare la proposta contenuta in un editoriale di Luigi Zingales sul Sole del 10 gennaio. Talmente bizzarra da sembrare perfidamente geniale.

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Patuelli, la lista degli insolventi e la Corte Popolare del Credito

Tanto tuonò che piovve: anche l’antico (di usi e cultura) gentiluomo liberale e presidente del sindacato dei banchieri italiani ha gettato la spugna ed il cuore oltre l’ostacolo. In nome del popolo stressato e contribuente, e dopo pressanti richieste provenienti dalla politica, anche Antonio Patuelli chiede di conoscere i nomi dei primi cento debitori insolventi di MPS, oltre che delle quattro banche risolte e di qualsiasi altra banca che finirà assistita da denaro pubblico. Basta privacy, dice Patuelli, è ora di sapere. Vaste programme, che tuttavia finisce da subito ad impantanarsi in difficoltà e contraddizioni.

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