Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Economia & Mercato

Nel frattempo, nel mondo reale

Economia & Mercato/Italia

Da un’eccellente infografica del Financial Times, peraltro dedicata alla Francia, scopriamo che viviamo in un paese che ha in corso una ripresa letteralmente rabbiosa. Quasi da burnout. Inteso però non nel senso motoristico del termine quanto in quello psichiatrico. A volte basta solo mettere la testolina fuori dal cortile, non è difficile.

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Ma lo “scandaloso” Weidmann non ha tutti i torti

Un nuovo ed antico tormentone di questa Eurozona lacerata e nevrotica ha ripreso corpo in queste settimane: i tedeschi che puntano il dito contro l’Italia, l’Italia che punta il dito contro la Germania. Dinamica frusta e stucchevole, inasprita dai tassi negativi di Mario Draghi, che stanno rendendo nervosi risparmiatori e governanti tedeschi, dimentichi che esistono risparmiatori anche in Italia e nel resto d’Europa, che affrontano le stesse problematiche. Nel mezzo, dispettucci assortiti, con i giornali popolari tedeschi che tentano di fare lo sgambetto al turismo italiano, provocando le solite reazioni pittoresche a casa nostra, anche se di fatto questa è la ritorsione verso un premier italiano che si è detto pubblicamente “preoccupato” per la salute della prima e della seconda banca tedesche, oltre che per tutto il sistema creditizio teutonico. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, all’Asilo Mariuccia d’Europa, dove tic e luoghi comuni ormai sono incontrastati padroni del campo.

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Il boom dei voucher: lotta al sommerso o nuovo equilibrio di sistema?

Economia & Mercato/Italia

I buoni lavoro, i cosiddetti voucher, stanno vivendo un boom senza precedenti nel nostro paese. La polarizzazione del dibattito è stata immediata: si tratta dell’emersione del nero o di “altro”, dettato dalla pressione del mercato a ridurre il costo del lavoro? Forse questa è una domanda retorica.

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Come si dice pattumiera in inglese?

Negli ultimi tempi si osserva una vera e propria impennata di creatività nel settore del credito in Italia. O meglio, nel tentativo di trovare il proiettile d’argento per rimettere in linea di galleggiamento il nostro solidissimo sistema bancario. Abbiamo avuto la nascita di Atlante, che per statuto dovrà operare come garante delle ricapitalizzazioni di banche che hanno coefficienti patrimoniali sotto l’asticella dello SREP della Bce (quindi Popolare Vicenza e Veneto Banca, per ora) ed anche cercare di rimuovere le sofferenze più junior dai portafogli delle banche ed attivare, per questa via, le garanzie pubbliche sulle tranche più senior. Oggi abbiamo qualcosa di ancora più frizzantino, in questa gara di ingegneria finanziaria per disperati.

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Vicenza, multipla sofferenza

Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole, Fabio Pavesi segnala due numeretti che sono alla base della via dolorosa imboccata dalla Banca Popolare di Vicenza, verso il risanamento e rilancio. Per la precisione, uno dei numeretti è alla base della successiva vaporizzazione del capitale dei vecchi azionisti, e l’altro è una scommessa sul futuro. O più propriamente un’ipoteca. Molto pesante.

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Cassa, basta la parola

Ieri, sul Corriere, un editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi ribadiva la “ricetta” dei due prestigiosi accademici per trattare alcune eclatanti situazioni di dissesto bancario. Ricetta, che manco a dirlo, prevede l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Perché in Italia abbiamo questo di bello: ripetiamo lo stesso ritornello ossessivamente, soprattutto se si tratta di palese sciocchezza edificata sopra un tempio di non sequitur.

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Tra banche e realtà

Gli ultimi due giorni si sono incaricati di assestare robusti ceffoni a tutti i patrioti che da tempo insistono sull’autarchia come risposta alla grave incomprensione delle peculiarità del nostro paese da parte dell’universo mondo, segnatamente della parte europea di esso. Ancora una volta, crocevia dell’appuntamento col destino cinico e baro sono le nostre banche, la loro invidiabile solidità, appena scalfita di qualche situazione di lieve criticità che tuttavia non ne modifica l’affidabilità complessiva. Vero? Vero? E poi arrivano secchiate di acqua gelida in pieno viso. Poteva andar peggio, poteva non essere acqua.

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I tossici da Jobs Act e la precarietà cronicizzata

Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Inps i dati mensili su attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro, nella cornice dell’Osservatorio sul precariato. Da essi si ricava, manco a dirlo, che col taglio dei sussidi, le assunzioni a tempo indeterminato sono divenute pressoché esangui. Se poi andiamo ad utilizzare alcuni numeri di sintesi, inclusi delle cessazioni, e più rappresentativi delle effettive dinamiche congiunturali del mercato del lavoro, scopriamo cose non esattamente eclatanti.

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Fermate il mondo ed alzate i tassi, la Germania vuole scendere

Nel suo editoriale settimanale sul Financial Times, Wolfgang Munchau riconduce l’intemerata di Wolfgang Schaeuble contro la politica monetaria non convenzionale della Bce di Mario Draghi alla pressione che i tassi negativi esercitano sui bilanci di banche ed assicurazioni, che come noto sono l’architrave del sistema finanziario tedesco. Anche di quello italiano, a dire il vero, ma sono dettagli che a breve analizzeremo.

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Non per cassa ma per disperazione

Intervenendo oggi al Senato in fase di replica alle mozioni su quella che le agenzie di stampa definiscono orwellianamente “privatizzazione parziale” di Ferrovie dello Stato, e che non avverrà quest’anno, il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, è riuscito a sostenere una cosa ed il suo contrario. Grande è lo stato confusionale sotto il cielo del governo, quindi la situazione è quella solita: grave ma non seria. Ed il rapporto con la realtà resta sempre assai conflittuale.

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