Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Category archive

Economia & Mercato

Venezuela, un paese a rotoli. Che mancano

Economia & Mercato/Esteri

Vi segnaliamo un commento sulla tragica ma farsesca situazione del Venezuela, quello che doveva essere uno dei paesi più ricchi al mondo e sta invece disintegrandosi sotto il peso della gestione criminale di Nicolas Maduro, figlio politico di Hugo Chavez. L’articolo, comparso giorni addietro su The Atlantic, è una galleria degli orrori di quello che può accadere quando follia ideologica, corruzione e criminalità si autoalimentano. L’esito è una catastrofe economica ed umanitaria. Attendendo la guerra civile, quando molti, dalle nostre parti, saranno sorpresi e cercheranno di dare la colpa al denaro sterco del demonio e che “rende tristi”, come ama dire un signore vestito di bianco che guida una monarchia assoluta al centro della Penisola italiana, e che tuttavia proviene egli stesso “dalla fine del mondo”, cioè da quella parte del mondo dove discese agli inferi di questo tipo si susseguono con impressionante regolarità, nei decenni, malgrado la “benedizione” di una ricca dotazione di materie prime. E chissà che la colpa non resti del kapitalismo.

Leggi tutto

Brasile, l’inevitabile resa dei conti dopo il disastro Dilma

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Lo scorso 12 maggio, la presidente brasiliana Dilma Rousseff è stata sospesa dalle proprie funzioni per un periodo massimo di 180 giorni, dopo il primo voto del senato che ha dato avvio al processo di destituzione, che ad oggi appare certa, per manipolazione dei conti pubblici. Le è subentrato, per ora in qualità di facente funzioni, il vice presidente Michel Temer, un anziano notabile di centrodestra che ha assemblato una coalizione governativa di ben nove partiti, con l’obiettivo di risollevare il paese dalla peggiore recessione dagli anni Trenta, con il Pil visto in contrazione di quasi l’8% nel biennio 2015-16, inflazione intorno al 10% malgrado tassi ufficiali ripetutamente alzati dalla banca centrale sino all’attuale livello di 14,25%, disoccupazione in forte ascesa ed anch’essa oltre il 10%, conti pubblici fuori controllo.

Leggi tutto

La triste storia di Matteo, che non sapeva far di conto

Economia & Mercato/Italia

Dopo che l’eco per il grande successo italiano a Bruxelles sulla flessibilità è venuta meno, restano dubbi e conti che non hanno alcuna intenzione di tornare. Il punto è sempre quello: in poco più di due anni di governo, Matteo Renzi ha fatto deficit di pessima qualità, con poco o nessun impatto sulla crescita, dissipando risorse che il paese non aveva, ed oggi è costretto ad inseguire le sue stesse promesse, che tornano a dargli la caccia.

Leggi tutto

Uno spread troppo basso

Economia & Mercato/Italia

Questo mese, nella consueta pubblicazione, l’Associazione bancaria italiana segnala un dato piuttosto interessante, una sorta di margine di interesse “al margine”, cioè la differenza tra il tasso medio praticato sui nuovi finanziamenti e quello medio pagato sui nuovi depositi. Un indicatore che può essere letto come il livello di “onerosità” che il settore dell’intermediazione creditizia esercita sulla società, oltre che (specularmente) come misura della redditività caratteristica di una banca, cioè della sua capacità di intermediare profittevolmente tra soggetti che risparmiano e quelli che hanno bisogno di prestiti. Ma questo numero significa anche un’altra cosa: la conferma della debolezza della “ripresa” di questo paese.

Leggi tutto

Capitalismo per le masse, il rischioso entusiasmo dei neofiti

Economia & Mercato/Italia

Il governo sta pensando a misure di agevolazione fiscale per incentivare la “canalizzazione del risparmio” (cit.) verso le piccole e medie imprese. Iniziativa astrattamente meritoria, non foss’altro perché rimedia (sia pure in modo parziale) all’inasprimento di tassazione del risparmio che ha caratterizzato l’esordio di Renzi come gabelliere e cultore della neolingua, ma che tuttavia va costruita con molta attenzione, ad evitare di produrre distorsioni e guai che non sarebbero poi così dissimili dal disastro di aver permesso alle banche di inzeppare di obbligazioni subordinate il portafoglio di innumerevoli incolpevoli (ed ignoranti, nel senso etimologico del termine) risparmiatori retail.

Leggi tutto

Il mistero dei risparmi fantasma

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

periodicamente, circa ogni mese, articoli di stampa ci informano con dovizia di stime delle mirabilie di risparmio sulla spesa per forniture e servizi che si determinerebbero, se tutte le amministrazioni acquistassero dalla Consip. In particolare, ci si informa che il risparmio medio consentito dall’accentramento della spesa ammonta a circa il 20% del costo di prodotti di largo utilizzo, come i computer, le stampanti e similari. Le informazioni vengono regolarmente completate, poi, con qualche dichiarazione di componenti o consiglieri del Governo, pronti a rilevare che grazie all’applicazione dell’accentramento della spesa si riesce a garantire qualcosa come 5 miliardi in un triennio di minore spesa sull’aggregato delle acquisizioni di beni e servizi, che ammonta a circa 131 miliardi l’anno, dei quali sono “aggredibili” circa 78-80 miliardi. Ma, egregio Titolare, qui le cose per chi scrive e capisce poco di economia si complicano.

Leggi tutto

Il narratore incompreso

“Tutti gli indicatori dicono che i cittadini non stanno notando nessuna discesa delle tasse. Eppure c’è, eppure è evidente per gli addetti ai lavori, eppure nessun governo ha fatto quanto noi sulle tasse”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua newsletter Enews. “Sulle tasse, dove ho sbagliato?”, si domanda il premier. E interpella i suoi lettori: “Gli italiani pensano che le tasse siano aumentate. C’è qualcosa che non funziona, che dite? Mi aiutate a capire dove ho sbagliato? L’email la sapete: [email protected]

Leggi tutto

La sabbia nella clessidra italiana

Oggi sul Corriere c’è un editoriale che ricorda a noi italiani perché stiamo inesorabilmente affondando, peraltro non da ieri. Non sono concetti rivoluzionari né inediti: stranamente sono però assenti da sempre dal dibattito pubblico italiano, troppo assorbito a discettare di austerità che non esiste, di Germania cattiva, di uscite dall’euro che ci porteranno in paradiso senza passare dal via, ma anche di mance elettorali continue, fatte confortevolmente a deficit, senza che questa persistente festicciola fiscale produca risultati minimamente positivi. Eppure, basterebbe osservare il comportamento di alcuni “canarini nella miniera” per rendersi conto di quanto la sabbia nella clessidra italiana stia scorrendo, inesorabilmente.

Leggi tutto

Una Germania un po’ meno tedesca

Economia & Mercato/Esteri

La non-notizia del giorno non è il fatto che l’Italia nel primo trimestre del 2016 sia cresciuta alla metà del passo dell’Eurozona. A questo siamo ormai abituati da tempo, anche se ora verrete rimbecilliti dal frastuono di trombe e fischietti governativi. La non-notizia del giorno è che la Germania continua a crescere per spinta della domanda interna. Scriviamo continua perché la tendenza è in atto da tempo anche se qui da noi, nell’altro frastuono nazional-popolare del “piove, governo tedesco ladro”, non ci si era accorti del dettaglio.

Leggi tutto

Laudato sii, o mi’ Vittorio

Dal variegato mondo del giornalismo vi segnaliamo un cantore delle gesta del nuovo azionista di controllo di una banca italiana che esce (?) da un periodo di sostanziale affanno e che ora tenta un faticoso turnaround, come direbbero quelli che sanno le lingue. Non sappiamo come finirà, ovviamente, ma almeno ci saremo divertiti con gli editoriali di questo signore.

Leggi tutto

Go to Top