Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Category archive

Economia & Mercato - page 410

Sanità e mercato in Europa

In Europa esistono due modelli prevalenti di finanziamento della sanità: quelli a “singolo pagatore”, in cui la spesa sanitaria è sostenuta ed organizzata dallo stato, con fondi provenienti dalle imposte sul reddito (Regno Unito e Svezia), e quelli detti di assicurazione sociale o fondo malattie (Germania e Francia), nei quali la sanità è finanziata attraverso premi obbligatori calcolati in percentuale delle retribuzioni. In qualunque modo sia organizzata, la spesa sanitaria europea ha visto un costante incremento negli ultimi quattro decenni. I paesi europei contribuiscono più degli Stati Uniti ad integrare l’esborso dei cittadini, ma ciò avviene al prezzo di spostare sistematicamente l’onere del riequilibrio sulla generazione successiva, oppure razionando la sanità per i soggetti più anziani o frenando l’introduzione di utili innovazioni. Il risultato è che l’accesso dei pazienti a servizi sanitari costosi sta venendo ristretto ovunque. Gli unici a sfuggire a questa situazione sono i pazienti assicurati privatamente. Di solito, i pazienti ricorrono a integrazioni assicurative private per poter fruire di prestazioni che non sono (o non sono più) erogate dai sistemi sanitari pubblici, e ciò finisce col creare un sistema sperequato, dei due terzi, dove c’è chi può permettersi di pagare due volte per la salute (con le tasse e con l’assicurazione privata) e chi non può, e resta intrappolato nel sistema ufficiale. Leggi tutto

Burro, cannoni e cannoli

Economia & Mercato/Italia

L’inchiesta di copertina di questa settimana de l’Espresso è dedicata alle gravi difficoltà in cui si trovano le ferrovie italiane. Problemi relativi alla riduzione del numero di carrozze, alla estemporanea soppressione di convogli, ai persistenti disservizi legati a quella che appare una caduta libera degli standard qualitativi. A ciò si deve aggiungere la ricomparsa di un profondo rosso di bilancio e di serie tensioni di cassa, legate anche all’ambizioso programma di investimenti in ammodernamento e sicurezza. La costante riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, unita al blocco delle tariffe, voluto nel 2001 da Tremonti, stanno rivelandosi una miscela esplosiva per le ferrovie, che non rischiano una crisi di liquidità simile a quella di Alitalia, ma che stanno tornando a pesare sulle tasche dei contribuenti in modo inaccettabile. E qui sorge l’equivoco: i pendolari si lamentano per la pessima qualità del servizio, le Regioni minacciano di disdettare gli accordi in base ai quali esse corrispondono un contributo chilometrico per sussidiare le tratte locali, eppure le tariffe restano bloccate, per garantire quella malintesa socialità che serve solo a scavare voragini nei conti pubblici, senza migliorare il welfare della popolazione. Leggi tutto

Meditare e riformare

Economia & Mercato/Italia

Le dimissioni di Antonio Fazio hanno immediatamente innescato il solito giochino scemo di società che tanto va di moda presso larga parte della stampa italiana: chi sarà il successore? Peccato che il punto non sia quello. Ciò che occorre, ora, è una modifica a quel morticino che pomposamente è stato definito “legge di tutela del risparmio”, per stabilire alcune linee di principio.

In primo luogo, la fine dell’autocrazia del governatore. Occorre introdurre criteri di collegialità nell’assunzione delle decisioni, con il governatore visto nel ruolo di primus inter pares, e non di autocrate che decide in splendida solitudine. In conseguenza di ciò, occorre introdurre il criterio dell’accountability: il soggetto decisore di Bankitalia deve motivare e rendere conto del proprio operato. Finora, è sempre accaduto che il governatore non motivasse le proprie decisioni, anche quelle relative a progetti di aggregazione tra banche italiane. Ricordate, anni addietro, il tentativo di Unicredito di acquisire l’allora Comit? Bocciato senza motivazioni, secondo un criterio che ricorda molto le monarchie assolute di qualche secolo fa, o le “spiegazioni” che Virgilio forniva alla curiosità di Dante: “Vuolsi così colà ove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare.” Leggi tutto

Non tassiamo il nostro futuro

Discussioni/Economia & Mercato

L’esempio che segue serve ad illustrare l’effetto nocivo dell’elevata tassazione sui redditi prodotti dal risparmio.

Ipotizzate che vi sia un cittadino, di nome Joe, che guadagna 1000 dollari di reddito aggiuntivo. Se la sua aliquota d’imposta è il 35 per cento, gli rimangono in tasca 650 dollari. Joe ne risparmia 100, per quando andrà in pensione, e spende gli altri 550. Se Joe investe questi 100 dollari in obbligazioni aziendali, riceverà il 6 per cento lordo. Poichè il reddito da interessi è tassato secondo l’aliquota marginale personale sul reddito (in altre parole, viene dichiarato al fisco e non è sottoposto, come ad esempio avviene oggi in Italia, a tassazione forfettaria) Joe riceverà , dopo le imposte, il 3.9 per cento. Con un’inflazione del 2 per cento il rendimento dell’investimento, dopo le tasse e la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, è di solo l’1.9 per cento. Se Joe ha 40 anni, questo 1.9 per cento reale annuo implica che i 100 dollari di risparmio di oggi diverranno 193 dollari quando Joe compirà 75 anni.
Quindi, il compenso che Joe ottiene per prestare del lavoro aggiuntivo è dato da 550 dollari di consumi immediati, e altri 193 dollari di consumi quando avrà 75 anni. Leggi tutto

Consecutio temporum

Economia & Mercato/Italia

Si sa, a pensar male si fa peccato, ma talvolta ci si azzecca. Come sfuggire alla tentazione di porre in sequenza questa vicenda con questo pronunciamento? Certo,

“Serve la realizzazione di un nuovo mercato del lavoro e maggiore flessibilità , credo che dei passi avanti siano stati fatti con la legge Biagi ma è necessario arricchirla con ammortizzatori sociali più moderni.”

E’ vero, in fondo abbiamo già chiara la lista degli interventi da attuare:

“Abbiamo bisogno di coraggio, di modernizzarci, di liberalizzazioni, riforme strutturali chiare perché le schegge di ripresa non bastano, serve la politica. Le imprese non possono sopportare il peso della ripresa da sole”.

Per iniziare, gli “ammortizzatori sociali più moderni” sono già stati individuati:

Il numero uno del gruppo torinese – secondo quanto si apprende da fonti di governo – avrebbe chiesto al governo di inserire alcune agevolazioni per la Fiat all’interno della Finanziaria.
In particolare, le principali richieste – sempre secondo quanto si apprende – riguarderebbero, appunto, la mobilità lunga e un regime previdenziale di favore anche dopo il 2008 per i propri dipendenti. La risposta del ministro Maroni è stata però negativa.

P.S.: se la predica fosse venuta da altro pulpito, l’avremmo integralmente sottoscritta.

Tassati a morte

Economia & Mercato/Esteri

In un interessante articolo, pubblicato all’indomani della giornata mondiale di lotta all’Aids, il Guardian riesce a confermare la schizofrenia planetaria della dissociazione tra titolo e contenuto dell’articolo. La Nigeria è uno dei paesi africani più ricchi, dispone di una leadership politica (quella del presidente Obasanjo) rispettata ed ascoltata dalle Cancellerie occidentali. I due più gravi problemi del paese sono rappresentati da un’elevata incidenza dell’Aids (superata solo da quella che flagella il Sudafrica) e da una corruzione capillare ed ubiqua, che permea ogni struttura politico-amministrativa della grande federazione. Leggi tutto

Miti e leggende

Dall’interessante sito di Johan Norberg, scrittore liberale e libertario svedese, un contributo al debunking del principale mito dell’economia svedese: il ridotto tasso di disoccupazione.
Ad oggi i senza lavoro svedesi, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, sarebbero il 5.4 per cento della popolazione attiva. Un tasso “anglosassone”, ottenuto tuttavia (secondo la vulgata comune) senza smantellare la generosa sovrastruttura welfaristica svedese. Ma le cose stanno proprio così? Leggi tutto

Revisionismi

Economia & Mercato/Esteri

Il Partito Comunista cinese ha lanciato una campagna tra leader politici e personalità accademiche per tentare di modernizzare il marxismo cinese, e riconciliare le stridenti contraddizioni esistenti tra l’ideologia governativa e le ampie e profonde riforme economiche, che vanno in direzione dell’affermazione del libero mercato. Milioni di dollari saranno spesi per aggiornare i testi universitari e delle scuole secondarie nel tentativo, piuttosto surreale, di conciliare marxismo e libera impresa privata. La “rilettura” dei sacri testi marxisti rappresenta parte del tentativo di rivitalizzare il partito, nel quale funzionari di vario grado sono attivamente coinvolti in attività economiche svolte in regime privatistico. Leggi tutto

La società civile e la sua negazione

Nei prossimi 13 mesi in America Latina si terranno ben 11 elezioni presidenziali. Malgrado innegabili progressi compiuti negli ultimi anni, la crescita economica della regione resta nel complesso insoddisfacente, sul piano qualitativo e quantitativo. La prevalenza e persistenza di modelli di gestione dell’economia di tipo predatorio spinge ad analizzare l’area come un caso di studio del fallimento della politica economica, soprattutto nel confronto con il dinamismo che caratterizza Asia ed Europa dell’Est. Il rapporto annuale della World Bank, Doing Business in 2006, può essere d’aiuto nell’identificare le cause del fallimento. Leggi tutto

Go to Top