Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Esteri - page 2

Regno Unito, tutti occupati ma in via di impoverimento

Economia & Mercato/Esteri

Ieri è uscito il dato di inflazione al consumo del Regno Unito, che a maggio si è portata al 2,9% tendenziale, dal 2,7% di aprile. L’inflazione core, cioè al netto di alimentari ed energia, schizza a sua volta in avanti di due decimi di punto percentuale, a 2,6%. Sono numeri che potrebbero indicare una ripresa vigorosa, se non fosse che la medesima è invece in via di indebolimento, avendo segnato nel primo trimestre +0,2% trimestrale. Il deprezzamento della sterlina, successivo allo shock del referendum sulla Brexit, si sta trasferendo in aumento dei prezzi al consumo attraverso il canale delle importazioni.

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Banco Popular, quando gli stress test non servono

Proseguiamo con il post mortem di Banco Popular, vista la rilevanza assoluta dell’evento anche per noi poveri italiani affetti da sindrome di accerchiamento. Oggi proviamo a dedicarci al tema che appassiona alcuni segugi di casa nostra, sempre pronti a levare il ditino contro le assai imperfette istituzioni comunitarie, spesso nel disperato tentativo di affermare il principio che la notte tutte i gatti sono bigi, e quindi tentare di ottenere l’immancabile deroga alla realtà e continuare a coccolarci le nostre macerie.

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Santander-Popular, il day after visto dall’Italia

Torniamo sull’operazione-lampo di salvataggio di Banco Popular per mano di Santander, avvenuta ieri. Oggi, un po’ più a freddo, cerchiamo di capire se è tutto oro quel che riluce nel blitz “di sistema” spagnolo, e cerchiamo di confrontare questa vicenda con il persistente psicodramma con venature miste di sceneggiata, melodramma e farsa che caratterizza la situazione italiana, prima con MPS ed ora con le due popolari venete.

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La BRRD esiste e lotta assieme a noi. Dalla Spagna

In Spagna, il Banco Santander rileva Banco Popular, la banca in dissesto per la quale ieri la supervisione della Bce aveva segnalato il rischio di non essere in grado di far fronte ai propri impegni, a causa del deterioramento delle condizioni di liquidità. Questa è una delle tre condizioni che determinano la necessità di risoluzione di una banca, come definite dalla normativa europea. Le altre condizioni sono che la risoluzione sia necessaria, nell’interesse pubblico (effetti sistemici e di stabilità), e che non vi sia prospettiva di evitare il fallimento entro un “ragionevole arco temporale” attraverso il ricorso ad azioni di supervisione o misure alternative del settore privato.

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E pure il Portogallo fece boom

Economia & Mercato/Esteri

Mentre noi italiani eravamo impegnati a fare il trenino per il mirabolante +0,4% di crescita del primo trimestre e di 1,2% annuo, fatto di “scorte” e stranissimi crolli di deflatori, altri paesi dell’Eurozona hanno messo a segno risultati eclatanti ma altrettanto anomali, tra la prima e la seconda stima trimestrale, cioè nello spazio di poche settimane. Ad esempio, la Grecia è passata da -0,1% a +0,4%. La Francia ha recuperato un decimale ma con un contributo della voce “scorte” di ben lo 0,7%, similmente a noi.

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Tra May e Corbyn, auguri ai britannici

Economia & Mercato/Esteri

A pochi giorni dalle elezioni generali, un brivido ha scosso la campagna elettorale del Regno Unito, che molti titolati osservatori avevano già archiviato prevedendo una vittoria a valanga dei Conservatori di Theresa May: i sondaggi indicano l’apparente recupero dei laburisti di Jeremy Corbyn ma, soprattutto, il crescente rischio di un parlamento “appeso”, proprio nella legislatura che definirà la Brexit. Non è detto che andrà così: il sistema elettorale britannico può sconfessare i sondaggi su base nazionale, col suo uninominale maggioritario secco.

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Fassina, il compagno sovranista autolesionista

Oggi ci corre l’obbligo di segnalare uno di quegli sfondoni che potrebbero essere agevolmente imputabili agli effetti dei primi caldi. Dopo il disastroso vertice G7 di Taormina, nel quale Donald Trump ha ribadito che gli Usa sono contrati agli accordi di Parigi sul clima, e dopo la reazione un filo sopra le righe (fors’anche per ragioni elettorali) di Angela Merkel, del tipo “prepariamoci a fare da soli”, che per un egemone riluttante come Berlino sarebbe una notevole svolta, diamo conto dell’accesso di tosse che ha colpito alcune pulci italiane.

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La scure di Theresa sui seniores britannici

Economia & Mercato/Esteri

Negli ultimi giorni, nel Regno Unito è scoppiata una forte polemica su uno dei punti del manifesto elettorale-programmatico dei Conservatori di Theresa May, che tocca temi molto delicati per la popolazione, e destinato ad avere un forte impatto futuro sulla dinamica della spesa pubblica. Alla fine, e pare dopo una frana nei sondaggi elettorali, May ha dovuto capitolare, rimangiandosi la misura e tornando alla filosofia del precedente manifesto, redatto da David Cameron.

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Macronomics, il successo della nuova Francia è appeso alla Germania

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il neo presidente francese, Emmanuel Macron, si è dato un ambizioso programma di riforme, tra le quali spiccano gli interventi sull’economia, finalizzati ad aumentare il potenziale di crescita, migliorare di conseguenza i conti pubblici e poter in tal modo presentare alla Germania le proprie credenziali per un rilancio della trazione franco-tedesca, che potrebbe giungere a porre le basi per quell’Europa a velocità multiple vagheggiata nelle scorse settimane.

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Soft Power alla cinese

Ecco l’ultimo video virale (o auspicato tale dai produttori) proveniente dalla Cina, che con l’iniziativa Belt and Road sta tentando di proiettare la propria potenza internazionale secondo canoni “occidentali”, fatti di cooperazione, tecnologie “green” ed una “comunità di destino condiviso per l’umanità”, niente meno. Nel momento in cui Washington non ha ancora deciso che fare da grande (visto il presidente che si ritrova, diventare adulti appare al momento una chimera), Pechino tenta pure col soft power, un tempo arma culturale occidentale e soprattutto americana, per dare spin al suo progetto neo-globalista.

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