Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Stati-Uniti - page 3

La battaglia (persa?) di Ben

in Discussioni/Esteri/Stati-Uniti

(Post tecnico-politico, come si addice ai tempi che viviamo)

Ieri la Fed ha annunciato nuove ed ancor più aggressive misure non convenzionali di politica monetaria: il periodo di tassi “eccezionalmente bassi” viene segnalato permanere non più “almeno fino a fine 2014” ma a metà 2015, e non scommetteremmo contro la possibilità di un’ulteriore spinta più in là, tra qualche mese. Ma la misura più interessante è soprattutto un’altra.

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Ancora su Ferguson e le sue storiche tranvate

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Con assai scarso entusiasmo, proviamo a rispondere a due rilievi al post sulle tranvate di Niall Ferguson, entrambi provenienti dallo stesso sito. Riguardo il primo, poco da dire: si tratta di uno sgangheratissimo tentativo di buttarla in caciara senza avere gli attributi per chiamare per nome e cognome l’interlocutore. In esso non esiste peraltro alcun tentativo di confutazione nel merito ma la cosa non colpisce più di tanto, avendo l’estensore del pezzo reiteratamente confessato la propria ignoranza in materia economica. La cosa era del tutto evidente ma repetita iuvant, come direbbero a Ladispoli.

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Le storiche tranvate di Niall Ferguson

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Stati-Uniti

Nei giorni scorsi, negli Stati Uniti, ha tenuto banco una polemica a tratti molto aspra nei confronti dello storico britannico Niall Ferguson, docente ad Harvard. Il quale, in un editoriale-cover story di endorsement a Romney-Ryan pubblicato su Newsweek, criticava l’Obamacare affermando che non è vero che le misure in esso previste non si tradurranno in un aumento del deficit. Le cose non stanno in questi termini, ma questo è ancora nulla.

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Romney sceglie Ryan

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti/Video

E così Mitt Romney ha scelto come proprio vice, nella corsa alla Casa Bianca, il deputato del Wisconsin Paul Ryan, 42 anni, presidente del Budget Committee della Camera dei Rappresentanti, al suo settimo mandato al Congresso. Ryan è un ultraconservatore fiscale che lo scorso anno presentò un progetto di riforma degli entitlements che di fatto smantellava Medicare e (soprattutto) Medicaid.

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Vite low cost

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Oggi sul Ft c’è un commento dello strategist canadese David Rosenberg, ex Merrill Lynch e non esattamente un epigono del dottor Pangloss. Degli Stati Uniti che crescono poco e nulla, malgrado anni passati con un rapporto deficit-Pil intorno al 10 per cento abbiamo detto più volte, così come di una Fed che ormai sta arrampicandosi sugli specchi per stimolare l’economia, e si accinge forse a tentare il terzo episodio dell’easing quantitativo o una communication policy che affermi che i tassi resteranno a zero “almeno fino” al 2015 anziché al 2014. Sarà interessante chiedersi cosa accadrà quando gli Stati Uniti dovranno fatalmente mettere mano al deficit, l’anno prossimo o giù di lì.

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Da che parte stai?

in Esteri/Stati-Uniti

Poiché siamo pur sempre in estate, stagione dei passatempi per definizione (mercati a parte), e visto che mancano meno di quattro mesi alle presidenziali americane, vi segnaliamo questo interessante divertissement, che dovrebbe permettervi di identificare quale candidato si avvicina maggiormente alla vostra mappa valoriale. Quanto al vostro titolare, un non-evento, ma almeno è stata colmata una enorme lacuna: sapere chi diavolo sono Gary Johnson e Jill Stein.

iSideWith

As Time Goes By

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Questa sera, nel corso dell’edizione del Tg3 delle 19, l’inestinguibile Giovanna Botteri ci ha informati che, dopo l’avvio delle contrattazioni azionarie,

“Il titolo Facebook ha già perso i guadagni di ieri

Il che, considerato che oggi è il primo giorno di quotazione di Facebook (sul Nasdaq, per i più pignoli tra voi), è certamente inquietante. Continua ad esserci grossa crisi. Il Pulitzer può attendere.

La vera storia del buco di JPMorgan

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano Zona Euro

Non è ancora chiara la dinamica della enorme perdita, stimata parzialmente a due miliardi di dollari, prodottasi nella struttura londinese di JPMorgan nota come Chief Investment Office (CIO) tra la fine del primo trimestre e la precipitosa conferenza stampa convocata dal dominus della banca, Jamie Dimon, pochi giorni addietro. Le ipotesi sono diverse, tutte verosimili. Si è parlato (lo ha fatto lo stesso Dimon) di incaute operazioni di “copertura”, ma pare evidente che di copertura non si trattasse.

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Sotto la spada di Dimon

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

(Post tecnico-finanziario. Non chiamate gli economisti, qui non possono aiutarvi)

Ieri il CEO di JPMorgan, l’onnipotente Jamie Dimon, ha confessato che la sua banca dalla fine di marzo ha sofferto perdite per 2 miliardi di dollari sul suo portafoglio sintetico di credito, riconducibili all’attività della struttura londinese nota come Chief Investment Office (CIO). Alcuni utili da realizzo di posizioni ridurranno la perdita, ma l’unità dovrebbe chiudere il primo trimestre con una perdita di 800 milioni di dollari, rispetto a precedenti previsioni che ipotizzavano un utile di 200 milioni di dollari. Da una prima, sommaria analisi, pare che l’operazione sia frutto di un movimento avverso della cosiddetta base e del rischio ad essa connesso, che in finanza ne ammazza più della spada.

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Occupazione Usa: ripresa lenta, fragile e squilibrata

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Non è particolarmente esaltante, il dato sul mercato del lavoro statunitense pubblicato oggi e riferito al mese appena concluso. Certo, ci sono revisioni al rialzo nel numero degli occupati nel bimestre precedente, ma complessivamente la creazione di occupazione resta anemica, anche se da inizio anno mantiene ancora (almeno a livello statistico) un passo compatibile sia con il progressivo riassorbimento dei senza lavoro che con le speranze di rielezione di Barack Obama.

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Il complotto a favore dell’America

in Economia & Mercato/Stati-Uniti/Unione Europea

L’euro oggi è in vistoso rafforzamento contro dollaro. Motivi? Una effimera pausa nella tragedia greca, con l’annuncio che il governo di Atene ha approvato i dettagli per la ristrutturazione del debito in mano ai  privati. Presto torneranno i soliti timori, ad esempio che meno del 95 per cento degli obbligazionisti aderirà “spontaneamente”, e dovranno quindi essere attivate le clausole di azione collettiva (CACs), che indurranno le agenzie di rating a dichiarare un default selettivo (SD) del debito greco, ed il “regolamento di conti” sui credit default swap.

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Giovanardi d’America

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Raggiunto l’accordo di massima per il prolungamento a tutto il 2012 della riduzione di due punti percentuali della payroll tax a carico del lavoratore, in scadenza a inizio marzo. Sono circa 40 dollari a settimana in più nelle tasche della famiglia media statunitense. La cosa più interessante è che i Repubblicani hanno fatto cadere la pregiudiziale che l’intervento venisse finanziato con un corrispondente taglio di spese. In questo modo, si crea deficit aggiuntivo a carico del 2012 per circa 100 miliardi di dollari. Potenza della campagna elettorale. Previsto anche il prolungamento dei sussidi straordinari di disoccupazione, che tuttavia ora avranno estensione massima non più di 99 ma di 73 settimane, ed in alcuni stati di sole 63.  Il costo per questo provvedimento è di 30 miliardi di dollari. I Repubblicani hanno ottenuto la loro piccola vittoria ideologica con l’inserimento nel provvedimento della possibilità che gli stati chiedano ai beneficiari dei sussidi di disoccupazione di sottoporsi a test antidroga. Al prossimo giro per avere l’indennità di disoccupazione servirà anche la certificazione delle proprie preferenze sessuali? Questo GOP è ormai diventato un partito malato terminale di ideologia. Considerato che la congiuntura americana volge decisamente al meglio (mai  comunque cantare vittoria troppo presto), ci sono le premesse per avere una campagna elettorale presidenziale piuttosto noiosa.

Buon compleanno, crisi

in Economia & Mercato/Stati-Uniti

Sono passati esattamente cinque anni da quando HSBC annunciò che avrebbe fortemente aumentato i propri accantonamenti a perdite, ben oltre quanto stimato dagli analisti, per fronteggiare il rapido deterioramento delle posizioni in mutui subprime detenute sul mercato americano, soprattutto attraverso la propria controllata Household. Qui il resoconto di Bloomberg di quel giorno. Rialzo dei tassi da parte della Fed e andamento cedente dei prezzi immobiliari sono citati tra le cause dell’accelerazione delle delinquencies su mutui subprime. Sembrava solo un incidente di percorso, invece fu l’inizio di tutto.

I crediti d’imposta di Obama

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Il discorso di Barack Obama sullo Stato dell’Unione segna per molti aspetti l’avvio della campagna elettorale del presidente incumbent, toccando alcuni temi sensibili per l’elettorato. Tra essi, c’è ovviamente quello fiscale e della diseguaglianza. Dopo aver ripreso e rilanciato la Buffett Rule, quella sorta di principio fiscale in base al quale un imprenditore (o manager, o banchiere) non dovrebbe pagare meno tasse della propria segretaria, Obama si concentra sul tentativo di rivitalizzare la manifattura americana. Ma il risultato finale, in entrambi i casi, è un tripudio di crediti d’imposta offerti o negati, strumento fiscale politico (cioè distorsivo) per antonomasia. Manca una visione d’insieme, e la volontà di mettere mano ad una Grande Riforma del Tax Code americano, entro una strategia offertista.

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Un impegno concreto: più deficit per tutti i candidati Repubblicani

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Il think tank nonpartisan Tax Policy Center ha elaborato una simulazione sulla variazione del gettito d’imposta federale al 2015, in conseguenza dell’applicazione dei programmi fiscali dei candidati repubblicani alla Casa Bianca. Il risultato, assai poco sorprendente, è un crollo del gettito, variabile dai 600 miliardi di Romney ai 1300 miliardi di Santorum. Mancano le stime per il piano di Ron Paul ma, trattandosi di manovra simile a quella dei suoi competitor, difficile pensare ad un recupero di gettito.

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Si avvicina la fine della trappola della liquidità?

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Così sembrerebbe, almeno secondo Greg Mankiw, che sul suo blog ricorda di aver calcolato in passato un modello per il livello-obiettivo del tasso sui Fed Funds (il tasso chiave della politica monetaria statunitense) e che oggi, secondo gli ultimi dati, quel livello, pur se ancora negativo, starebbe avvicinandosi alla soglia che non giustificherebbe oltre il mantenimento di una ZIRP (zero interest rate policy).

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