Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Stati-Uniti - page 3

Subprime, JPMorgan “patteggia” 13 miliardi

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il Dipartimento della Giustizia statunitense e JPMorgan Chase hanno trovato un accordo per una transazione giudiziaria in sede civile relativa alla vendita di titoli rappresentativi di mutui il cui valore è crollato durante la crisi finanziaria del 2008. Si tratta dell’accordo transattivo più rilevante mai raggiunto tra il governo degli Stati Uniti ed una impresa privata, e vedrà il pagamento di ben 13 miliardi di dollari da parte della banca guidata da Jamie Dimon, mostro sacro della finanza statunitense.

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La iattura della ripresa

in Economia & Mercato/Italia/Stati-Uniti/Unione Europea

Ieri la Federal Reserve, al termine del proprio meeting di politica monetaria, ha comunicato l’eventualità di una progressiva fuoriuscita dalle operazioni di easing quantitativo, cioè dagli acquisti di Treasury ed obbligazioni ipotecarie, oggi pari a 85 miliardi di dollari al mese. I mercati hanno accentuato il movimento, iniziato dopo che Ben Bernanke aveva accennato a questa eventualità, lo scorso 22 maggio, e dopo che si era levato un discreto frastuono tra i governatori della Fed sul quando e come uscire dal QE3, che è cosa diversa dall’iniziare ad aumentare i tassi ufficiali.

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Inventarsi la lezione americana

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Stati-Uniti

Editoriale sul Corriere di Francesco Giavazzi ed Alberto Alesina sulle “lezioni” che gli Stati Uniti hanno dato all’Eurozona in termini di più rapido ritorno ad una specie di normalità macroeconomica e di fuoriuscita più o meno rapida dalla crisi. E’ quasi convincente, davvero.

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Il ritorno di antiche tradizioni

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Negli Stati Uniti da qualche tempo, in parallelo al rally di borsa, si è affermata una tendenza che è la riproposizione di quanto già visto prima dello scoppio della crisi: indebitarsi utilizzando come garanzia un attivo patrimoniale. Nella scorsa esistenza era il debito contratto a valere sulla propria abitazione, ed utilizzato per espandere soprattutto i consumi. Il nome esotico della pratica era “mortgage equity withdrawal“, cioè la monetizzazione a debito di parte del valore netto dell’abitazione, cioè la differenza tra quest’ultimo ed il mutuo residuo in essere. Oggi la stessa pratica viene effettuata ponendo a garanzia il proprio conto titoli in amministrazione, quello che viene chiamato brokerage account. Il rischio di finire nei guai resta alto.

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Fiat, l’importanza di essere americani

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

La vigorosa azione di politica monetaria non convenzionale della Federal Reserve, che ha schiacciato i tassi ufficiali a zero e promette di mantenerli tali ancora per anni, ha avuto un importante effetto collaterale: la ricerca spasmodica di rendimento da parte degli investitori, che hanno rovesciato fiumi di denaro soprattutto sulle obbligazioni High Yield, quelle a minor merito di credito e che talvolta vengono definite “spazzatura”.

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Bernanke ripudia la Fata Fiducia

in Discussioni/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Stati-Uniti/Unione Europea

Nel corso della testimonianza davanti alla Commissione Bancaria del Senato degli Stati Uniti, martedì scorso, Ben Bernanke ha commentato i potenziali effetti negativi dell’entrata in vigore della cosiddetta sequestration, cioè dei tagli automatici alle spese per discrezionali e di Difesa, che dovrebbero entrare in vigore alla mezzanotte di oggi, ora di Washington, conseguenza dell’accordo di Capodanno tra Casa Bianca e Congresso sulla manovra di consolidamento fiscale.

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Obama contro S&P

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Più di un processo, serve una legge sui conflitti di interesse delle agenzie di rating

di Mario Seminerio – Libertiamo

Martedì scorso, l’Amministrazione Obama ha formalmente accusato l’agenzia di rating Standard& Poor’s di aver mentito agli investitori sul reale stato del mercato immobiliare statunitense nell’imminenza dello scoppio della bolla subprime, perché ciò avrebbe significato perdere clienti, cioè le società che richiedono l’emissione di un rating su proprio debito. La mossa ha conseguenze potenzialmente di vasta portata, non solo per S&P ma più in generale per tutto il sistema delle agenzie di rating, ed è verosimilmente destinata a causare ampi fraintendimenti anche a casa nostra, dove già vi sono evidenze di un improprio protagonismo di frange della nostra magistratura inquirente, nella più placida inconsapevolezza di una politica che ha ormai perso il polso dei tempi. Ma andiamo con ordine.

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Luoghi comuni d’America

in Adotta Un Neurone/Esteri/Stati-Uniti

The United States of Paranoia“, di Jack Ohman, editorial cartoonist di The Sacramento Bee. Ovviamente l’angolo visuale è quello orridamente liberal, ma la paranoia destra resta tutta. Cliccare per ingrandire.

USofParanoia

Spremuta di tasse, ma trionfa sempre Bush

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Contravvenendo allo spirito natalizio ed alla quiete sintetica che di solito caratterizza l’inizio anno di noi decadenti occidentali, ci corre l’obbligo di segnalarvi un piccolo dettaglio sul cosiddetto “accordo” tra Casa Bianca (e Democratici) e Repubblicani per “evitare” l’ormai celebre Fiscal cliff , che molti giornalisti italiani avevano già adottato come surrogato delle profezie Maya.

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Germania, la nuova Cina di Washington

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti/Unione Europea

E’ già successo altre volte nel passato, ma oggi le circostanze sono ancor più pressanti e critiche: gli Stati Uniti si stanno innervosendo per l’elevato e persistente surplus delle partite correnti tedesche, fonte di “asimmetria” entro un’Eurozona in perenne stretta fiscale e che rappresenta una strategia di free riding della domanda globale, senza peraltro contribuire ad essa. Significativo che il Tesoro statunitense riconosca il “progresso” cinese verso il riequilibrio bilaterale delle partite correnti, passato attraverso un apprezzamento dello yuan contro dollaro del 40 per cento dal 2005 ad oggi, a cui ha contribuito anche il recupero salariale in Cina.

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