Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Famous Last Quotes - page 2

Austere bufale

Non vi ammorberemo con le Previsioni di primavera della Commissione europea, che mostrano l’Italia al solito in coda nella crescita continentale. Ci preme invece segnalarvi un paio di commenti di ieri del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, su crescita e governance europea. Da cui si evince che le idee restano confuse.

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Lo specchio rotto di Vegas

Oggi si è tenuto l’incontro annuale del presidente della Consob con i mercati finanziari, che rappresenta (fatte le debite proporzioni), l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore della Banca d’Italia. Questo è il settimo ed ultimo anno della guida di Giuseppe Vegas, il quale anche a questo giro non ha perso l’occasione per lanciarsi in una serie di pregevoli offtopic, su temi ed argomenti che con la sua Autorità c’entrano assai poco.

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Alitalia, il padulo nazionale

Su la Stampa compare oggi un articolo che spiega cosa attende i contribuenti italiani riguardo ad Alitalia, nel futuro molto prossimo: buttare soldi nello sciacquone, a oltranza, fino a qualche approdo profondamente disfunzionale al sistema paese, come nella migliore tradizione italiana.

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Forse c’è speranza, dopo tutto

Tratto dall’ultimo numero della Enews di Matteo Renzi:

Renzi PMI

Va tutto bene, a parte il fatto che PMI non sta per “Piccole e Medie Imprese” ma per Purchasing Manager Index, che sarebbe l’indice dei direttori acquisti elaborato dalla società specializzata Markit. Quindi sì, forse c’è speranza. Forse quello dei politici non è solo cinismo ed il tentativo di mostrarvi traboccante un bicchiere variamente riempito ma tendente al mezzo vuoto. Forse è anche e soprattutto una sana ignoranza. E questo ci dà speranza, dopo tutto.

Un problema di comunicazione: un mancato aumento è una riduzione?

Ieri, nel clima di “celebrazioni”, riflessioni e buoni propositi per il Primo Maggio, abbiamo notato un episodio apparentemente minore ma paradigmatico del problema di comunicare ai cittadini le scelte e gli effetti di alcune iniziative governative. Tutto si riconduce all’esistenziale domanda: un mancato aumento è una riduzione?

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Alitalia, distratte spoglie

Sul Sole oggi trovate un interessante articolo di Simone Filippetti che spiega, partendo dall’ipotesi che Etihad potrebbe non aver perso troppo (o aver addirittura guadagnato) dall’acquisto di Alitalia, quali potrebbero essere gli asset cedibili in una procedura di liquidazione del vettore. Pare sia rimasto ben poco, alla fine.

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I gemelli del teatrino volante

L’ultima riedizione della crisi infinita di Alitalia sta inducendo un florilegio di dichiarazioni, interpretazioni, teorizzazioni che confermano che il Bar Sport Italia è sempre stracolmo di avventori. Dai romantici di sinistra, che ritengono di intravvedere nel no al referendum da parte dei lavoratori Alitalia l’ennesima alba della Nuova Era Progressista, ad editorialisti che riescono ad assimilare questo no a quello al referendum costituzionale del 4 dicembre, per motivi che ci sfuggono. Fino al sindacalismo di base, che mira a nazionalizzazione e, per i più spericolati, anche autogestione (inclusi chitarra e rutto libero, presumiamo). Poi c’è la politica, col suo codazzo di guitti smemorati e strateghi che plasmano il loro quotidiano lancio d’agenzia e di post sui blog in funzione dei borborigmi che sfiatano dai sondaggi.

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Rating, cosa bolle in pentola? La rana italiana

Dopo che l’agenzia di rating Fitch ha abbassato il merito di credito sovrano del nostro paese a BBB con outlook stabile, da BBB+ e outlook negativo, è iniziato l’abituale latrato pavloviano sul complotto di oscure forze del Male contro la Penisola. Nulla di nuovo sotto il sole, solo i soliti riflessi condizionati di rane in corso di bollitura in pentola.

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Padoan e il baratto della dannazione

Nel clima spensierato della Pasqua è passata pressoché inosservata (ma domani tornerà a fare increspare le acque della nostra dichiarazia in decomposizione) l’intervista del Messaggero al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Il quale, dopo tre anni trascorsi a prestare una patina di rispettabilità tecnocratica al renzismo (ed affondare in parallelo la propria reputazione), sta progressivamente emancipandosi dal committente, attirandosene gli strali. A questo giro, Padoan rispolvera i “testi sacri” dell’economista per lanciare un’idea che sa di muffa ma che potrebbe non aver alternative, oltre ad essere probabilmente una sorta di moneta di scambio con la Commissione Ue.

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