Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Italia

La strada per il dissesto è lastricata di buona flessibilità

L’ennesimo post terremoto italiano è sinistramente simile a quelli che lo hanno preceduto, così come alle fasi successive a grandi episodi di dissesto idrogeologico che punteggiano la storia del nostro paese. Al netto dei buoni sentimenti e della umana solidarietà, la frase ricorrente è “questa volta sarà diverso”. A questo giro iniziamo a sommare alla ferrea volontà di discontinuità con quella che è e resta una “tradizione” italiana (sismicità e dissesto del territorio) con le recriminazioni per non poter fare più deficit. Tutto già visto, ma l’incarognimento si sta accentuando.

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Il costoso ed inutile acquisto di tempo (indeterminato)

(Istruzioni per l’uso: post pieno di numeri ed ipotesi interpretative. Se avete fretta o non riuscite a mantenere la concentrazione, potete andare direttamente alle conclusioni, in fondo pagina)

I dati dell’Osservatorio mensile Inps sul precariato, pubblicati ieri e riferiti al periodo gennaio-giugno, confermano l’esaurimento della spinta propulsiva dei sussidi del Jobs Act ma anche una sorta di animazione sospesa del mercato italiano del lavoro. Ancora una volta, serve leggere i dati tenendo sullo sfondo la congiuntura, per evitare le solite correlazioni spurie. Resta tuttavia il problema di fondo: i sussidi del Jobs Act passeranno alla storia patria come l’ennesimo capitolo di spreco di denaro pubblico. Non per corruzione ma per insipienza.

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La sindrome cinese dell’Abi

Da alcuni giorni è in corso una singolare campagna, orchestrata dalla Associazione bancaria italiana col supporto del quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire. Il punto è così riassumibile: fermate la speculazione sulle banche italiane causata, tra le altre cose, da innovazioni tecnologiche quali il trading algoritmico. Affascinante tesi, che punta sull’hi-tech e sulle imperfezioni del mercato e non sul complotto banalotto di cui leggiamo da sempre. L’esito finale cambia poco, però: siamo sempre impegnati a scalare con le unghie la ormai tradizionale parete di vetro, per non voler vedere altro.

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Eurodivorzi tra specie consenzienti

Proseguendo nel lodevole scopo di comprendere e divulgare la politica economica di un eventuale governo grillino, il Sole tratta il tema del rapporto con Ue ed euro. Uscire dalla moneta unica e restare ìn Ue? Possibile, almeno a giudicare dalle ultime prese di posizione dei cittadini-portavoce, intenti ad armeggiare con il kit del piccolo chimico. Se non avete di meglio da fare, venite con noi in questi quattro passi nella psichedelia.

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Agosto, neurone mio non ti conosco

Piccola collezione di colpi di sole post ferragostani per ingannare il tempo in attesa del dissesto. Per fornire ennesima prova della propria esistenza in vita, ieri la sedicente associazione di consumatori Codacons ha lanciato un’idea per “salvare” MPS, forse prendendo alla lettera una nostra provocazione di qualche tempo addietro. Sfortunatamente per i nostri eroi, la papera continua a non galleggiare ma il lancio di agenzia resta la nostra disciplina olimpionica preferita.

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Riletture d’agosto: il segreto del nostro insuccesso

Infuriano anche e soprattutto in modalità agostana le analisi sul “male italiano”, l’assenza di crescita economica. Ad esempio, premi Nobel come Joseph Stiglitz rinverdiscono l’improbabile teoria dei “due euro”, cioè delle due velocità in Eurozona. Anche questa è una pallottola d’argento tipicamente agostana, oltre ad essere una caratteristica soluzione da economisti che ipotizzano di avere un apriscatole.

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Il Codice degli appalti e il complotto contro la crescita

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se la crescita italiana è a zero, ovviamente contribuisce a questo risultato non proprio esaltante la calma piatta degli investimenti pubblici in opere ed infrastrutture. Per fortuna, però, c’è chi ha capito tutto e indica le contromisure da adottare, aprendo gli occhi a chi si è dimostrato lento ed incapace di cogliere al volo le soluzioni tutto sommato così semplici ed ovvie da adottare.

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L’Italia è ferma, Renzi può galleggiare ma il paese sta diventando più fragile

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La prima stima della variazione del Pil italiano nel secondo trimestre conferma che la nostra economia resta intrappolata in un quadro di persistente stagnazione: un torpore che non viene scosso neppure da condizioni esterne eccezionalmente favorevoli. La crescita nulla nel trimestre e dello 0,7% sull’anno ci allontana da quell’1% che pare essere il nostro massimo potenziale. Con un tasso di occupazione e partecipazione alla forza lavoro tra i più bassi al mondo e una crescita della produttività che resta pressoché nulla, difficile attendersi molto di più, malgrado l’ossessiva grancassa sulla creazione di nuova occupazione per misteriosa mano del Jobs Act.

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‘O Ministro del (falso in) Bilancio

Un paio di giorni addietro è stato pubblicato sul Foglio un gustoso editoriale di Paolo Cirino Pomicino, già ministro del Bilancio in un governo Andreotti, tra il 1989 ed il 1992 (anni ruggenti del successo italiano, moneta sovrana inclusa). In esso, Pomicino riprende e rilancia un paio di temi forti della nostra patriottica élite, impegnata allo spasimo per difendere le ricchezze accumulate in decenni di sangue, sudore e lacrime da un paese sotto costante assedio delle Forze del Male e della cupidigia dello Straniero Predatore.

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Che ce frega della crisi, noi ci abbiam l’occupazion

In una intervista a l’Unità, il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, riflette sul pessimo dato del Pil italiano del secondo trimestre. La novità non è l’ormai abituale e falso ritornello del “così fan (male) tutti”, quanto la base su cui, secondo Taddei, poggerebbe la presunta resilienza dell’economia italiana.

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