Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Italia

Il dibattito italiano sul Fiscal Compact e i conti senza l’oste della realtà

Nell’ambito del dibattito, a dire il vero tutto italiano, su come superare il Fiscal Compact, il Sole ospita un interessante contributo di Luigi Marattin, consigliere economico della Presidenza del Consiglio. Prendendo le mosse dalla boutade balneare di Renzi, la richiesta di deficit-Pil al 2,9% per cinque anni, Marattin giunge ad una proposta economicamente sensata ma che finisce a scontrarsi con le difficoltà legate soprattutto al divenire dell’architettura istituzionale dell’Eurozona.

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Contrordine, italiani: Macron è il Male

Nella consueta omelia domenicale, oggi Eugenio Scalfari decide di scagliare i fulmini dal suo personalissimo Olimpo contro il presidente francese, Emmanuel Macron, reo di “autoritarismo”. Che altro non è, in realtà, se non riaffermazione dell’interesse nazionale. Perché gli italiani sono fatti così, anche i loro cosiddetti “intellettuali”: il mondo deve fare quello che è meglio per la penisola che va alla deriva nel Mediterraneo, altrimenti si grida all’autoritarismo.

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Ottimismo statisticamente rumoroso

Economia & Mercato/Italia

Ieri Eurostat ha reso nota la statistica aggiornata sull’andamento del rapporto debito-Pil in Ue ed Eurozona. Numeri interessanti per compiere una comparazione tra paesi. Oggi sul Foglio un corsivino prende atto del “progresso” italiano nella riduzione (sic) di tale metrica, come vaticinato settimane addietro da un noto aruspice panglossiano della contabilità nazionale.

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Solidarietà aggravata e continuata

Il presidente del Fondo Interbancario di tutela dei depositi (Fitd), Salvatore Maccarone, ha preso carta e penna ed ha scritto una letterina al Sole, pubblicata ieri. In essa, Maccarone invoca il rigore di lettera e spirito della norma europea contro il ruolo di ristoratore “di sistema” che l’Italia ha attribuito al Fondo, riguardo agli obbligazionisti subordinati. Perché alla fine la missione è una ed una sola: salvare gli obbligazionisti bancari italiani, tutti e sempre, a costo di morire dissanguati e far fare la stessa fine agli utilizzatori di servizi bancari.

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E’ stato nessuno, il maggior nemico dell’Italia

Ieri Quaestio Sgr, gestore dei fondi Atlante, ha emesso un comunicato in cui «smentisce ogni azione di qualsiasi rivalsa giudiziaria o di altro tipo contro banche, enti, istituzioni finanziarie e autorità». Nei giorni scorsi, Repubblica aveva scritto che il gestore avrebbe «passato in rassegna con alcuni legali l’opportunità di rivalersi in tribunale». Atlante I è giunto al termine della sua breve e dolorosa (per i suoi azionisti) esistenza, con 3,5 miliardi inceneriti in un anno e, in questa temperie fatta di smania di conoscere la verità, con minuscola e maiuscola, forse ci si attenderebbe esattamente un’azione giudiziaria da parte di quello che è il Grande Truffato dai bilanci delle banche venete.

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La digitalizzazione in punta di penna d’oca

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

ha, per caso di recente, avuto la giusta idea di rinnovare la carta di identità ed acquisire quella elettronica? Tutto gestito telematicamente ed informaticamente? Essendo “elettronica”, penserà caro Titolare, basteranno pochi minuti, un identificativo informatico, un upload di qualche file e si produce istantaneamente. Come avviene per le negoziazioni commerciali on line, no?

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Un fantasma si aggira per l’Italia: la legge sull’autismo

Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

quando si sbaglia, serve riconoscerlo chiaramente. Approfitto della sua ospitalità per ammettere l’errore che ho fatto di recente, sostenendo pubblicamente che non vi fosse quella legge sull’autismo che Renzi citava come uno dei propri successi (da ultimo, nell’intervista di Mentana). Ebbene, la legge esiste: peccato che – al momento – è come se non esistesse.

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Pro-ciclici a loro insaputa

In quello stagno dell’autoinganno che è la politica italiana, proseguono le onde prodotte dalla bislacca idea-spin di Matteo Renzi di chiedere alla Commissione Ue la possibilità di portare il deficit-Pil al 2,9% “per almeno un quinquennio”. A prescindere della congiuntura, pare. Una proposta da stato etilico che viene variamente commentata nel Bar Sport Italia. Oggi segnaliamo due reazioni del campo renziano, ad ennesima conferma che il leader più forte è quello che sa circondarsi di persone che, all’occorrenza, sanno dirgli “che cavolo stai dicendo, Willis?”

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I rischi della flat tax al 25%: nuovo debito pubblico e molte proteste

La giusta idea di superare l’Irpef, svuotata da cedolari e detrazioni. Ma politicamente è arduo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

L’Istituto Bruno Leoni, think tank liberista, ha elaborato un’ipotesi di riforma fiscale basata sulla flat tax, un’aliquota unica (ipotizzata al 25%), applicata per Irpef, Ires, Iva, imposta sostitutiva sui redditi di attività finanziarie. Si tratta di un tentativo organico di drastica semplificazione e ristrutturazione del fisco italiano, reso inefficace ed inefficiente da una irrazionale proliferazione di tributi ed agevolazioni che erodono le basi imponibili.

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Province: disastro a furor di editorialisti

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

In questi giorni sui giornali abbiamo letto molto di due temi: le province e soprattutto le città metropolitane al collasso finanziario e gli incendi affrontati senza elicotteri, aerei e sufficienti guardie forestali. Si dirà: può capitare. Se le province e le città metropolitane sono male amministrate, certo che rischiano il default; e se la natura infierisce col caldo, gli incendi divampano in modo così esteso che nemmeno un apparato di contrasto efficiente e preparato può contrastarli.

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