Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Italia - page 2

Province: disastro a furor di editorialisti

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

In questi giorni sui giornali abbiamo letto molto di due temi: le province e soprattutto le città metropolitane al collasso finanziario e gli incendi affrontati senza elicotteri, aerei e sufficienti guardie forestali. Si dirà: può capitare. Se le province e le città metropolitane sono male amministrate, certo che rischiano il default; e se la natura infierisce col caldo, gli incendi divampano in modo così esteso che nemmeno un apparato di contrasto efficiente e preparato può contrastarli.

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Sofferenze bancarie, dal produttore al contribuente?

Economia & Mercato/Italia

Il Credito Valtellinese ha comunicato la cessione di un pacchetto di sofferenze di valore nominale pari a 1,4 miliardi di euro, mediante cartolarizzazione. Il veicolo acquirente emetterà tre tranches di titoli, di cui quello senior sarà assistito da garanzia pubblica (Gacs) in caso di ottenimento di un rating investment grade [edit: è stato ottenuto, con Baa3 di Moody’s, la soglia minima sopra il junk]. E quindi?, direte voi. Quindi l’operazione presenta una peculiarità, peraltro non inedita.

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Passata è la tempesta, odo Patuelli far festa

Economia & Mercato/Italia

Assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana, momento di autocelebrazione e di sospiri di sollievo, quel sentirsi dalla parte giusta della storia, anche con la maiuscola, nell’aver criticato gli eccessi “ideologici” della Ue e di elogio per l’equilibrio ed il pragmatismo con cui “The Italian way” ha messo in sicurezza MPS e quello che è rimasto delle venete, senza attentare al leggendario articolo 47 della Costituzione più bella del mondo. A quello hanno già reiteratamente attentato banchieri e politici, nel corso del tempo.

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I gemelli Brunetta vi spiegano come essere autorevoli nel mondo

All’indomani dell’ultimo spin mediatico di Matteo Renzi, che riprende e rilancia il grido “no al Fiscal Compact” che ormai caratterizza tutte le sigle partitiche presenti nel parlamento italiano, fischiano e grandinano i lanci d’agenzia, le chiose e le critiche. Oggi lo avevano detto tutti, che il Fiscal Compact (peraltro mai realmente applicato, in questi anni) era brutto e cattivo. Meglio tornare a Maastricht, e chiedere un bel deficit-Pil fisso al fondoscala del 2,9%. Poi, se mai arrivasse in corso d’opera una recessione ci butteremo a terra urlando e dimenandoci, come quei guitti di strada che tentano di avere maxi risarcimenti per danno biologico senza neppure essere stati sfiorati.

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La triste storia di Matteo, che ignorava l’esistenza del ciclo economico

Il menù mediatico dei prossimi giorni, nell’osteria tossica chiamata Italia, è rappresentato dai lanci e dagli estratti della prossima fatica letteraria di Matteo Renzi, dal titolo Avanti, come il glorioso giornale del Psi. Oggi i maggiori quotidiani si sono divisi il compito, rilanciando stralci del libro corrispondenti ad altrettante aree di policy. Il Sole copre l’ambito dei conti pubblici e rapporto con l’Europa.

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Atlante e l’operazione di mercato che non lo era

Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Sole trovate un’intervista a Paolo Petrignani, amministratore delegato di Quaestio Sgr, gestore di Atlante ed Atlante 2, a commento della conclusione positiva dell’operazione MPS, con acquisto della tranche junior e mezzanina della maxi cartolarizzazione di sofferenze della banca senese. L’intervista lascia un senso di vertigine indotto dall’impressione di trovarsi in un universo parallelo dove Orwell si sarebbe trovato comodo come sul divano di casa.

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La nuova vita di MPS, minatore di “valore”

Economia & Mercato/Italia

Dalla versione in inglese dell’ennesima riscrittura del piano industriale di MPS, esteso al 2021, cogliamo una delle frasi tipicamente utilizzate dai consulenti manageriali, quelli che cambierebbero il mondo a colpi di PowerPoint, se solo qualcuno li lasciasse fare. Non è chiarissimo come vada interpretata tale frase, ma fa comunque un certo effetto.

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Scalciare una lattina piena di vermi, the Italian Job

Se state cercando riscontri al grande evento di ieri alla Camera, in cui, sotto l’egida del M5S, si è discusso sul tema “The Italian public debt in the Eurozone“, buffet incluso, resterete delusi. A parte un’intervistina veloce di Repubblica al confuso Wolfgang Münchau (che nei giorni dispari appronta l’exit ed in quelli pari ammonisce a non fare sciocchezze), c’è poco altro, incluso il gossip sul prezzemolino Marcello Minenna, vero erede nostrano di Yanis Varoufakis, che siede in confabulatio accanto alla Guida Spirituale Beppe Grillo, suscitando gridolini di eccitazione degli esegeti grillologi, ultima categoria del florido retroscenismo giornalistico italiano.

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Non solo bail-in: la nuova trappola nascosta nella direttiva BRRD

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo l’intervento di Intesa Sanpaolo, che rileverà a costo zero e con generosi sussidi pubblici la parte sana delle due popolari venete poste in liquidazione, la consegna ufficiale del “sistema” è una sola: ostentare ottimismo. Secondo la vulgata ufficiale, questo – per ora – limitato intervento pubblico è servito a “porre in sicurezza” il sistema bancario italiano, come si ripete da alcuni anni, prima di nuovi dissesti di nostri istituti.

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Oneri della burocrazia, restiamo sudditi

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

nello storytelling dei governanti nostrani di ogni ordine e grado la burocrazia è dipinta come un mostro munito di tentacoli tali da ostacolare le magnifiche sorti e progressive che altrimenti essi assicurerebbero al Paese. La raffigurazione sarebbe perfetta, se non mancasse un dettaglio importante. Gli artefici di quell’odiosa burocrazia sono i governanti stessi: e non solo attraverso i burocrati che essi collocano fiduciariamente in ruoli chiave delle amministrazioni dello Stato, ma altresì mediante le spese “burocratiche” che a vario titolo impongono a cittadini e imprese già oltremodo vessati.

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