Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Italia - page 360

Liberatela

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Possiamo, per una volta, essere d’accordo con Marco Follini? “E’ stata una bella manifestazione. E’ stata una manifestazione intensa e composta. Questa manifestazione ha messo insieme due cose: un sentimento umano votato alla liberazione di Giuliana Sgrena e un sentimento politico votato a chiedere una diversa posizione del nostro paese sull’Iraq. Condivido fino in fondo il sentimento umano, ho una diversa opinione politica. Non esserci è la conseguenza di questa diversa opinione”. Abbiamo seguito la diretta della manifestazione su Rai News 24, emittente satellitare ora presente anche sul digitale terrestre. Doveva essere la Cnn italiana (definizione fin troppo abusata e talvolta assolutamente offensiva nei confronti dell’emittente di Atlanta, come nel caso della definizione di “Cnn del Golfo” data ad Al-Jazeera), è invece un canale dall’orientamento ideologico ancora più distorcente ed unidirezionale del Tg3. Abbiamo sentito molte testimonianze, alcune condivisibili per la caratterizzazione umanitaria della richiesta di liberazione per Giuliana Sgrena (e come potrebbe essere altrimenti?), altre imbevute di disarmante ideologismo. Leggi tutto

Ricette e miracoli

Italia

L’Ecofin ha approvato il programma di stabilità presentato dall’Italia.

Possiamo attenderci che questa notizia passerà prevalentemente sotto silenzio da parte di quella larga parte dei media italiani che sono convinti che questo paese abbia come responsabili di politica economica dei giocatori d’azzardo e pure un po’ bari. La grancassa ed il rigorismo vagamente autolesionistico scatenati sui conti pubblici italiani dalla sinistra e dai suoi “giornali di riferimento” sono piuttosto sconcertanti, se solo si cerca di analizzare e capire il perché delle attuali difficoltà dei conti pubblici italiani, e non solo.

L’economia italiana, dopo l’introduzione della moneta unica europea, è entrata in una crisi strutturale causata da produzioni industriali a generalmente basso valore aggiunto, eliminazione dell’abituale leva strategica delle svalutazioni del cambio, tessuto produttivo prevalentemente costituito da imprese piccole e molto piccole, per ciò stesso strutturalmente inadatte ad investire in ricerca. La moneta unica ha drammaticamente messo a nudo la fallacia dell’ovvietà culturale secondo la quale la “genialità imprenditoriale” italiana, oltre ad alcune peculiarità, quali il lusso, il turismo e la trasformazione agroalimentare, sarebbero state più che sufficienti a consentire al nostro paese un posizionamento strategico vincente. Leggi tutto

Franco Marini Dixit

Italia

Annunciando la presentazione di un documento della Margherita sull’astensione al rifinanziamento della missione italiana in Iraq:

“Che c’entra riferirsi solo al governo italiano? C’è una situazione internazionale in movimento. Non dobbiamo guardare l’ombelico sui giudizi contro la guerra preventiva. Ora non serve a nulla. Occorre capire l’evoluzione della situazione. Non dobbiamo dirci quanto siamo stati belli e bravi ad essere contro la guerra”.

“Una forza politica di governo non può chiudere gli occhi di fronte agli spiragli, deve vedere se qualcosa si muove. Nella Federazione c’è una drammatica carenza di analisi”.

Quando c’ero io, caro lei…

Italia

Romano Prodi, in visita a Jacques Chirac, scolpisce: “Sull’atteggiamento post-elettorale la posizione è chiara : non un soldato, non una divisa, né di Francia, Germania e Spagna, né della Nato in Iraq».

Il messaggio del professore è quindi chiaro: l’Unione lavorerà per riportare l’Italia al centro del processo decisionale europeo che lui, chissà perché, tende ad identificare con Germania, Spagna e Francia, non con il Regno Unito di Blair che siede nell’Internazionale socialista ma è un nemico per i Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio che infestano la coalizione di sinistra-sinistra, con complemento d’arredo di qualche neo-doroteo alla Rutelli, e di qualche integralista di estrema sinistra catto-sociale alla Rosy Bindi. Leggi tutto

L’Unione è fatta, l’unità seguirà

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UNIONE:FASSINO, RESPONSABILE CHIEDERE ANCHE VOTI OPPOSIZIONE

(ANSA) – ROMA, 11 FEB – Piero Fassino rinnova, alla trasmissione ‘Conferenza Stampa’, il concetto che il centrosinistra, se tornerà al governo, farà in modo di attuare il suo programma anche se dovesse, su alcuni temi specifici, mancare il consenso di tutta la maggioranza.
”Quando una maggioranza si trova di fronte al fatto che una sua parte non condivide una certa scelta, sia in politica estera o in altro – spiega Fassino – quella maggioranza ha due possibilità: la prima di non fare niente e dire ‘mi fermo’; e l’altra e’ di non sottrarsi alla propria responsabilità di governo. In questo caso si presenta in Parlamento, anche se non tutta la maggioranza e’ d’accordo e li cercherà i voti”.
”Questo – sottolinea il segretario dei Ds – vuol dire dare garanzia che non ci sottrarremo alle nostre responsabilità e se la nostra posizione e’ giusta può ottenere, nell’interesse del paese, i voti dell’opposizione”. (ANSA).

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Secretare logora

Italia

Il ministro della salute, Girolamo Sirchia, è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati a Milano con l’ipotesi di reato di corruzione. Avrebbe ricevuto somme di denaro a titolo di false consulenze (peraltro estero su estero) per favorire negli appalti la società statunitense Immucor, ai tempi in cui era primario del centro di immunoematologia del Policlinico di Milano. Fin qui, nulla da dire: si tratta di una procedura di garanzia che segna l’avvio delle indagini. Quello che lascia piuttosto perplessi, per usare un britannico understatement , è il fatto che la fotocopia dell’assegno di 11.000 marchi pagato da Immucor a Sirchia è stata pubblicata due giorni fa da Repubblica, quando Sirchia non risultava ancora iscritto nel registro degli indagati, ed ha quindi appreso dai giornali dell’indagine a suo carico. A ciò si aggiunga che i magistrati di Milano titolari dell’indagine avevano in precedenza deciso di secretare i verbali d’interrogatorio di Mino De Chirico, ex presidente di Immucor. Quindi, da un lato si procede per evitare fughe di notizie, dall’altro si riconferma la tradizionale, solidissima alleanza tra il Palazzo di Giustizia di Milano e il gruppo Espresso-Repubblica. Riuscirà l’accigliato Csm, sempre pronto ad aprire fascicoli per difendere l’onorabilità dei magistrati, oltre che per archiviare azioni disciplinari a carico di alcuni di essi, ad aprire l’ennesima istruttoria per questa fuga di notizie che per restare in tema potremmo definire “chirurgica”? Ne dubitiamo fortemente, sarebbe oltretutto tempo perso…

Governareper…negazione della realtà

Italia

Il nuovo sito ulivista si chiama “governareper“. Al di là del titolo, vagamente auto-iettatorio, e del desolante ed autobiografico “under construction” nella sezione relativa al programma, il sito (citiamo) rappresenta “una iniziativa editoriale di area ulivista nata per sostenere il progetto politico di Romano Prodi attraverso l’elaborazione culturale e programmatica“. Tradotto dall’ulivese, si tratta di una raccolta di pensosi saggi elaborati dai soliti noti esponenti del think tank progressista, che ad intervalli regolari si riuniscono a Camaldoli o in qualche altro ameno luogo di clausura (dove in epoche felici si celebravano i fasti del millenarismo, precursore dell’ulivismo d’opposizione…) per elaborare strategie planetarie che, con inquietante regolarità statistica, finiscono poi nel cestino, o meglio nel “cassetto dei sogni”, quello dove la sinistra riformista e moderata ripone ordinatamente i propri desiderata dopo che gli stessi sono stati annichiliti dal Parolaio rosso e dalle sue numerose truppe di complemento non prima, of course, di aver suscitato fremiti di estasiata ammirazione nell’Edmondo Berselli di turno. Un esperimento editoriale che assomiglia all’esperienza del sito lavoce.info, altro serbatoio di idee (o più propriamente, di tautologico buonsenso), animato da un gruppo di docenti bocconiani, tra i quali spicca il professor Tito Boeri, che vediamo spesso ospite a Ballarò, su Raitre, impegnato a bacchettare i miscredenti del verbo “scientifico”. Martedì sera, ad esempio, si è lanciato in una filippica circa il fatto che l’economia mondiale è cresciuta nel 2004 al passo più rapido da molti anni a questa parte, cosa innegabilmente vera, soprattutto per merito dei paesi asiatici (Cina inclusa) e degli Stati Uniti. Non pago di questa evidente banalità, si è spinto ad affermare che in Europa solo l’Italia non è riuscita ad agganciarsi al treno della ripresa, a differenza, ad esempio, della Germania. Ieri, l’ufficio federale tedesco di statistica ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione nel paese che, a seguito dell’utilizzo di nuovi criteri statistici, peraltro più veritieri, è schizzata in gennaio al record dell’11.4 per cento, per un totale di oltre 5 milioni di disoccupati, massimo storico (non corretto per la stagionalità) dal 1933. Pur ammettendo l’esistenza di differenti criteri statistici, tuttavia non tali da stravolgere le tendenze sottostanti, giova ricordare che la disoccupazione italiana è attualmente all’8.1 per cento, ma che soprattutto evidenzia un trend favorevole di riduzione da almeno due anni, previsto peraltro continuare a tutto il 2006. L’Italia, malgrado gli strepiti francamente bizzarri della sinistra, che periodicamente tira per la giacchetta gli eurocrati di Bruxelles, invitandoli a perseguire “senza se e senza ma” il pernicioso lassismo fiscale italiano, resta al di sotto della soglia del 3 per cento nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, soglia che Francia e Germania hanno superato da ormai tre anni. Nel tentativo di stimolare la crescita, il governo rossoverde di Gerhard Schroeder ha rivisto al ribasso la struttura delle aliquote dell’imposta sui redditi: la massima passa dal 45 al 42 per cento, la minima dal 16 al 15 per cento. Per finanziare tale riduzione fiscale, il governo federale ha messo mano ad una riforma degli ammortizzatori sociali che, tra le altre misure, limita nel tempo l’erogazione di sussidi di disoccupazione. Possiamo, anche qui, ipotizzare un’attenuazione della progressività fiscale, promossa per giunta da un governo di sinistra. Ci saranno state anche in Germania le accuse di attentato alla convivenza civile nazionale? Naturalmente il professor Boeri, che verosimilmente a breve vedremo nella veste di candidato ulivista a un seggio o a un’authority, si è ben guardato dall’evidenziare questi dati, perché in quel caso avrebbe dovuto anche segnalare, per onestà intellettuale minimale, che la Germania mostra anche una chiara tendenza all’aumento dello stock di debito pubblico, ora a circa il 65 per cento del prodotto interno lordo.

Bar Sport

Famous Last Quotes/Italia

Giorgio Bocca
O della triste parabola discendente di una delle firme più prestigiose dello scorso secolo.

Resistere, resistere, resistere – “I veri resistenti in Iraq sono quelli che resistono (Monsieur De Lapalisse, ndr.) , caro Fassino, non quelli che la pensano come noi, i ricchi della Terra che, gira e rigira, la pensiamo come gli americani. Dire che i veri resistenti iracheni sono quelli che sono andati a votare significa che a nostro parere i resistenti armati, quelli che guidano le autobombe, che attaccano la polizia collaborazionista non lo sono, sono delle presenze demoniache indegne del nome di resistenti.” L’Espresso, 25 febbraio 2005

Eh si, gira e rigira la pensiamo sempre come gli americani…Otto milioni di collaborazionisti il 30 gennaio sono andati a votare…

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Storicismi

Italia

Parlando sul tema dell’odiosa prescrizione per gli autori della strage di Primavalle, Luciano Violante spreca l’ennesima opportunità per affrontare in modo responsabile il tema della giustizia in Italia.

Dopo aver invitato a “ricordare tutte le vittime di quegli anni, di destra e di sinistra” (ma è sempre stata la sinistra a negare anche la dignità della morte al “nemico”…), Violante si lancia in un’ardita opera di decontestualizzazione degli eventi dall’epoca in cui accaddero, e tenta di ascrivere i folli esiti di alcune sentenze della magistratura al più generale malfunzionamento della giustizia:

“La prescrizione? E’ una notizia che provoca sconcerto e indignazione, perché una strage di quel genere meritava una sollecitazione ben maggiore affinché i responsabili scontassero le condanne. Leggi tutto

Pane, companatico e tumori

Italia

Non ci sono ancora certezze sulle relazioni di causa-effetto tra presenza di discariche e patologie, ma di certo in 104 comuni della provincia di Caserta e 92 della provincia di Napoli i dati epidemiologici mostrano un “eccesso significativo”, rispetto quanto si attendeva a livello regionale, di mortalità generale, di mortalità per varie cause tumorali e di malformazioni. Lo dice uno studio pilota sul “Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana” condotto dall’Oms, l’Istituto superiore di sanità, il Cnr, l’assessorato alla Sanità e l’Osservatorio epidemiologico della Campania. Il rapporto, presentato oggi dal commissario straordinario per i rifiuti Corrado Catenacci e dal responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso, analizza il periodo compreso tra il 1994 e il 2002. Sono state studiate 20 cause di morte, tra cui la mortalità per tutte le cause, quella legata ai tumori più diffusi (esofago, stomaco, retto, polmoni, mammella, vescica, rene e leucemie) e le cause maldefinite.

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