Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Rassegna Stampa - page 2

Dicono di Phastidio...

Il settimanale – 6/5/2017

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Il settimanale – 29/4/2017

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  • Rating italiano declassato da Fitch. Al netto degli stucchevoli strepiti patriottici, ecco perché si tratta di valutazioni del tutto tardive e che non interessano ai mercati, che sanno già cosa guardare. E per noi non è un bel vedere;
  • Benessere equo e sostenibile, il cavallo di Troia dei fanatici della decrescita assai poco felice;
  • Il governo italiano ufficializza l’aumento Iva per il 2018. O meglio l’aumento scontato. Per qualcuno, si tratterebbe di una riduzione;
  • Allo scoccare dei fatidici cento giorni di tweet presidenza, Donald Trump presenta l’ipotesi di una bozza di riforma fiscale. Così com’è, scaverebbe voragini nei conti pubblici;
  • I lavoratori Alitalia respingono a furor di Cobas e cattivi consiglieri l’ennesimo piano industriale. E riparte la giostra della nostra dichiarazia cialtrona e bancarottiera;
  • Quanto varrebbe Alitalia in ipotesi di liquidazione? Forse quanto un non performing loan non garantito, visto che Etihad ha già estratto praticamente tutto quello che era asportabile;
  • L’Italia è quel paese in cui l’iniziativa privata risulta indistinguibile dagli espropri proletari;
  • Cercasi disperatamente scimmie replicanti di provincia per il ruolo di Macron d’Italia. Qualcuno si è già portato avanti;
  • C’è una regione italiana dove il populismo malato sta scivolando verso la stregoneria;

Il settimanale – 22/4/2017

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Le Belve e la consulenza finanziaria

Alla settima edizione del Forum Nazionale sulla consulenza finanziaria, organizzato da Ascosim, intervento di Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè e del vostro titolare. Le sfide della consulenza indipendente, nel momento in cui il legislatore tenta di accompagnare il processo di “debancarizzazione” della gestione del risparmio ma declina l’intervento in modo differente dall’esperienza prevalente estera, concentrandosi su piccole e medie imprese domestiche. In un simile contesto, i risparmiatori rischiano non poco, stretti tra la droga fiscale dei nuovi Piani individuali di risparmio (Pir), il forte appetito delle reti di vendita a costruire prodotti di risparmio gestito ad elevate commissioni di gestione, spesso senza giustificazione ma al solo scopo di catturare per sé il beneficio fiscale, l’enorme bias domestico dei Pir, che rischia di mandare a monte l’esigenza di diversificazione in portafogli che non sono esattamente modelli in tal senso.

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Il settimanale – 15/4/2017

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  • Per la serie tutta italiana “facciamo come…”, ecco a voi il Portogallo. Sicuri che l’imitazione convenga?
  • In alternativa potete ripiegare sulla corona ceca (che non è una birra), non prima di aver consumato un bel risotto al peyote, come l’autore di questo lisergico pezzo;
  • A proposito di illusioni ottiche e treccartari, volete sapere perché ogni anno il rapporto debito-Pil è atteso crollare negli anni successivi?
  • Nuove frontiere del morphing della faccia nel lato B: come creare inesistenti tesoretti di lungo periodo e vivere felici delle proprie [email protected];
  • Il QE di Mario Draghi non è stato usato dalle nostre banche per ridurre l’esposizione ai titoli di stato italiani. Chissà perché;
  • Il decreto di sfoltimento delle partecipate pubbliche fa tutto fuorché sfoltirle. Avevate dubbi?
  • L’assegno di ricollocazione, fallito alla nascita?
  • Le grandi, tragiche ironie italiane: essere agenzie di “attrazione” degli investimenti ma servire solo per procrastinare un fallimento sempre più vicino;

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Il settimanale – 8/4/2017

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Il settimanale – 1/4/2017

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  • Poiché è tanto di moda dire peste e corna della Ue, imputando ad essa il fallimento della nostra comunità nazionale, chi meglio di un vecchio detrattore come Giulio Tremonti per ricordarci che, prima della sventura europea, avevamo un Mezzogiorno che era un modello di incentivi pubblici e crescita economica?
  • Sempre per lo stesso filone reso celebre da un titolo del giornale satirico Cuore, il viceministro all’Economia ci spiega perché le misure temporanee, pur se costose, servono ad avviare un grande dibattito;
  • La triste storia del paese che divorò sé stesso, dopo essersi trasformato in laboratorio per la diffusione di virus economici letali, per incapacità a staccare la spina;
  • Ed alla fine il Regno Unito invocò l’Articolo 50. Sperando tra qualche tempo di non dover invocare altro;
  • Trump si schianta contro la riforma sanitaria. Ce n’est qu’un début;
  • La Procura di Trani archivia un’esaltante sconfitta patriottica. Ma il risorgimentale pm Ruggiero e la sua cravatta tricolore non sono soli, a lottare contro la lesa sovranità;
  • In attesa della campagna elettorale, esercitiamo il nostro keynesismo mettendoci una bella pietra al collo;
  • Nuove vette della superiorità morale. Attendendo un bel calcio al lato B;

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Il settimanale – 25/3/2017

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Non esistono pasti gratis ma il delirio è in omaggio

Puntata di Otto e mezzo del 18 marzo, condotta da Lilli Gruber con Domenico De Masi (sociologo), Antonio Monda (scrittore), Giovanni Veronesi (regista) e il vostro titolare (sé stesso). Torniamo sul tema dell’ultimo libro del simpatico De Masi, “Lavorare gratis, lavorare tutti” (la cui “filosofia” avevo già recensito qui), per una rapida escursione/incursione in un universo alternativo in cui si finisce a mischiare temi planetari (la disoccupazione tecnologica) con altri specifici alla crisi italiana (la fuga dei giovani e non solo, il welfare fallimentare). De Masi, che già anni addietro aveva identificato la radice della forza economica tedesca osservando che laggiù dopo le 17 gli uffici son deserti, si conferma grande ed apodittico affabulatore futurologo, con epidermica avversione per il fact checking ma forse proprio per questo ha ampio mercato mediatico in questo paese. Lamenta che molti suoi studenti restino a lungo disoccupati.

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Il settimanale – 18/3/2017

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  • Per il secondo anno consecutivo, la Spagna riduce il rapporto debito-Pil, malgrado il deficit elevato. Un confronto con l’Italia di chiacchiere, distintivo e vittimismo;
  • Il governo Gentiloni si prende paura, in nome e per conto del Pd renziano, e mette fuorilegge i voucher senza fornire soluzioni alternative. E ora?
  • In attesa del vertice di Roma per i 60 anni del Trattato istitutivo di quella che oggi è la Ue, il dibattito sugli improbabili cerchi concentrici è già finito su un binario morto;
  • A proposito di morti, e per l’eterno ritorno italiano, ecco l’ennesima futile “lotta contro il tempo“;
  • Italia, il paese delle riforme nate morte. Ecco a voi l’inutile FOIA;
  • Di fenomeni in giro non ce n’è. Forse per quello abbiamo una ristretta lista di soliti noti che si scambiano le sedie tra loro?
  • Chi ha detto che in Italia il mercato non ha supporter? Quello rionale ne ha di agguerriti, ad esempio;
  • Nella primavera della sinistra italiana torna la Tobin Tax, da far adottare al mondo intero con la sola imposizione del nostro fascino;
  • A destra risponde uno squillo. Uno, non una;

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