Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Stati-Uniti

Fassina, il compagno sovranista autolesionista

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia/Stati-Uniti

Oggi ci corre l’obbligo di segnalare uno di quegli sfondoni che potrebbero essere agevolmente imputabili agli effetti dei primi caldi. Dopo il disastroso vertice G7 di Taormina, nel quale Donald Trump ha ribadito che gli Usa sono contrati agli accordi di Parigi sul clima, e dopo la reazione un filo sopra le righe (fors’anche per ragioni elettorali) di Angela Merkel, del tipo “prepariamoci a fare da soli”, che per un egemone riluttante come Berlino sarebbe una notevole svolta, diamo conto dell’accesso di tosse che ha colpito alcune pulci italiane.

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Soft Power alla cinese

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti/Video

Ecco l’ultimo video virale (o auspicato tale dai produttori) proveniente dalla Cina, che con l’iniziativa Belt and Road sta tentando di proiettare la propria potenza internazionale secondo canoni “occidentali”, fatti di cooperazione, tecnologie “green” ed una “comunità di destino condiviso per l’umanità”, niente meno. Nel momento in cui Washington non ha ancora deciso che fare da grande (visto il presidente che si ritrova, diventare adulti appare al momento una chimera), Pechino tenta pure col soft power, un tempo arma culturale occidentale e soprattutto americana, per dare spin al suo progetto neo-globalista.

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Donald, che non era Ronald

in Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Annunciati dall’Amministrazione Trump gli assi portanti della riforma fiscale promessa in campagna elettorale. Mancano molti dettagli, entro i quali al solito il demonio tenderà a nascondersi, ma l’impressione è che siamo di fronte ad una nuova puntata della serie “l’apprendista che non riusciva ad apprendere”.

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I mercati iniziano a svegliarsi: sopravvalutata l’efficacia di Trump

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Lo stop alla riforma sanitaria certifica che la nuova presidenza è già in stallo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il mercato azionario statunitense sta dando segni di nervosismo di fronte allo stallo che si sta impossessando della caotica e sin qui declamatoria presidenza di Donald Trump. A due mesi dal giuramento, il bellicoso immobiliarista che uno scherzo del destino cinico e sovrano ha portato alla Casa Bianca sta scoprendo quanto può essere ampio il golfo tra proclami e realtà, mentre gli osservatori ripassano una lezione sempre dimenticata: avere dalla propria parte il Congresso, come omogeneità partisan, è condizione necessaria ma non sufficiente per avanzare la propria agenda.

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La rischiosa scommessa dei mercati: puntare su Trump senza credergli

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri/Stati-Uniti

Dietro i record di Wall Street la fiducia nel programma del presidente, ma non si prende sul serio il suo protezionismo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Come è possibile avere contemporaneamente alla Casa Bianca un uomo che passa il tempo lanciando virulenti proclami protezionistici e mercati finanziari di tutto il mondo che crescono come se fossimo entrati in una nuova era di libero scambio e globalizzazione rampante, con la ciliegina sulla torta della “soglia 20.000” dell’indice Dow Jones? È quello che molti osservatori ed investitori si chiedono, dopo i rialzi successivi all’elezione di Donald Trump, lo scorso 9 novembre.

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I dolori della non più giovane Theresa

in Discussioni/Esteri/Famous Last Quotes/Stati-Uniti/Unione Europea

Oggi la premier britannica Theresa May incontrerà il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Ieri a Philadelphia, in un discorso tenuto alla delegazione Repubblicana al Congresso, May ha menato disperati colpi al cerchio ed alla botte. Come conciliare la nuova proiezione liberoscambista del Regno Unito che si accinge alla Brexit con una presidenza Usa che (almeno a parole) misura amici e nemici sulla base del saldo commerciale bilaterale, l’indicatore più inutile che esista in economia? Come restare “alfieri del mondo libero” in un contesto di nazionalismi montanti, primi fra tutti i propri? Ah, saperlo. Ed in effetti, May non lo sa.

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Cantiere Trump, occhio ai carichi sospesi

in Discussioni/Economia & Mercato/Stati-Uniti

I primi atti della presidenza Trump paiono andare nella direzione indicata in campagna elettorale: convocazione dei produttori di auto alla Casa Bianca per mostrare il campionario di bastoni e carote, fuoriuscita dal TPP, annuncio dell’avvio della costruzione del muro col Messico. Occorre tuttavia prestare attenzione alla linea di confine tra azioni ad alto contenuto simbolico e quelle sostanziali, cioè aderenti nei fatti alla lettera della campagna elettorale. È ancora presto per dare un giudizio ma le contraddizioni potenziali non mancano.

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Usa: gli effetti collaterali globali del protezionismo per via fiscale

in Articoli/Economia & Mercato/Stati-Uniti

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In attesa dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, e di capire se la sua retorica protezionista verrà tradotta in realtà, è utile analizzare il progetto di riforma dell’imposizione sulle imprese, elaborato dai Repubblicani della Camera dei Rappresentanti, guidati da Paul Ryan, che di fatto tenta di raggiungere gli stessi effetti dei dazi minacciati da Trump, ma con apparentemente minori effetti collaterali.

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Le nazionalizzazioni americane immaginarie del signor Rossi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri/Famous Last Quotes/Italia/Stati-Uniti

Ad intervalli regolari, nel nostro paese vengono importate bufale. Ancor più spesso, si tratta di bufale prodotte in Italia ed esterovestite. Non si tratta di formaggi, ovviamente, ma di panzane. Meglio se di dichiarata provenienza statunitense, perché gli Usa restano un modello, positivo e negativo, per noi piccoli abitanti della periferia e provincia dell’Impero. Dalla bufala su “facciamo come gli americani, scarichiamo tutto!”, che ancora resiste nella hit parade delle scemenze domestiche, e che giunse ad avere come testimonial il buon Angelino Alfano a quella, più sofisticata, diffusa da Matteo Renzi sull’espansione fiscale di Obama come modello da seguire in Europa.

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Trump, un conflitto d’interessi all’italiana

in Esteri/Stati-Uniti

Come riporta e ricorda il Financial Times, Donald Trump si accinge a passare alla storia come il presidente degli Stati Uniti con il maggior potenziale di conflitto d’interessi. I suoi affari appaiono inestricabili dal suo ufficio pubblico, malgrado egli affermi vigorosamente il contrario, mentre tenta di incolpare di questo spin la “stampa imbrogliona”. Le cose in effetti sono piuttosto problematiche, e per noi italiani molto familiari. Il caro, vecchio e romantico concetto di democrazia liberale, già da tempo consunto dall’uso e ormai derubricato a nobile simulacro, è a rischio di finire come il dodo.

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