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Qualche puntualizzazione spicciola sul dato anticipato ieri da Tito Boeri sulle richieste di decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato. Non per gufare ma per mettere in guardia sull’utilizzo dei dati nell’Italia renziana del 2015, quella che i libri di storia ricorderanno come un’era rivoluzionaria. In cui avvenne un’insurrezione contro logica e buonsenso.

Chi usa le piazze e le strade di Firenze a scopi commerciali dovrà pagare tariffe più alte per l’occupazione del suolo pubblico. Lo prevede una modifica al regolamento sulla Cosap, il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. Dopo l’approvazione da parte della giunta, la delibera passa all’esame del consiglio comunale. Proviamo a capire se la misura ha senso, nella città del dinamico premier, tuttora guidata da quello che era il suo vice.

Sentite questo ticchettio di sottofondo? E’ il conto alla rovescia al prossimo primo gennaio, quando potrebbe scattare la prima ondata di clausole di salvaguardia, del valore di oltre 12 miliardi di euro. Manca una vita, direte voi. Anche no, visto il modo molto old fashion con cui si è intervenuti sulla spesa quest’anno. E visto che siamo da tempo in messianica ed ormai patologica attesa di un Godot alla spending review, dopo che Piero Giarda gettò la spugna e dopo che Carlo Cottarelli è stato agevolato all’uscita da Matteo Renzi, che pure aveva spergiurato che compito della politica fosse fare delle scelte su un menù offerto dai tecnici e dalla tecnica. Ma al momento continua a non accadere.

Ma voi lo ricordate, il furioso dibattito sull’anticipo del Tfr in busta paga? Ricordate l’enorme potenziale della misura, modello libertario come pochi altri, che libera dal bisogno o consente di privilegiare più consumi, in caso vi pungesse vaghezza di titillare il vostro lato epicureo? Datemi un Tfr in busta paga e solleverò il mondo. Come spesso accade nel dibattito pubblico italiano, fatto di crassa ignoranza e propaganda d’accatto, anche questo “esperimento” appare ben avviato a finire nella spazzatura della piccola storia di un paese di parolai.

Poiché ogni giorno ha la sua croce ed ogni mese italiano ha la sua patrimoniale, oggi analizziamo per puro diletto la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma del fisco lanciata di recente dalla Cisl. Diciamo subito che queste iniziative fanno parte dello strumentario di posizionamento di partiti, sindacati e movimenti politici. In altri termini, sono specchietti per le allodole (a volte, pure per i gonzi), quindi analizziamole per quello che sono: un simpatico passatempo.

Da qualche giorno (o forse sono solo ore), il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, è diventato silente. Forse ciò è dovuto al fatto che la Grecia e le “Istituzioni” (cioè la ex Troika) stanno finalmente negoziando nel silenzio metodi e contenuti di quella che sarebbe la conclusione del bailout in essere, e che è stato prorogato di quattro mesi. Pareva positivo che Varoufakis stesse tacendo, dopo quello che siamo riusciti a leggere nei giorni scorsi sui “guardoni fiscali” non professionali, muniti di telecamera e microfono. Il problema è che ora parla il resto del governo greco, con in testa il premier, e già sentiamo la mancanza dell’economista blogger.

Come informa Istat, a gennaio la produzione industriale italiana ha segnato uno scioccante meno 0,7% mensile, contro attese per un recupero dello 0,2%. Ancora una volta, le previsioni sono state fragorosamente sconfessate. E questa non è l’unica cattiva notizia del giorno, peraltro.

In Venezuela le maggiori catene della grande distribuzione hanno “accettato volontariamente” di dotarsi di sistemi biometrici di controllo delle impronte digitali, per una più efficace attuazione della dottrina rivoluzionaria del razionamento dei generi alimentari.

«E’ una grande notizia per il Venezuela. Sconfiggeremo i contrabbandieri, i capitalisti, i ladri. Vinceremo questa guerra economica e garantiremo al popolo il suo alimento!”

ha detto il presidente Nicolas Maduro, che presto comparirà nei maggiori talk politici italiani come ospite fisso in collegamento via satellite, mentre i suoi epigoni indigeni esibiranno in trasmissione una coccarda con l’immagine di Marx ed il motto rivoluzionario: “Vuoi perdere peso? Chiedimi come”.

Durante il fine settimana, gli svizzeri hanno bocciato a schiacciante maggioranza la proposta referendaria di rendere esentasse gli assegni erogati dai datori di lavoro e destinati al mantenimento dei figli e quelli per la formazione. Quello che lascia basiti, da questo lato del confine, sono le motivazioni del fronte del no. Ennesima conferma che gli svizzeri sono degli alieni planati sulla terra ed insediatisi nel cuore dell’Europa.

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