Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Salvare Trump dalla realtà

Nuova, ennesima cocente sconfitta per il povero presidente degli Stati Uniti. O meglio, per il suo partito, che resta spaccato e non riesce a far avanzare la rottamazione e contestuale sostituzione dell’Obamacare, la riforma sanitaria attuata dal predecessore di Donald Trump, e che ha dato copertura assicurativa a più di 20 milioni di persone. Ma c’è anche altro, nella quotidiana dose di ceffoni che la realtà assesta al palazzinaro capitato alla Casa Bianca per uno scherzo di pessimo gusto della Storia.

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Pro-ciclici a loro insaputa

In quello stagno dell’autoinganno che è la politica italiana, proseguono le onde prodotte dalla bislacca idea-spin di Matteo Renzi di chiedere alla Commissione Ue la possibilità di portare il deficit-Pil al 2,9% “per almeno un quinquennio”. A prescindere della congiuntura, pare. Una proposta da stato etilico che viene variamente commentata nel Bar Sport Italia. Oggi segnaliamo due reazioni del campo renziano, ad ennesima conferma che il leader più forte è quello che sa circondarsi di persone che, all’occorrenza, sanno dirgli “che cavolo stai dicendo, Willis?”

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I rischi della flat tax al 25%: nuovo debito pubblico e molte proteste

La giusta idea di superare l’Irpef, svuotata da cedolari e detrazioni. Ma politicamente è arduo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

L’Istituto Bruno Leoni, think tank liberista, ha elaborato un’ipotesi di riforma fiscale basata sulla flat tax, un’aliquota unica (ipotizzata al 25%), applicata per Irpef, Ires, Iva, imposta sostitutiva sui redditi di attività finanziarie. Si tratta di un tentativo organico di drastica semplificazione e ristrutturazione del fisco italiano, reso inefficace ed inefficiente da una irrazionale proliferazione di tributi ed agevolazioni che erodono le basi imponibili.

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Province: disastro a furor di editorialisti

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

In questi giorni sui giornali abbiamo letto molto di due temi: le province e soprattutto le città metropolitane al collasso finanziario e gli incendi affrontati senza elicotteri, aerei e sufficienti guardie forestali. Si dirà: può capitare. Se le province e le città metropolitane sono male amministrate, certo che rischiano il default; e se la natura infierisce col caldo, gli incendi divampano in modo così esteso che nemmeno un apparato di contrasto efficiente e preparato può contrastarli.

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Il settimanale – 15/7/2017

Rassegna Stampa

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Sofferenze bancarie, dal produttore al contribuente?

Economia & Mercato/Italia

Il Credito Valtellinese ha comunicato la cessione di un pacchetto di sofferenze di valore nominale pari a 1,4 miliardi di euro, mediante cartolarizzazione. Il veicolo acquirente emetterà tre tranches di titoli, di cui quello senior sarà assistito da garanzia pubblica (Gacs) in caso di ottenimento di un rating investment grade [edit: è stato ottenuto, con Baa3 di Moody’s, la soglia minima sopra il junk]. E quindi?, direte voi. Quindi l’operazione presenta una peculiarità, peraltro non inedita.

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Il triste compleanno del governo May

Ieri Theresa May ha “festeggiato” il primo compleanno del suo governo. Da festeggiare c’è assai poco, ovviamente, visto che sono stati dodici mesi buttati tra proclami senza senso del tipo “Brexit means Brexit”, una scoppola elettorale di proporzioni epiche, un partito sempre più lacerato, un’economia in evidente rallentamento rispetto alla robusta espansione in atto in Eurozona. Ma il bello deve ancora venire.

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Passata è la tempesta, odo Patuelli far festa

Economia & Mercato/Italia

Assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana, momento di autocelebrazione e di sospiri di sollievo, quel sentirsi dalla parte giusta della storia, anche con la maiuscola, nell’aver criticato gli eccessi “ideologici” della Ue e di elogio per l’equilibrio ed il pragmatismo con cui “The Italian way” ha messo in sicurezza MPS e quello che è rimasto delle venete, senza attentare al leggendario articolo 47 della Costituzione più bella del mondo. A quello hanno già reiteratamente attentato banchieri e politici, nel corso del tempo.

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I gemelli Brunetta vi spiegano come essere autorevoli nel mondo

All’indomani dell’ultimo spin mediatico di Matteo Renzi, che riprende e rilancia il grido “no al Fiscal Compact” che ormai caratterizza tutte le sigle partitiche presenti nel parlamento italiano, fischiano e grandinano i lanci d’agenzia, le chiose e le critiche. Oggi lo avevano detto tutti, che il Fiscal Compact (peraltro mai realmente applicato, in questi anni) era brutto e cattivo. Meglio tornare a Maastricht, e chiedere un bel deficit-Pil fisso al fondoscala del 2,9%. Poi, se mai arrivasse in corso d’opera una recessione ci butteremo a terra urlando e dimenandoci, come quei guitti di strada che tentano di avere maxi risarcimenti per danno biologico senza neppure essere stati sfiorati.

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La triste storia di Matteo, che ignorava l’esistenza del ciclo economico

Il menù mediatico dei prossimi giorni, nell’osteria tossica chiamata Italia, è rappresentato dai lanci e dagli estratti della prossima fatica letteraria di Matteo Renzi, dal titolo Avanti, come il glorioso giornale del Psi. Oggi i maggiori quotidiani si sono divisi il compito, rilanciando stralci del libro corrispondenti ad altrettante aree di policy. Il Sole copre l’ambito dei conti pubblici e rapporto con l’Europa.

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