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“Nei primi due mesi dell’anno aumentano del 20,7% i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato e aumenta la quota di lavoro stabile sul totale, passando dal 37,1% del primo bimestre 2014 al 41,6%. Stabili le retribuzioni nei nuovi contratti a tempo determinato”. Lo comunica l’Inps sulla base dei dati dell’osservatorio sul precariato. Se vi fermate a questa frase, vi fermate al dato lordo. Rimettete la bottiglia nel secchiello.

Ricordate l’assurda ed oscena vicenda dell’Imu sugli “imbullonati”, cioè sui macchinari ed impianti utilizzati dalle imprese, che vengono fissati all’immobile in cui si trovano ed in conseguenza di ciò possono determinare l’aumento della rendita catastale e la conseguente maggiorazione dell’Imu? In Italia esiste una sorta di maleficio, nel dibattito pubblico: dopo che si è discusso a sfinimento di un tema, meglio se nei talk politici, tra strepiti e non sequitur, dove i sudditi possono rapidamente polarizzarsi intorno alle due tesi in una sorta di wrestling dei falliti, tutto o quasi torna allo stato originario, e sul tema cala il silenzio. La realtà, nel frattempo, scava inesorabile sottotraccia.

I prestiti delle banche al settore privato hanno registrato, a febbraio, una contrazione su base annua del 2% (-1,8% a gennaio). Lo afferma la Banca d’Italia secondo cui i prestiti alle famiglie sono calati dello 0,4% sui dodici mesi (-0,5 nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti del 3 per cento (-2,7% a gennaio). In pratica, è in corso una ripresa talmente vibrante che il credito al settore privato diminuisce, non riuscendo neppure ad esibire la ormai celebre ripresa da derivata seconda che caratterizza la propaganda di un paese in bancarotta intellettuale. Ma forse le nostre aziende hanno un tale imponente autofinanziamento da non necessitare di credito neppure per finanziare l’espansione del capitale circolante. Non è che qui manchino le basi, è che siamo proprio in un universo parallelo. Ma che ve lo dico a fare?

Sempre della serie “Vi piacciono i dati lordi? Ecco qualcosa per voi“, vi comunichiamo un bel numeretto, tratto dall’ultimo bollettino delle entrate tributarie, e segnalato oggi dal Sole. Perché le tasse stanno diminuendo, e così speriamo di voi.

«La stangata retroattiva sui fondi pensione porta nelle casse dello Stato 1,1 miliardi nel primo bimestre del 2015: un dato superiore del 93% (novantatrepercento, ndPh.) rispetto all’anno precedente grazie all’aumento dall’11,5 al 20% dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sul risultato di gestione delle forme pensionistiche complementari, introdotto con effetto retroattivo dalla legge di Stabilità 2015. Al sostegno delle entrate nei primi due mesi del 2015 ha contribuito il versamento del 16 febbraio effettuato da istituti di credito e intermediari dell’imposta sostitutiva applicata al “maturato” delle gestioni individuali di portafoglio: si tratta di 500 milioni (pari a 61,7%) dovuti principalmente all’aumento dal 20 al 26% delle rendite finanziarie applicate al risparmio gestito»

I numeretti del giorno sono offerti da un articolo di Enrico Marro sul Corriere di oggi, relativi alla tassazione locale, il famoso federalismo fiscale all’italiana, ed a quella degli immobili. Per avere la misura di quanto è accaduto alla pressione fiscale italiana negli ultimi anni, e procurarvi un sottile brivido al pensiero che l’attuale esecutivo sta lavorando alla local tax che “unificherà” (per l’ennesima volta) la tassazione locale. E chissà perché, ad ogni rivoluzione di questo tipo la pressione fiscale tende ad aumentare.

Siamo ormai prossimi alla presentazione del DEF e del PNR (Programma Nazionale di Riforma), e magicamente i giornali stanno riempiendosi di accorati appelli a “scongiurare” il primo aumento di imposte indirette che dovrebbe scattare dal prossimo primo gennaio. Abbiamo quindi già pronto il menù di chiacchiere dei prossimi mesi, che in realtà sarà ovviamente e pesantemente condizionato dalla crescita che riusciremo a mettere in carniere. Ne frattempo vi omaggeremo di alcune elucubrazioni, nostre ed altrui.

Oggi sul Messaggero compare un’intervista pasquale a Matteo Renzi, in cui il premier fa il punto sullo stato di avanzamento dei lavori del cantiere italiano, promette ai cittadini contribuenti che non ci saranno nuove tasse nella Legge di Stabilità del prossimo anno (a pochi giorni dalla presentazione del DEF) e si esibisce in alcune interpretazioni di politica economica che sono l’inquietante conferma che il Nostro ha uno strano concetto dell’economia e dei numeri da essa prodotti. Oltre ad essere il nuovo campione nazionale di correlazioni spurie, ma questa non è esattamente una notizia.

Ora che abbiamo scoperto il ricchissimo filone dei numeri sottoposti a tortura e che quindi confessano ogni cosa, potevamo mancare l’appuntamento mensile con l’andamento dei consumi elettrici, la nuova hit nella disciplina olimpionica del lancio dell’Ansa? Questo mese ci sono ottime notizie. Anzi, no. E comunque, c’è una medaglia d’oro allo spin per le relazioni esterne di Terna. Meglio che nulla.

Viviamo tempi talmente complessi che può persino accadere che il vostro titolare risulti pienamente d’accordo con Luca Ricolfi. O meglio, che il vostro titolare e Ricolfi si limitino ad applicare il buonsenso, rispetto a quella che è ormai una manipolazione sfacciata e grossolana di singoli dati statistici da parte dei nostri eroi governativi. In realtà, appare ormai del tutto evidente che siamo di fronte ad una reinterpretazione à la carte della realtà, fatta di selettività maliziose.

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