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In molti si sono chiesti per quale motivo, in occasione delle forti turbolenze di questi giorni sui mercati, la moneta unica europea si è apprezzata in modo vistoso, soprattutto contro dollaro. La risposta più verosimile risiede in quanto fatto sinora dalla Bce, o meglio nella reazione a tale apprezzamento.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come abbiamo avuto modo di apprendere, le regioni hanno causato un buco di bilancio stimato nel massimo in 20 miliardi, grazie ad un trucchetto contabile. Invece di utilizzare le anticipazioni finanziarie concesse loro dal d.l. 35/2013 per sbloccare – finalmente – i pagamenti agli imprenditori a secco di liquidità, hanno considerato i denari loro assegnati dallo Stato come mutui, per finanziare spesa corrente nuova, lasciando indietro i pagamenti. E alterando le risultanze dei conti consuntivi.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il drammatico crollo dei mercati azionari di ieri, preannunciato nei giorni e settimane precedenti da sinistri scricchiolii, quasi tutti originatisi in Cina, segna la sconfitta epocale della tecnocrazia monopartitica di Pechino, sin qui considerata quasi onnisciente. Ma per indurre una simile deflagrazione planetaria è stato ovviamente determinante il concorso di mercati finanziari sempre più interconnessi ed integrati, e di condizioni di liquidità globale che è al contempo abbondante e scarsa.

Oggi su Repubblica un articolo di Valentina Conte spiega in dettaglio la proposta per rendere permanenti, dal 2016, gli sgravi contributivi per assunzioni col nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele cosiddette crescenti. Il piano è stato elaborato dall’economista Tommaso Nannicini ed è quanto ci si attenderebbe nell’Era del Fichi Secchi con cui tentare di andare a nozze, cioè ridurre strutturalmente il costo del lavoro. E poiché l’economia è la scienza delle risorse scarse, cioè dei tradeoff, l’esito deriva strettamente dalle premesse.

Cose che si sapeva come sarebbero finite: l’Italia è punto di approdo di ampia parte di migranti dal Sud del mondo. L’Italia chiede inutilmente aiuto agli altri paesi europei, in termini di condivisione dell’onere di accoglienza; non ottenendolo, oppure ottenendolo in modo molto sparagnino, l’Italia procede ad esercitare pressione sui partner europei, manifestando una benevola trascuratezza nelle procedure di identificazione e fotosegnalamento dei migranti.

Il M5S ha da sempre una tecnica comunicativa e narrativa molto precisa: mescolare il vero al verosimile, creare salti logici attraverso i quali potrebbe agevolmente essere contenuto il Grand Canyon, e mostrare alla sofferente cittadinanza quanto sarebbe migliore la vita se solo alla guida del paese vi fossero loro, gli incorruttibili e puri patrioti stellati. Il tema delle cessioni a non residenti di imprese italiane, per sua natura, si presta perfettamente allo scopo.

Puntata di mercoledì 19 agosto di Focus Economia, condotto su Radio24 da Simone Spetia. Intervento del vostro titolare sul nuovo salvataggio della Grecia, dopo l’approvazione del medesimo da parte del Bundestag. Riflessioni su uno stato amministrativamente e fiscalmente premoderno, sulla stretta fiscale che nel breve termine causerà ulteriore peggioramento della congiuntura, sulla sostanziale assenza di alternative praticabili, sulla bizzarra matematica finanziaria dei tedeschi. Ciliegina sulla torta il messaggio di un ascoltatore che si dice convinto che “i greci hanno votato per uscire dall’euro”. Noi invece attendiamo fiduciosi il referendum per rientrare nella realtà e mettere al bando le dissonanze cognitive. Audio qui, dal minuto 37:25 al termine. Buon ascolto.

Non è che Moody’s sia lo scriba ufficiale delle Tavole della Legge, sia chiaro. La previsione di una crescita italiana nel 2016 di solo l’1% da parte dell’agenzia di rating statunitense è solo un’opinione, basata su ipotesi evolutive delle principali variabili macroeconomiche domestiche e, soprattutto, globali. Ma prima che i soliti noti alzino il ditino dicendo “Moody’s chi, quella che dava la tripla A a Lehman?” (perché in Italia ignoranza e frasi fatte scorrono a fiumi, come noto), forse bisognerebbe riflettere sullo scenario che abbiamo davanti.

Il 2 settembre giungerà alle Camere il progetto di legge di iniziativa popolare voluto dalla Cisl per erogare mille euro annui in più, su base pressoché universalistica (lavoratori, pensionati, incapienti). E sin qui, tutto molto bello, come avrebbe detto Bruno Pizzul. I problemi sorgono nelle coperture e nella filosofia ad esse sottostante. Oggi la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, ha inviato una bella letterina al direttore de La Stampa, per illustrare il dettaglio dell’iniziativa. Il testo della quale trovate qui. Noi abbiamo già commentato nel (de)merito, molti mesi addietro.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Poco più di due anni fa, a maggio 2013, la Federal Reserve di Ben Bernanke annunciò la progressiva rimozione dell’eccezionale stimolo monetario introdotto per combattere la crisi scoppiata prima con il crollo di Lehman e poi con la crisi dell’Eurozona, avviando a conclusione il programma di acquisto titoli, il cosiddetto easing quantitativo. I mercati finanziari mondiali reagirono con una preoccupazione che, nel caso dei paesi emergenti, divenne panico, con crolli delle valute locali contro dollaro causati da imponenti deflussi di capitali.

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