Blog Pagina 2

Si è lungamente discusso, durante il fine settimana, se l’accordo (o meglio, il pre-accordo)  tra la Grecia e la Ue possa definirsi o meno una capitolazione del governo Tsipras davanti ai creditori internazionali. Osservando i termini del pre-accordo e le puntualizzazioni successive sembrerebbe di si, ma più verosimilmente l’esito va ricondotto alla classica operazione di acquisto di tempo, da parte di entrambi gli schieramenti. Ciò non toglie che alcune considerazioni di fondo possano essere espressa già da ora, e sono quelle più “esistenziali”.

Declinazione di leadership, a.D. 2015:

Non c’è invece la tendenza di Renzi a procedere evitando il confronto, a recitare la parte dell’uomo solo al comando come dice la stessa Boldrini?
«Non vedo l’uomo solo al comando. C’è un leader e sono due cose differenti. Se la sinistra è spaventata dalla leadership, e non mi riferisco alla Boldrini parlo in generale, ha un problema di modernità»

Sul suo cellulare il numero di Renzi è sempre memorizzato come Mosè?
«Sempre. E la nostra Terra promessa è quella dove c’è più lavoro, dove ci sono più occupati»

(Graziano Delrio, intervista a Repubblica, 22 febbraio 2015)

“Il Presidente del Consiglio ha scritto una norma che in sostanza comporta enormi vantaggi per i grandi evasori del nostro Paese” seguendo la logica del “più sei ricco e più evadi. Più evadi e più vale la pena evadere”. Lo scrive il blog di Beppe Grillo in un post in cui si ipotizza: “se dall’inchiesta della procura di Genova emergesse che il babbo di Renzi, oltre ad essere indagato per bancarotta fraudolenta, fosse coinvolto anche in evasione e frode fiscale? Nessun problema, a ricambiare il favore questa volta ci sta pensando la manina del figlio” (Ansa, 10 gennaio 2015)

“Premetto che Gino Paoli è mio amico” e “quindi potrei essere considerato poco obiettivo. Ma a questo gioco al massacro di una persona di 80 anni non pregiudicato, mai inquisito, per alcunché, che mi risulti, io non ci sto! I cittadini sono diventati vittime sacrificali, mostri da sbattere in prima pagina senza che possano difendersi”. Così Beppe Grillo sul suo blog dove precisa: “Io non ho ‘mosso i miei’ contro Gino Paoli. Aspetto la magistratura prima di emettere qualunque giudizio, alla faccia degli sciacalli dell’informazione” (Ansa, 20 febbraio 2015)

Primo anniversario del governo Renzi, le celebrazioni sono in corso, le giaculatorie su “non ci fermiamo”, “non arretriamo di un millimetro”, “cambiamo l’Italia”, “non è che l’inizio” sono il segnale orario quotidiano degli italiani. C’è un ambito in cui l’azione del governo Renzi è sinora risultata semplicemente imbarazzante, ed è il fisco. Una sarabanda di annunci, retromarce, provvedimenti semplicemente nocivi, un assalto senza precedenti al risparmio degli italiani, realizzato con l’enorme ipocrisia di escludere il debito pubblico dalla “armonizzazione” dell’imposizione, con mascalzonate linguistiche ripetute ossessivamente per diventare assioma, nel prevalente silenzio dei media, per connivenza o semplice ignoranza. Pur se con qualche lodevole eccezione.

Nuovo exploit neolinguistico fiscale di un esponente del Pd, sia pure di fresca acquisizione. Questa volta è il turno di Andrea Romano che, a Piazzapulita, spiega al colto ed all’inclita cosa è “rendita finanziaria”, in contrapposizione a “risparmio” e quando il risparmio degenerato, cioè divenuto “improduttivo”, si trasforma in “rendita”, autorizzando quindi una tassazione punitiva.

Puntata di ieri di Omnibus La7, condotta da Alessandra Sardoni con Francesco Boccia (Pd), Augusto Minzolini (Forza Italia), Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica di Milano), Fabio Martini (La Stampa), Mario Adinolfi (La Croce) ed il vostro titolare. Si è parlato della minaccia libica e delle dichiarazioni interventiste di esponenti di governo e maggioranza.

di Daniele Muritano

In Italia esiste una legge che obbliga chi trasferisce a titolo gratuito un bene (mobile o immobile) di rilevanza culturale, a comunicarlo entro 30 giorni alla competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. La sanzione, inspiegabile, irragionevole e sproporzionata riguardo ai beni immobili, trattandosi di atti facilmente reperibili consultando online il catasto e i registri immobiliari (e “al netto”, diciamo, della norma che impone alla p.a. di non richiedere ai cittadini dati di cui è già in possesso, ma tant’è…) è la reclusione fino un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469.

Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”.

Resta aggiornato!