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Sarà fatto

John McCain si porta avanti:

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Save the date: 5 giugno

La politica estera al bivio: le sfide del nuovo governo

Roma, 5 giugno 2008, ore 15 - 19
presso la sede de L’Opinione, Via del Corso 117, Roma

Realismo e idealismo, illusioni e cinismo, ordine morale e ordine globale: le sfide della politica estera italiana tra la volontà (o l’illusione?) di una svolta e il rischio (o l’esigenza?) della continuità.
I Riformatori Liberali ed Epistemes.org, in collaborazione con L’Opinione, organizzano una giornata di discussione e di analisi sulle sfide di politica estera che attendono il nuovo governo.

Intervengono:

  • Fiamma Nirenstein (giornalista, scrittrice e deputato del PDL)
  • Khaled Fouad Allam (giornalista, docente universitario, esperto di politica estera)
  • Benedetto Della Vedova (presidente dei Riformatori Liberali e deputato del PDL)
  • Arturo Diaconale (direttore de L’Opinione)
  • Carmelo Palma (segretario dei Riformatori Liberali)
  • Andrea Gilli (ricercatore di Relazioni Internazionali, animatore del centro studi Epistemes.org)
  • Mauro Gilli (ricercatore di Relazioni Internazionali, animatore del centro studi Epistemes.org)

Amici miei, liberisti immaginari

Negli ultimi due giorni abbiamo letto elogi sperticati del Cav., nella sua nuova veste di statista quieto e dialogante con l’opposizione. Ieri abbiamo sentito il neo-ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, a Ballarò, parlare di nascita della “Terza Repubblica”, quella in cui è ufficialmente cessata la pregiudiziale antiberlusconiana da parte dell’opposizione parlamentare. O di parte di essa, visto che Di Pietro ha deciso di perseguire pervicacemente la sua strategia di nicchia grillesca, e finora il mercato elettorale gli ha dato ragione, aumentando significativamente il suo “fatturato politico”. Si dice anche che Berlusconi abbia una squadra di ghost-writer che gli distilla il comune sentire degli italiani.

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Cattivi pensieri

di Andrea Gilli

Riflessione. Se a Hizbullah riesce il colpo di Stato in Libano, la presidenza Bush riuscirà perfino dove Carter aveva fallito - namely, a rafforzare direttamente i suoi più importanti avversari. In questo caso, l’Iran.

Prima hanno eliminato i suoi principali nemici geopolitici, i talebani e Saddam. Poi gli hanno regalato le province sciite irachene e afghane. E infine con il colpo di genio della Rivoluzione dei cedri sono riusciti nell’impossibile. Dall’avere un Paese controllato in parte da Teheran via Damasco, fra un po’ avremo un Paese controllato tutto da Teheran, senza Damasco.

L’ultima perla è Annapolis. Era nata per aggregare i Paesi arabi intorno agli USA, in chiave anti-iraniana, attraverso il perno di uno Stato Palestinese. Non avremo né il perno né lo Stato. Tutto continuerà a girare, ma intorno ad Hamas, che sentitamente ringrazia.

Per fortuna l’obiettivo era contenere l’Islamismo radicale. Altrimenti ci sarebbe quasi da preoccuparsi.

links for 2008-05-14

Caro-petrolio, dai mercati regole comuni contro la speculazione

di Mario Seminerio

I prezzi del petrolio sono cresciuti drammaticamente negli ultimi sei anni. Il West Texas Intermediate (WTI), benchmark del mercato, ha superato i 126 dollari, a fronte di soli 19,9 dollari alla fine del 2001. Un aumento di oltre il 500 per cento. Il motivo fondamentale alla base del rally dei prezzi è dato dalla crescita della domanda, a cui l’offerta non è riuscita a stare al passo. Nel quinquennio 2003-2007 la domanda globale di petrolio è aumentata di 8,1 milioni di barili al giorno, mentre nel quinquennio 1998-2002 l’incremento è stato di soli 4,1 milioni di barili al giorno. La Cina è stata la principale fonte di tale domanda aggiuntiva: i consumi cinesi sono cresciuti di 2,5 milioni di barili al giorno (più 50 per cento) tra il 2002 ed il 2007, quando l’industrializzazione del paese è entrata in una fase di accresciuta dipendenza energetica (per lo sviluppo di industrie energivore quali costruzioni ed acciaio) ed il numero di veicoli per le strade è fortemente aumentato.

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La paura e la speranza - 1

Da dove iniziare a recensire l’ultima fatica letteraria del nostro ministro dell’Economia? Difficile immaginarlo, tali a tanti sono i piani di analisi e diagnosi in essa confusamente affastellati. Ricorriamo allora ad un miserrimo espediente, che la dice lunga sulla nostra inadeguatezza a comprendere i paradigmi del libro: seguiamo la numerazione delle pagine, il nesso verrà.

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Il rischio della detassazione degli straordinari

Su noiseFromAmerika Alberto Lusiani spiega efficacemente i rischi insiti nel provvedimento di detassazione degli straordinari che il governo si accinge ad approvare. La motivazione del provvedimento (che appare ispirarsi all’analoga iniziativa di Sarkozy) risiede nella condivisibile esigenza di contrastare l’elevata pressione fiscale e contributiva che grava al margine sul lavoro, cioè su ogni ora aggiuntiva lavorata. Il rischio, soprattutto in un paese “creativo” come l’Italia, è quello di abusi potenzialmente catastrofici, per fisco e Inps, provocati dallo spostamento di ore lavorate dall’ambito ordinario (tassato) a quello straordinario (detassato).

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Il ritorno del neocon prodigo

L’ultima fatica di Robert Kagan, The Return of History and the End of Dreams, è valso al suo autore l’aggettivo/epiteto di realista. Il Ventunesimo secolo, per Kagan, sarà molto simile al Diciannovesimo, con il ritorno del confronto tra Grandi Potenze, che Kagan suddivide in Democrazie (liberali ed Occidentali) ed Autocrazie (asiatiche). Per questo motivo l’analista neoconservatore, che oggi si compiace per l’ascesa al potere dei “filoamericani” europei Merkel e Sarkozy, ritiene ormai dissolto quel clima da “fine della storia” che tanto aveva illuso gli idealisti negli anni Novanta. Clima che non è mai esistito, se non come wishful thinking di alcuni neocon, sempre desiderosi di mostrare i muscoli a stelle e strisce al pianeta, anche a costo di segare il ramo d’albero su cui gli Stati Uniti sono seduti.

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links for 2008-05-11