Blog Pagina 2

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto anomalo rispetto alla prassi, non sono state fornite valutazioni sui rischi di scenario, cioè sulla direzione verso cui la Banca centrale Usa vede evolvere la congiuntura nel breve periodo. Questa circostanza ha aumentato l’incertezza sui mercati finanziari, che da inizio anno sono sottoposti a un martellamento ribassista che ha spinto alcuni osservatori a preconizzare una imminente deriva recessiva globale.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ieri ha tenuto a ribadire alcuni punti circa le nuove norme sui salvataggi bancari e sulla situazione patrimoniale delle banche italiane. Che tale posizione di Visco sia finalizzata soprattutto a difendere la sua istituzione dalle critiche per la gestione della risoluzione delle quattro banche commissariate, oltre che per l’intera storia dell’attività di vigilanza, rileva poco e punto. Quel che rileva maledettamente sono l’inaffidabilità internazionale e la cacofonia istituzionale che questo paese tende a produrre in quantità industriali.

  • La bad bank pubblica ottiene il via libera dalla Ue ma per fortuna dei contribuenti è molto probabile che serva a poco e nulla;
  • In precedenza il Pangloss italiano aveva nuovamente spiegato che la Ue proprio non riesce a comprendere le nostre peculiarità, signora mia;
  • Come può un ex banchiere essersi scordato tutto a questo modo?
  • I consumatori italiani hanno una fiducia incredibile, i loro portafogli sembrano assai meno ottimisti;
  • Di redazioni polifoniche ed analisi da copia-incolla (altrui);
  • Dovrebbe essere stato il maggiordomo ma la fine del libro ancora non si vede;
  • In Giappone l’Esperimento continua a non funzionare;

Ieri sera, a Ottoemezzo su La7, il leader di Italia Unica e candidato sindaco di Milano, Corrado Passera, ha espresso la sua personalissima opinione sul cosiddetto “salvabanche” del governo Renzi, quello che ha posto in liquidazione le quattro banche commissariate decidendo l’azzeramento senza speranza di recupero degli obbligazionisti subordinati. Premesso che tale azzeramento “senza speranza” appare severamente censurabile ed improvvido, Passera ha avanzato una controproposta che pare invece lunare, oltre ed evidenziare conoscenza molto limitata del quadro normativo. Perché è vero che la politica è l’arte del possibile, ma la realtà resta a presidiare il portone.

Pubblicati oggi i dati sulle vendite al dettaglio giapponesi di dicembre, e non è un bel vedere. Su base annua, la flessione è dell’1,1%. Prosegue quindi la debolezza del consumatore giapponese, colpito da una insufficiente crescita delle retribuzioni rispetto alla crescita delle pressioni inflazionistiche indotte dalla reflazione causate soprattutto dal deprezzamento del cambio. Un forte indizio del fallimento della Abenomics.

Il MEF ha emesso il comunicato con cui si dettagliano le modalità operative della garanzia pubblica di cartolarizzazione delle sofferenze bancarie (per gli amici, GACS). Da una prima lettura appare che la Ue ha ottenuto di preservare il rispetto delle dinamiche di mercato, che le cartolarizzazioni potevano comunque avvenire anche senza garanzia pubblica (e vedremo perché), che gli esiti saranno molto differenti da banca a banca, e che per alcune non ci sarà beneficio reale, in caso abbiano portafogli di sofferenze a basso valore atteso di recupero.

Mentre attendiamo fiduciosi l’esito dell’incontro tra il ministro italiano dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, sulla creazione di una bad bank italiana pubblica, “leggera ed efficace”, è di oggi sul Sole un editoriale di Marco Fortis, detto Pangloss. L’uomo che, quando si tratta dell’Italia, vede bicchieri traboccanti ovunque, anche sotto un cumulo di macerie. Aveva già fatto così al nadir della crisi, invocando la presunta sovracapitalizzazione degli italiani rispetto al debito pubblico (e suggerendo implicitamente, in tal modo, la presenza di una prateria per l’imposizione patrimoniale ordinaria e straordinaria), oggi fa lo stesso per il nostro sistema bancario, nel tentativo di sminuire ed esorcizzare il peso delle sofferenze. Con argomentazioni contabilmente verosimili ma piuttosto fragili ove poste al fuoco della realtà.

Pubblicato oggi da Istat il dato sulle vendite al dettaglio di novembre. L’indice destagionalizzato delle vendite a valore corrente (che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dello 0,3% rispetto a ottobre 2015, a fronte di attese per un incremento congiunturale dello 0,5%. Nella media del trimestre settembre-novembre 2015, il valore delle vendite registra tuttavia una variazione nulla rispetto al trimestre precedente. Detto così, qualcuno potrebbe agevolmente obiettare che, essendoci disinflazione o più propriamente deflazione, il valore corrente delle vendite non è un buon indicatore.

Resta aggiornato!

ARTICOLI

di Mario Seminerio - Il Fatto QuotidianoLa riunione della Federal Reserve del 27 gennaio è terminata con un comunicato in cui, in modo piuttosto...