Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il settimanale – 17/9/2016

Rassegna Stampa
  • Prima delle cupe previsioni di Confindustria per il Pil italiano 2017, Pier Carlo Padoan aveva escluso alleggerimenti Irpef per il 2017, dicendo tuttavia che la pressione fiscale è comunque in calo. Certo, come no;
  • Che accadrà al termine del Qe della Bce? Per l’Italia, nulla di buono;
  • Due parole sul surplus commerciale tedesco, la cui eventuale (ed auspicabile) riduzione non porterebbe benefici decisivi all’Italia;
  • Due euro is mègl che uan? Anche no;
  • In Italia la produttività del lavoro sta letteralmente affondando;
  • Dove e come l’Italia ha speso i fondi europei per ricerca ed innovazione;
  • La vecchia era delle nuove Iri si arricchisce di un nuovo capitolo: un treno chiamato spesa pubblica;
  • In Giappone si registra un lieve aumento di immigrazione: è l’inizio di una nuova era?

Giappone, arrivano gli immigrati?

Come segnala il Financial Times, in Giappone sta (forse) accadendo qualcosa di epocale: un circospetto, lieve ma significativo ricorso a manodopera d’immigrazione. Sarebbe una profonda discontinuità, nel paese che sinora è riuscito a conciliare una popolazione tra le più anziane al mondo con la chiusura pressoché totale a lavoratori stranieri.

Leggi tutto

Il Phastidio del doppio euro

Puntata di Spazioeconomia del 12 settembre, condotta da Flaminio De Castelmur e Riccardo Pizzorno, ospiti Francesco Simoncelli ed il vostro titolare. Si parla di doppio euro, la trovata riciclata da Joseph Stiglitz per promuovere il suo ultimo libro, e che gira sopra le nostre teste ormai da un lustro. Oltre a varia altra umanità, tra cui l’incapacità storica (antropologica?) dell’Italia a stare in un accordo di cambio e farsi disciplinare da un vincolo esterno, la difficoltà a fare riforme supply side in assenza di domanda, il nostro esistenziale handicap demografico. Dal minuto 20 circa al minuto 56. Buon ascolto.

Il deficit di comprensione del surplus

Come noto, nella disperata ricerca di capri espiatori e complotti esterni a cui imputare la non brillantissima performance economica nazionale, gli italiani ed i loro prestigiosi editorialisti hanno trovato da tempo un numero da coccolarsi e per cui sdegnarsi: il saldo delle partite correnti tedesche, o meglio il saldo commerciale germanico, che del primo è magna pars. “Se solo i tedeschi riducessero il loro surplus, noi cresceremmo di più!”, è il ritornello ricorrente. Ma da cosa deriva il surplus tedesco? E in che modo noi italiani potremmo avvantaggiarci da una sua riduzione?

Leggi tutto

Partita (doppia) persa

Economia & Mercato/Italia

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha confermato che la legge di Stabilità 2017 non conterrà alleggerimenti Irpef. La cosa non è scandalosa, visto che lo stesso Padoan nei mesi passati ha detto più volte che ogni riduzione di imposizione fiscale sarebbe stata valutata in base alle compatibilità finanziarie ed allo scenario economico. Più singolare che il ministro abbia ritenuto di dare un contentino sottolineando “continuiamo però a ridurre la pressione fiscale, che è scesa di un punto dal 2013”. Qui non tutto è chiarissimo.

Leggi tutto

La fine del Quantitative easing Bce sarà la resa dei conti per l’Italia

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La Banca centrale europea ha deciso di non fornire indicazioni su un eventuale allungamento o potenziamento delle operazioni di easing quantitativo, il cui termine è previsto per marzo. Mario Draghi ha detto che il tema non è stato trattato, anche considerando le previsioni aggiornate di crescita, che restano sostanzialmente stabili al 2017, pur se quelle di inflazione per il prossimo anno sono state limate da 1,3 a 1,2%. In molti pensano che queste motivazioni siano una trasparente foglia di fico. Le stime di inflazione per l’Eurozona per il prossimo anno sono già piuttosto elevate rispetto ai valori correnti, ed il loro progressivo ridimensionamento non promette nulla di buono. Vi sono poi problemi di scarsità di titoli di Stato tedeschi acquistabili.

Leggi tutto

Il settimanale – 10/9/2016

Rassegna Stampa

Leggi tutto

Mercato del lavoro: stasi e segni di malessere

Economia & Mercato/Italia

Nel secondo trimestre di quest’anno, secondo i dati delle comunicazioni obbligatorie, sono state registrate 2,45 milioni di attivazioni di contratti nel complesso a fronte di 2,19 milioni di cessazioni. La maggioranza delle cessazioni sono dovute al termine del contratto a tempo determinato (1,43 milioni). Nel trimestre, le attivazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 392.043, il 29,4% in meno rispetto all’anno scorso (-163.099), per evidente effetto della riduzione dei sussidi all’assunzione a tempo indeterminato. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato cessati nel trimestre sono stati 470.561, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015.

Leggi tutto

Così fan tutti, pure i grillini

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Che la giunta della capitale italiana sia messa in croce perché il sindaco incarica un assessore e non svela che sa che è iscritta nel registro degli indagati, violando così il codice del movimento cui appartiene alla luce del quale occorre sempre massima trasparenza, verità, onestà e curriculum mondati da ogni peccato, anche solo potenziale, può starci.

Leggi tutto

Miraggi e raggiri

Adotta Un Neurone/Italia

C’è soprattutto una frase, nella storia della resistibile ascesa del M5S e del relativo campionario di rodomontate, sicumera, superiorità morale e moralistica, crassa ignoranza economica, che ci è rimasta in mente. La pronunciò Roberta Lombardi, durante la surreale diretta streaming dell’incontro con il povero (politicamente parlando) Pierluigi Bersani, quello che era andato alle urne praticamente premier e ne era uscito deputato quasi backbencher. La Lombardi, in quell’occasione, disse: “Noi non incontriamo le parti sociali, perché noi SIAMO le parti sociali”. Meraviglioso compendio di un movimento lunare e stralunato, che tutto voleva racchiudere, e che per questo motivo mai avrebbe accettato di governare in coabitazione con chicchessia. Pulsione verso il partito unico non in senso totalitario ma della pura utopia (che dei totalitarismi è tuttavia l’incubatrice).

Leggi tutto

Go to Top