Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Tra banche e realtà

Gli ultimi due giorni si sono incaricati di assestare robusti ceffoni a tutti i patrioti che da tempo insistono sull’autarchia come risposta alla grave incomprensione delle peculiarità del nostro paese da parte dell’universo mondo, segnatamente della parte europea di esso. Ancora una volta, crocevia dell’appuntamento col destino cinico e baro sono le nostre banche, la loro invidiabile solidità, appena scalfita di qualche situazione di lieve criticità che tuttavia non ne modifica l’affidabilità complessiva. Vero? Vero? E poi arrivano secchiate di acqua gelida in pieno viso. Poteva andar peggio, poteva non essere acqua.

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I tossici da Jobs Act e la precarietà cronicizzata

Economia & Mercato/Italia

Pubblicati oggi da Inps i dati mensili su attivazioni e cessazioni di contratti di lavoro, nella cornice dell’Osservatorio sul precariato. Da essi si ricava, manco a dirlo, che col taglio dei sussidi, le assunzioni a tempo indeterminato sono divenute pressoché esangui. Se poi andiamo ad utilizzare alcuni numeri di sintesi, inclusi delle cessazioni, e più rappresentativi delle effettive dinamiche congiunturali del mercato del lavoro, scopriamo cose non esattamente eclatanti.

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Riforma Madia: il verso cambia ma la direzione è giusta?

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare, talora questo sito ospita Luigi Oliveri, stimato esperto di Pubblica Amministrazione e dintorni. A seguito della lettura dei suoi numerosi scritti sul tema, reputo opportuno fare il punto su una parte della c.d. riforma Madia (l. n. 124/2015) non ancora attuata. Questo mio intento è altresì motivato dalla circostanza che, di recente, il Consiglio di Stato ha avanzato sostanziosi rilievi sui decreti attuativi della riforma stessa finora elaborati. Utile può, dunque, risultare qualche osservazione sulla legge che ne è alla fonte

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Fermate il mondo ed alzate i tassi, la Germania vuole scendere

Nel suo editoriale settimanale sul Financial Times, Wolfgang Munchau riconduce l’intemerata di Wolfgang Schaeuble contro la politica monetaria non convenzionale della Bce di Mario Draghi alla pressione che i tassi negativi esercitano sui bilanci di banche ed assicurazioni, che come noto sono l’architrave del sistema finanziario tedesco. Anche di quello italiano, a dire il vero, ma sono dettagli che a breve analizzeremo.

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Il settimanale – 16/4/2016

Rassegna Stampa
  • Nasce Atlante, tenterà di portare su spalle non robustissime il peso delle sofferenze bancarie. È un veicolo privato ma “patrocinato” dalla Cassa Depositi e Prestiti, cercherà di puntellare un sistema bancario che rischia il naufragio, è troppo piccolo per fare cose rilevanti ma se perseguisse i numeri del ministro dell’Economia collasserebbe sotto il peso della propria leva finanziaria. Auguri;
  • Deficit-Pil ai minimi da 15 anni, costo del servizio del debito ai minimi dal 1978. “Grazie, Mario”;
  • Lo scorso anno la produttività del lavoro italiano è rimasta stagnante o addirittura lievemente cedente. Quanto sono efficaci queste grandi riforme a colpi di effimeri sussidi al mercato del lavoro, eh?
  • Cercasi spiccioli, disperatamente;
  • Qui si fa la Storia, potremo mai preoccuparci dei dettagli?
  • Consumatori. Di tasse altrui;
  • Tutto si tiene: per omissis bancari ed altri segreti di Stato, serve la caricatura di un FOIA;

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Le gride renziane e i gufi del Consiglio di stato

di Luigi Oliveri

Il Governo rivendica il risultato di aver fatto “le riforme che si attendono da 30 anni”. Occorre dare atto che di riforme, effettivamente, ne sono state approvate, per quanto negli ultimi 30 anni quello che sicuramente non è mancato sono state proprio riforme su tutto: giustizia, appalti, pubblica amministrazione, condominio, codice dell’amministrazione digitale, fallimento, fondazioni bancarie, scuola, lavoro e via così. Il problema delle riforme, di quelle dei 28 anni precedenti e di quelle degli ultimi 2, non sta né nella quantità, né nel “tempo di attesa”, bensì nella qualità e, quindi, nell’effettiva efficacia.

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Decotti e sussidiati

Famous Last Quotes/Italia

Ieri il presidente della associazione di consumatori Adusbef, Elio Lannutti, ha emesso una nota di dura critica nei confronti del veicolo Atlante, quello che dovrebbe puntellare le ricapitalizzazioni di alcune banche e rilevare i crediti in sofferenza del sistema. Premesso che le critiche ad Atlante sono anche nostre, Lannutti nella nota si lancia in affermazioni piuttosto impegnative e non propriamente circostanziate, e ci fornisce l’occasione per capirne di più sul proteiforme ed ubiquo concetto di sussidio, che infinito debito addusse agli italici.

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Non per cassa ma per disperazione

Intervenendo oggi al Senato in fase di replica alle mozioni su quella che le agenzie di stampa definiscono orwellianamente “privatizzazione parziale” di Ferrovie dello Stato, e che non avverrà quest’anno, il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, è riuscito a sostenere una cosa ed il suo contrario. Grande è lo stato confusionale sotto il cielo del governo, quindi la situazione è quella solita: grave ma non seria. Ed il rapporto con la realtà resta sempre assai conflittuale.

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Atlante, la leva di debito e il cielo del credito

Economia & Mercato/Italia

Il nuovo veicolo destinato a portare sulle proprie spalle il cielo del credito italiano sta vedendo la luce. Si chiamerà, piuttosto opportunamente, Atlante, sarà la risposta di sistema ad un sistema che rischia di cadere a pezzi. Parte con l’ambizione di generare effetti benefici e sinergici sul costo del capitale delle banche ma rischia, se utilizzato impropriamente, solo di diffondere le tossine anche alle parti sane dell’organismo della finanza italiana.

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Il gran ritorno delle scatole cinesi nel piano CDP-governo per le banche

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice finalizzato alla “messa in sicurezza” del settore bancario italiano, in particolare riguardo all’ingorgo di aumenti di capitale previsti nelle prossime settimane (quelli certi sono Veneto Banca, Popolare di Vicenza e Banco Popolare) ma anche sul modo per rimuovere i prestiti in sofferenza dal portafoglio delle banche. Pare che l’esecutivo intenda creare una rete di protezione per mandare a buon fine gli aumenti di capitale, e già questo è un messaggio di debolezza sistemica inviato al mercato.

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