Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Il settimanale – 3/6/2017

Rassegna Stampa

Lo stagista super-specializzato e il Jobs Act non completato

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

La vicenda dell’inserzione del Gruppo Dimensione riferita ad un’offerta di tirocinio è la dimostrazione definitiva di come in Italia qualsiasi strumento di politica del lavoro finalizzata all’avvicinamento dei lavoratori alle imprese è sostanzialmente travisato e piegato verso utilizzi che finiscono per dare corso al dumping salariale.

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Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore

Aspettate, non cambiate canale solo perché il titolo di questo post è cripticamente demenziale! Vorrei solo spiegarvi cosa ha determinato la revisione da “mini-boom” del Pil italiano del primo trimestre, pubblicata da Istat, e che ha visto il raddoppio del dato trimestrale da +0,2% a +0,4% e quello tendenziale crescere del 50% (vi piace questo giochetto dialettico-numerico?), da +0,8% a +1,2%. Ma che accadde, quindi?

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Dal Fact Checking al Bullshit Hunting

Martedì sera, nel corso del talk “DiMartedì“, quello in cui ad intervalli regolari partono monocordi applausi di sottofondo che vanno in modo equanime a tesi ed antitesi, al punto che non sai mai se si tratti di registrazione o di un pubblico molto democratico e polite (o forse decerebrato), abbiamo potuto ascoltare per l’ennesima volta alcuni capisaldi di politica economica del M5S, per bocca del suo esponente più sovraesposto mediaticamente, il giovine di buone letture Luigi Di Maio.

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Preavviso di burrasca

Economia & Mercato/Italia

La giornata di ieri, sui mercati finanziari, è stata anomala, sotto molti aspetti. Gli attivi italiani martellati, a partire dai Btp, con spread sul Bund in allargamento di una decina di punti base; questo è il tradizionale veicolo di contagio che si estende in tempo reale alle quotazioni delle banche, stante il legame banco-sovrano che continua a piagare il nostro paese. Ma ieri i volumi sui mercati erano pressoché natalizi, per il contemporaneo bank holiday sulle due maggiori piazze finanziarie mondiali, Londra e New York.

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Fassina, il compagno sovranista autolesionista

Oggi ci corre l’obbligo di segnalare uno di quegli sfondoni che potrebbero essere agevolmente imputabili agli effetti dei primi caldi. Dopo il disastroso vertice G7 di Taormina, nel quale Donald Trump ha ribadito che gli Usa sono contrati agli accordi di Parigi sul clima, e dopo la reazione un filo sopra le righe (fors’anche per ragioni elettorali) di Angela Merkel, del tipo “prepariamoci a fare da soli”, che per un egemone riluttante come Berlino sarebbe una notevole svolta, diamo conto dell’accesso di tosse che ha colpito alcune pulci italiane.

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Il caso Tar-musei è figlio di una scadente ed opaca scrittura delle norme

Contributi esterni/Italia

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

la pronuncia del Tar sulla nomina dei direttori dei musei è ormai stata vivisezionata, in punto di fatto e di diritto. Tra i migliori contributi che io abbia letto – e ne ho letti molti – segnalo quelli di Luigi Oliveri: non affronterò, quindi, i temi trattati nei suoi scritti con grande competenza.

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Il settimanale – 27/5/2017

Rassegna Stampa
  • Macron all’Eliseo, aspettando Merkel. Ma per tornare a dare trazione alla diarchia, alla Francia servirà convergere su Berlino. Vaste programme;
  • Intanto, Marine Le Pen pare avere un ripensamento sull’uscita dall’euro, dopo aver scritto un programma presidenziale centrato solo su quello;
  • Ehi, pssst! Non ditelo a nessuno ma forse nel 2017 la produttività italiana tornerà positiva, dopo tre anni di contrazione;
  • Nel paese zombie d’Europa, pare possano tornare un paio di zombie del mercato del lavoro: cassa in deroga e mobilità;
  • Per fortuna che ci sono i grillini ed i loro “consiglieri” di complemento, che si prendono a botte con la logica ma giungono alla solita conclusione: tasse come se non ci fosse un domani, che in effetti non c’è;
  • Nel manuale del piccolo legislatore grillino c’è di tutto. Soprattutto, la conferma che il paese è perso;
  • I Pir che fanno la felicità degli intermediari ma non faranno quella dei risparmiatori, soprattutto se dovesse scoppiare la bolla che si sta formando;
  • La sciura May, in una settimana tragica per il Regno Unito, compie l’ennesima giravolta e decide di non requisire l’eredità degli anziani che avranno la sfortuna di diventare lungodegenti;

Bolle dallo stagno italiano

Economia & Mercato/Italia

Sul Sole di ieri è comparso una tabella riepilogativa dell’offerta “pre-impacchettata” di Piani individuali di risparmio da parte di banche e reti. Come noto, i Pir offrono la possibilità di godere di esenzione fiscale investendo per un quinquennio in azioni e debito di piccole e medie imprese italiane. I dati confermano i timori qui espressi, tempo addietro: un crescente rischio di predazione da parte degli intermediari ma anche e soprattutto un effetto liquidità che pone le basi per una bolla speculativa.

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Dosi di assurdo

Prosegue la sfilata di “esperti” che si avvicinano al M5S per dare una mano nella elaborazione di policy, partendo da un terreno condiviso. Dopo il sociologo Domenico De Masi, di cui ci siamo occupati in più occasioni, ecco s’avanza l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, che oggi si è esibito in un convegno alla Camera sullo “Stato innovatore”, a cui ha partecipato anche la vestale statale, Mariana Mazzucato. Dosi è stato intervistato ieri dal Fatto, e l’0ccasione ci è quindi gradita per valutare la sua visione su reddito di cittadinanza e dintorni, anche dopo che i grillini hanno rettificato le coperture in direzione di una bella stangata fiscale, di quelle che avrebbero fatto venire i lucciconi d’emozione a Fausto Bertinotti.

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