A pagina 27 della prima bozza del Dpef 2003 (made by Giulio nostro), si poteva leggere:
«Nel nostro Paese c’è un’elevata potenzialità di finanziare i consumi convertendo in reddito una parte della ricchezza accumulata dalle famiglie attraverso la casa. Il rifinanziamento dei mutui preesistenti è già diffuso in altri Paesi, ma in Italia la quantità di mutui in essere è molto inferiore alla quota presente in altri Paesi. Da questo punto di vista, linee di credito al consumo direttamente garantite dal mutuo ipotecario sono una valida alternativa»
Questo provvedimento venne in seguito stralciato, per le perplessità interne alla maggioranza.
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Mutui,
Tremonti
di Mario Seminerio - © Libero Mercato
L’approvazione dell’Emergency Economic Stabilization Act riveduto e corretto è stata accolta dal mercato azionario con l’ennesimo ribasso, a ribadire che la gravità dei problemi va ben oltre l’intervento deciso. Eppure, in un momento di profondo pessimismo di mercati ed analisti, è opportuno evidenziare alcuni elementi potenzialmente positivi contenuti nel pacchetto adottato. In primo luogo, l’aumento da 100.000 a 250.000 dollari dell’assicurazione pubblica sui depositi fornita dalla Federal Deposit Insurance Corporation, che servirà a rassicurare soprattutto le piccole e medie imprese e a ridurre il rischio di corse agli sportelli.
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Mutui
“I think most Obama supporters in America would have been horrified at the extent of state power and trade union abuse in Britain in the 1970s. But today, there are different challenges that require different solutions. I’m a free market conservative, but I cannot defend the speculation and recklessness of the financial markets in the past decade. I’m a fiscal conservative, but I cannot defend the GOP in the 21st century. I’m for low taxes, but realistically there’s no way to get back to fiscal sanity without someone paying higher taxes at some point.”
Andrew Sullivan
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Andrew Sullivan,
Stati-Uniti
Al vice capogruppo del PdL alla Camera, Italo Bocchino, che oggi ha distillato* il seguente concetto:
“La crisi dei mutui è frutto di un errore da parte di alcuni economisti, che hanno creduto che i soldi si potessero produrre con la finanza.”
In attesa che qualcuno spieghi all’onorevole Bocchino chi è e cosa fa un economista, possiamo suggerire questa definizione. E’ molto basic, anche lui dovrebbe comprenderla.
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*Intervista trasmessa dal Tg3 delle 19
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Italo Bocchino,
Mutui
Per chi ha fretta:
- Questa è una crisi da deleverage. Proseguirà finché le istituzioni finanziarie non avranno ridotto la loro leva finanziaria. E’ un processo lento e doloroso. Per questo motivo, il piano Paulson è assimilabile ad una cura palliativa;
- La riduzione della leva finanziaria globale porta con sé una stretta creditizia generalizzata, che a sua volta determina una violenta disinflazione, che potrebbe diventare deflazione manifesta;
- Il contagio dall’economia finanziaria a quella reale è già in atto, ora la sfida è attenuarne l’impatto;
- Questo non è il 1929. Allora si adottarono politiche fiscali e monetarie pro-cicliche, oggi siamo esattamente all’opposto: forte espansione monetaria, avvio di un processo di espansione fiscale;
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Mutui
Il presidente della Fed, Ben Bernanke, potrebbe presto scoprire che i prossimi fronti della crisi finanziaria sono altrettanto raggelanti della recenti cadute dei titani di Wall Street. Un crescente numero di grandi aziende sono costrette a ricorrere a linee di credito bancario di emergenza o a pagare di più per emettere carta commerciale, a causa della fuga degli investitori anche da prodotti che non hanno alcun legame con il meltdown dei subprime e delle cartolarizzazioni. Nello stesso tempo, il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha detto che il suo ed altri stati potrebbero presto necessitare di un prestito federale di emergenza, a causa dell’inaridimento delle fonti di finanziamento.
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Mutui,
Stati-Uniti
by Editor on October 6, 2008
in Esteri
Nei giorni scorsi Sarah Palin ha reso disponibili i dati relativi alle sue dichiarazioni dei redditi per gli anni 2006 e 2007. E’ ora completo il quadro dei redditi lordi e delle donazioni dei due tickets presidenziali. Del braccino cortissimo di Joe Biden si sapeva, anche se l’interessato si è difeso sostenendo di devolvere il proprio tempo libero in attività di volontariato. A questo poco commendevole dato si può poi aggiungere che Palin è lontana dalla soglia del 10 per cento di elargizioni prescritte dalla sua chiesa evangelica, ma è in linea con la media delle donazioni degli americani della sua classe di reddito. Palin, inoltre, non risulta aver aggiunto al proprio imponibile federale gli importi (pari a circa 17.000 dollari) delle diarie ricevute in qualità di governatore dell’Alaska per viaggi, vitto e alloggio a casa propria, a Wasilla, nel primo anno e mezzo di mandato. Una prassi, quella di addebitare i contribuenti per tornare a casa propria la sera, che in alcuni stati non è consentita. Palin ha in seguito prodotto un parere pro-veritate di un tax lawyer. Senza convincere.
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Fisco,
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Stati-Uniti