Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Io uscirei, non uscirei, ma se vuoi – 2

Oggi è giorno pari, quindi Antonio Martino è risolutamente contrario all’uscita dall’euro. Ce lo ricorda in un’intervista al Mattino che è solo l’ultima di una lunghissima serie di “fraintendimenti” con i giornali che non riescono a cogliere l’essenza del suo pensiero, che è guizzante ed ubriacante come il grande Garrincha, di cui si diceva riuscisse a dribblare e confondere anche il pallone.

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Cacciatori di foglie di fico

Ieri, rispondendo al question time alla Camera, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha “spiegato” le scelte dei nuovi vertici delle aziende partecipate pubbliche, in particolare il cambio ai vertici di Leonardo-Finmeccanica e Poste. Ennesimo mirabile esempio di cosa accade quando la tecnocrazia incontra la politica. Il risultato finale è sempre quello: un costumino adamitico di foglie di fico e nasi lunghi.

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Prodotti tipici italiani: il vuoto normativo mezzo pieno

Su Repubblica, Valentina Conte spiega la situazione surreale che si è venuta a creare dopo l’eliminazione dei voucher, cioè del “lavoro accessorio,” a mezzo decreto legge, in quello che a sinistra viene visto come il primo raggio del nuovo Sol dell’Avvenire. Quello in cui basta raccogliere le firme per un referendum “problematico” e molto pop per indurre il governo pro tempore a terrorizzarsi e sbracare gioiosamente, legiferando l’integrale recepimento del quesito referendario, senza manco scomodare i cittadini e farli recare alle urne. Che volete di più dalla vita, un tucano? Dalla vicenda voucher, e dal cratere normativo che si è aperta, con conseguente “sanatoria” barocca che già si staglia nitida all’orizzonte, si coglie l’intima essenza della bancarotta italiana. Ora anche psichica.

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CDP, la pozione magica per decotti e bolliti

Economia & Mercato/Italia

Torniamo su Cassa Depositi e Prestiti, la bacchetta magica e la coperta di Linus della politica in questi anni di crisi. Tutti la tirano per la giacchetta, immaginando di utilizzarla quasi come una stampante per creare moneta, salvare aziende in crisi, difendere col suo mantello magico la famigerata italianità, tutto senza pulire il water né attaccarsi al lavoro del vostro dentista. Nelle ore per l’ennesima volta decisive dell’agonia senza fine di Alitalia, modello di quell’accanimento terapeutico aziendale che neppure il leggendario “privato” riesce a sradicare, è di oggi l’ipotesi che l’istituto guidato da Claudio Costamagna e Fabio Gallia possa entrare in partita e parare le terga alle banche finanziatrici-azioniste, Intesa e Unicredit. Al contempo, il fantomatico piano governativo di “privatizzazioni” vede CDP ancora al centro dei giochi.

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Esperienze paranormali: il déjà lu del Corriere

Oggi sul Corriere, a pagina 15 del cartaceo e online qui, si può trovare un commento a firma di Monica Ricci Sargentini sulla nuova inquietante stagione di delazioni di massa che la Turchia di Erdogan sta vivendo. Leggendolo, mi ha colto la sensazione di déjà vu, o meglio déjà lu. Mi sono quindi sovvenuto di una inchiesta del Financial Times a firma di Laura Pite, corrispondente da Ankara del quotidiano britannico, comparsa online lo scorso 16 marzo. In effetti, i due pezzi hanno una certa aria di famiglia per tema, struttura ed aneddotica.

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Non esistono pasti gratis ma il delirio è in omaggio

Puntata di Otto e mezzo del 18 marzo, condotta da Lilli Gruber con Domenico De Masi (sociologo), Antonio Monda (scrittore), Giovanni Veronesi (regista) e il vostro titolare (sé stesso). Torniamo sul tema dell’ultimo libro del simpatico De Masi, “Lavorare gratis, lavorare tutti” (la cui “filosofia” avevo già recensito qui), per una rapida escursione/incursione in un universo alternativo in cui si finisce a mischiare temi planetari (la disoccupazione tecnologica) con altri specifici alla crisi italiana (la fuga dei giovani e non solo, il welfare fallimentare). De Masi, che già anni addietro aveva identificato la radice della forza economica tedesca osservando che laggiù dopo le 17 gli uffici son deserti, si conferma grande ed apodittico affabulatore futurologo, con epidermica avversione per il fact checking ma forse proprio per questo ha ampio mercato mediatico in questo paese. Lamenta che molti suoi studenti restino a lungo disoccupati.

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Il settimanale – 18/3/2017

Rassegna Stampa
  • Per il secondo anno consecutivo, la Spagna riduce il rapporto debito-Pil, malgrado il deficit elevato. Un confronto con l’Italia di chiacchiere, distintivo e vittimismo;
  • Il governo Gentiloni si prende paura, in nome e per conto del Pd renziano, e mette fuorilegge i voucher senza fornire soluzioni alternative. E ora?
  • In attesa del vertice di Roma per i 60 anni del Trattato istitutivo di quella che oggi è la Ue, il dibattito sugli improbabili cerchi concentrici è già finito su un binario morto;
  • A proposito di morti, e per l’eterno ritorno italiano, ecco l’ennesima futile “lotta contro il tempo“;
  • Italia, il paese delle riforme nate morte. Ecco a voi l’inutile FOIA;
  • Di fenomeni in giro non ce n’è. Forse per quello abbiamo una ristretta lista di soliti noti che si scambiano le sedie tra loro?
  • Chi ha detto che in Italia il mercato non ha supporter? Quello rionale ne ha di agguerriti, ad esempio;
  • Nella primavera della sinistra italiana torna la Tobin Tax, da far adottare al mondo intero con la sola imposizione del nostro fascino;
  • A destra risponde uno squillo. Uno, non una;

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Voucher, che fare?

Economia & Mercato/Italia

Signori, ci (ri)siamo: siamo in uno dei non rari momenti pop della politica italiana, quelli in cui ci si sveglia un mattino e ci si scopre tutti o quasi “di sinistra”, o meglio con una irrefrenabile pulsione etica a combattere abusi, sopraffazioni e liberismo, e a dare la caccia all’homo homini lupus di hobbesiana memoria. In questi giorni questa pulsione etica, frammista alla solita discreta dose di paraculismo politico, ha colto il Pd, impegnato nello strenuo tentativo di scongiurare il referendum calendarizzato per il prossimo 28 maggio, sull’abolizione dei voucher e la modifica della responsabilità solidale negli appalti.

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FOIA all’italiana: comode opacità, inutili trasparenze

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

la realtà continua a dimostrare che non serve la sfera di cristallo per valutare ex ante gli effetti di atti normativi dell’esecutivo. Tuttavia, se davvero un’apposita relazione allegata ne analizzasse preventivamente gli impatti – come in Italia è prescritto dal 2005 e come paesi più evoluti fanno da decenni – slide e annunci di riforme epocali si scioglierebbero come neve a Ferragosto. E’ chiaro che ciò non conviene a governanti usi ad attribuire una presunzione di efficacia alle proprie riforme e a magnificarne la portata pur in assenza di evidenze empiriche e correlazioni causali verificate.

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