Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Pesi e misure

Discussioni

La vicenda delle polemiche sulla “insufficiente” contribuzione da parte degli Stati Uniti all’aiuto umanitario per le popolazioni colpite dai catastrofici eventi asiatici può essere letta in molti modi. La strumentale ed artificiosa polemica del rappresentante Onu, Egeland, che a poche ore dall’evento non trovava di meglio che polemizzare con l'”avarizia” di europei e (soprattutto) americani può certamente essere interpretata come l’orgoglio degli onusiani, che cercano riscatto dalle polemiche e dalle accuse di burocratismo, inefficienza e corruzione mostrando una reattività sconosciuta ai singoli governi nazionali. Leggi tutto

Piccoli grandi statisti crescono

Italia

Nel centrosinistra si consuma l’ennesimo psicodramma. L’Udeur di Clemente Mastella esce dalla Grande Alleanza Democratica, denominazione ormai ufficialmente menagramo, oltre che palesemente priva di senso del ridicolo. Prima quella che Mastella ha definito un’aggressione ai suoi danni alla Camera, dove il malcapitato si è permesso, nella sua veste di presidente di turno, di interpretare alcuni regolamenti di voto in modo difforme dai diktat dell’ayatollah Violante, che ha immediatamente emesso una fatwa contro il povero statista sannita (“Ho visto l’odio in quegli occhi, una ferocia inaudita. C’è stato un assalto contro di me: sono arrivati fin sotto la presidenza con insulti tremendi, mi hanno detto da “venduto” a “m…” Sembravano visitor, hanno gettato la maschera e ho capito: hanno un retropensiero su di me“); poi la convocazione del Consiglio Nazionale, il 27 dicembre, che ha approvato la relazione/suggerimento di Mastella, sancendo lo strappo dal fu-Ulivo. Leggi tutto

Rieducazione

Esteri

Una notizia interessante, che da un lato rimarca, se mai ve ne fosse bisogno, la distanza siderale e l’incomunicabilità che esiste tra due culture ormai fisicamente conviventi nelle nostre città, dall’altra autorizza comunque a sperare che i valori “illuministici” e umanistici della “vecchia Europa” stiano avendo una certa resipiscenza:

Spagna, scarcerato imam che incitava a violenza contro donne

Scarcerato l’imam di Fuengirola, Mohamed Kamal Mostapha, detenuto dallo scorso 29 novembre nel carcere di Alhaurín de la Torre a Malaga per aver esortato gli uomini a picchiare le donne. Il tribunale ha revocato così la decisione di un giudice di Barcellona che aveva condannato l’imam ad un anno e tre mesi di reclusione per aver incitato, nel libro “Le donne e l’Islam”, alla violenza contro le donne. L’imam dovrà comunque seguire un corso sui diritti riconosciuti dalla Costituzione europea e dalla Dichiarazione dei diritti umani.

Interpretazioni

Economia & Mercato

Pubblicato il 20 dicembre dall’Istat il dato sulla disoccupazione italiana nel terzo trimestre dell’anno. Curiosamente, i media hanno scelto pressoché all’unanimità di fornire il dato non destagionalizzato, cioè non corretto dagli influssi stagionali e dal numero di giorni lavorati, che mostra una disoccupazione al 7.4 per cento, mentre quello destagionalizzato è stabile all’8.1 per cento. Al contempo, riprendendo il commento dell’Istat al dato, giornali e telegiornali hanno iniziato a stracciarsi le vesti richiamando il fatto che, a tale contenuta disoccupazione, ha contribuito la contrazione delle forze-lavoro, con la riduzione del numero di quanti stanno attivamente cercando un lavoro. E’ questo il fenomeno dei lavoratori “scoraggiati” che, secondo l’Istat, resta particolarmente preoccupante tra i giovani e nel Mezzogiorno.

Se i media avessero utilizzato i dati “statisticamente corretti”, avrebbero constatato due cose:

1) La disoccupazione non è calata nel trimestre, ma è rimasta stabile all’8.1 per cento;

2) Non c’e stata alcuna flessione delle forze-lavoro e nessun fenomeno di lavoratori scoraggiati;

La morale è che, dando la notizia nel modo in cui è stata comunicata, si sono fornite due informazioni “eclatanti” (disoccupazione in calo, ma grave emergenza sociale dei lavoratori che gettano la spugna nella ricerca di un’occupazione) che hanno contribuito a “far titolo” mentre, se si fosse data l’informazione “statisticamente corretta”, di fatto non vi sarebbe stata alcuna notizia.

Come noto i numeri, sottoposti a tortura, confessano qualunque cosa, e le esigenze dell’informazione che non informa pongono un’ipoteca sempre più seria sulla capacità dei cittadini di comprendere e partecipare alla vita pubblica.

Fiction

Discussioni

A pagina 1 di Informazione Corretta del 2004-12-16, Federico Steinhaus firma un articolo dal titolo «La risposta siriana a chi accusa gli ebrei di confondere antisemitismo e critiche ad Israele»

Il “Governo Ebraico Segreto del Mondo” è il tema centrale della serie TV intitolata “Al-Shahat”, La Diaspora, prodotta dalla televisione siriana, trasmessa durante il Ramadan dall’emittente degli Hezbollah Al-Manar ed ora dalla televisione iraniana.
Il Governo Ebraico si riunisce in tutto il periodo in cui è attivo il sionismo, dalla fine dell’Ottocento ad oggi, per complottare e definire i metodi con cui può dominare il mondo: pertanto provoca e pianifica la Rivoluzione Comunista in Russia, le due guerre mondiali, la Shoah, l’ uso della bomba atomica contro il Giappone…
Non manca, naturalmente, lo sgozzamento di un bambino cristiano per impastare col suo sangue il pane azzimo, e l’ uccisione di un ebreo da parte di un tribunale talmudico mediante il versamento di piombo liquido nella sua gola completa l’ immagine di crudeltà e di malvagità connaturata agli ebrei.
Riportiamo alcuni spezzoni di dialogo da questo serial che, ripetiamo, viene attualmente trasmesso dalla televisione iraniana ed è visibile in tutto il mondo arabo (sarebbe stato accessibile anche a tutti i musulmani viventi in Europa, se l’ accordo dell’ ente televisivo francese con Al-Manar non fosse stato azzerato a seguito delle violente proteste di tutti i cittadini che credono nella pacifica convivenza e nel rispetto dell’ individuo).

La nascita del progetto

Il barone Edmond de Rothschild, sul letto di morte: Dio ha onorato noi ebrei con la missione di comandare, attraverso il denaro, la conoscenza, la politica, l’ assassinio, il sesso e qualunque altro strumento…Ci ha comandato di costituire uno stato ebraico…La missione del Governo è di salvaguardare la religione ebraica e di dominare il mondo intero tramite agenti fedeli che si infiltreranno nei governi stranieri e li costringeranno a far proprie le idee ed aspirazioni degli ebrei. Io ho finito la mia parte. Ora tocca a voi. L’ Europa sarà facile da infiltrare, perciò dovrete abbattere paese dopo paese e regione dopo regione provocando guerre e conflitti interni. Io lascio ad ognuno di voi una somma che farà di ognuno di voi l’ uomo più ricco del mondo.

Il figlio: Ma il denaro da solo non basta per portare a compimento la missione.

Edmond de Rothschild (ramo francese della famiglia) al figlio Anslem (ramo tedesco della famiglia): Il tuo ruolo è in Germania. Non dovrà finire una guerra senza cominciarne subito una nuova.

E di seguito affida la Gran Bretagna al figlio Nathan, l’Austria al figlio Solomon, il Papato dovrà essere distrutto dal figlio Karl, in Francia dovrà regnare solo il figlio James. E tutti giurano sulla Torah che faranno in modo che sia realizzata la volontà di Dio che gli ebrei dominino il mondo.

La Shoah

Parla il capo del “Governo Ebraico Segreto del Mondo”: Dobbiamo assistere Hitler nello sterminio degli ebrei, perché solo così potremo indurre gli ebrei che vivono nei paesi che ancora non sono stati occupati da Hitler ad andare tutti nella Terra Promessa.

Un membro del Governo: Non vi è altro modo che non sia lo sterminio per portare nella Terra Promessa gli ebrei?

Il capo del Governo: No, purtroppo, perché nessuno ebreo che viva una sua vita confortevole si farebbe convincere, se non con la minaccia di essere sterminato…Dobbiamo cooperare …per poter finalmente realizzare nella Terra Promessa il nostro grande impero…

Passa del tempo, il Governo si riunisce nuovamente.

Il capo del Governo: Abbiamo tentato, ma Hitler rifiuta, a meno che non gli diamo un patrimonio che supera le nostre possibilità.

Un membro del Governo: Possiamo tentare di chiedere donazioni.

Il capo del Governo: Questo è un modo di ragionare infantile.Con i soldi che ci chiede Hitler possiamo far emigrare dieci milioni di ebrei dalle altre parti del mondo, invece delle migliaia del suo paese.

Un membro del Governo: Dalle tue parole capisco che aumentare il numero degli ebrei nella Terra Promessa è più importante che salvare gli innocenti della Germania?

Il capo del Governo: Non vi è dubbio…ogni singola mucca in Palestina conta più degli ebrei della Germania.

La bomba atomica

Parla un membro del Governo: Mi scusi dottore. Prima di finire la guerra dobbiamo chiudere con quel piccolo problema del Giappone.

Il capo del Governo: Ho chiesto al nostro popolo in America di esercitare pressioni sul presidente Truman affinché usi per la prima volta la bomba atomica.

Nel frattempo sullo schermo scorrono le immagini delle distruzioni causate dalla bomba, con sullo sfondo una stella ebraica.

Il sangue dei bambini cristiani

Prima scena, parlano due uomini. Il rabbino: Ci è stato affidato un compito dai nostri capi. Abbiamo bisogno del sangue di un bambino cristiano prima di Pasqua per fare il pane azzimo.

Seconda scena, illuminata da una luce fioca: un rabbino ed un giovane dietro di lui; entra un terzo uomo che trascina un bambino.

Il bambino: Nathan, salvami!

Nathan: Non avere paura.

Il bambino viene spinto da Nathan, che lo getta a terra e lo sgozza. Qualcuno versa il sangue in una coppa.

Terza scena: il rabbino ed il giovane ebreo mangiano il pane azzimo.

Dialogo fra Adolf Eichmann, che gestì lo sterminio degli ebrei in Europa, ed il capo dell’ Agenzia Ebraica Kastner

Kastner: Signor Eichmann, mi creda se Le dico che noi sionisti se non fossimo stati ebrei saremmo stati nazisti…Voi nazisti considerate la razza ariana il popolo perfetto…ad anche noi consideriamo noi stessi un popolo perfetto, ed i sionisti i più perfetti di tutti.

Eichmann: Ma noi, su prove scientifiche, consideriamo gli ebrei il popolo inferiore più di qualunque altro.

Kastner: Questo non è un problema. Quel che conta è che siamo uguali nei nostri principi…

La seconda guerra mondiale

Il capo del Governo Ebraico: Innanzi tutto lasciatemi brindare ai milioni di pagani morti nella guerra di Hitler contro il mondo.

Un membro del Governo: Prima di brindare alla morte dei pagani in generale ed in particolare a quella dei cristiani dobbiamo elevare un ricordo per i nostri fratelli ebrei tedeschi, che sono in un disastro di proporzioni incredibili.

Il capo del Governo: Questo argomento è noioso…Tutto ciò non valeva il sacrificio di qualche vittima? Trarremo vantaggio dalla loro oppressione da parte di Hitler…Con l’ aumentare degli ebrei che moriranno in questa guerra il mondo si convincerà che i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” non sono altro che una menzogna…lasciateci brindare alla Grande Guerra.

I filmati citati in questa analisi possono essere visionati ciccando su http://www.pmw.org.il/tv.html.

Ricordiamo che lo scorso anno il primo ministro della Malaysia ha detto pubblicamente nella cerimonia di inaugurazione della Conferenza Islamica che “gli ebrei dominano il mondo attraverso i media, e fanno in modo che altri combattano e muoiano per il loro tornaconto”. E ricordiamo che lo scopo di Al-Manar era di sfruttare il satellite messo a disposizione dalla Francia per portare questo messaggio a tutti i musulmani d’ Europa, nella loro lingua e secondo gli schemi mentali della loro cultura.
Un utile esercizio per chi accusa gli ebrei di voler vedere l’ antisemitismo anche dove non c’è potrebbe consistere nell’ estrapolare da questo immondezzaio alcuni concetti ed alcune frasi, come ad esempio la collusione dei sionisti col nazismo e l’ identificazione fra sionismo e nazismo, per cercarle negli slogan di alcuni movimenti e gruppi occidentali o nelle vignette satiriche di molti giornali occidentali, e tracciare in tal modo una linea rossa che congiunga l’ insieme dell’ odio antiebraico islamico con i dettagli di alcune cosiddette critiche legittime ad Israele.

Lobby

Adotta Un Neurone

Parole e musica di Stefania Craxi, esponente politica da sempre caratterizzata da elaborazioni autonome ed originali:

Gianfranco Fini ”Non rappresenta la destra ne’ del governo ne’ di qualsiasi altra cosa: e’ rimasto alla corporazione o al piu’ trito doroteismo di marca Dc”. Lo dice Stefania Craxi nell’intervento con cui ha aperto a Rimini il convegno su ”L’Italia che reagisce” organizzato dalla ‘Giovane Italia’. (…) la figlia di Bettino Craxi suggerisce di guardare ”al caso di An”. ”Da quando e’ iniziata la corsa alla successione di Berlusconi – dice – Gianfranco Fini ha deciso di crescere. Ma, essendo egli sprovvisto di qualsiasi inventiva, non ha trovato di meglio che appoggiarsi ai poteri forti: prima la magistratura, poi la grande lobby ebraica, poi il sindacato del pubblico impiego, la Bankitalia di Fazio e la Confindustria di Montezemolo. Ha finito in tal modo per soffocare qualsiasi progetto di innovazione e di modernizzazione. La liquidazione di Tremonti ha poi gettato nel caos la politica economica del governo”.

Interessante il passaggio sulla grande lobby ebraica, ora che abbiamo appurato che il complotto pluto-giudaico-massonico è sempre tra noi, possiamo procedere…

Cavalli di Troia

Discussioni/Esteri/Unione Europea

Leggiamo dall’Ansa un paio di notizie molto interessanti:

Il governo turco che, attraverso la Direzione generale affari religiosi (Diyanet), fissa i temi delle prediche del venerdì, ha ordinato quest’anno agli imam delle moschee di invitare i fedeli, nelle prediche di venerdì 31 dicembre, a non festeggiare l’anno nuovo, ma ad attenersi ai ”valori musulmani e nazionali”.

”Non possiamo assumere come nostri valori religiosi e nazionali le celebrazioni di fine anno e gli usuali comportamenti come l’eccessivo alcool, giochi d’azzardo e le spese eccessive”, e’ scritto nelle istruzioni governative agli imam predicatori, che in Turchia sono funzionari statali selezionati ed assunti dallo stesso Diyanet che controlla che non facciano propaganda politica e fondamentalista.

”Questi comportamenti possono causare il decadimento dei nostri valori nazionali ed allontanarci dalla nostra identità nazionale. Non imitiamo questi usi che non sono compatibili con i nostri valori e che ne’ Dio, ne’ il Profeta approverebbero”, continuano le istruzioni pubblicate sul sito web del Diyanet.

La Turchia, paese ufficialmente musulmano al 99,8% (in realtà in questa cifra vengono indebitamente inclusi gli aleviti che non si considerano musulmani), e’ dal 1926, per volontà del suo fondatore Kemal Ataturk, uno dei pochi paesi musulmani che adotta pienamente il calendario occidentale e che considera la domenica il giorno festivo della settimana.

La festa di fine anno si è da allora sempre più popolarizzata ed e’ segnata anche dall’albero illuminato che però in Turchia non ha valenze cristiane.

Da questa notizia apprendiamo quindi che: 1) in Turchia vi sono dei religiosi che svolgono mansioni di funzionari statali, a tutela della “purezza” religiosa degli atti della vita quotidiana; 2) tuttavia, a causa della secolarizzazione e occidentalizzazione forzosa imposta nel secolo scorso da Ataturk, e che ha mutuato anche alcune pratiche di matrice cristiana (in primo luogo, il calendario), questi funzionari utilizzano il ricorso ad espressioni quali “identità nazionale”, che in Occidente sono di solito a prevalente contenuto laico e secolare.

E’ più che mai lecito chiedersi come è possibile pensare di ammettere nell’Unione Europea un paese di 80 milioni di persone che presenta una tale diversità culturale dai valori da cui l’Unione è nata, un paese caratterizzato da una drammatica schizofrenia, dove coesistono tratti di modernità occidentale ad altri di commistione tra dio e cesare, pur non trattandosi di una teocrazia in senso stretto. Lo diciamo sommessamente, ad evitare che qualcuno dei soliti benpensanti di progresso, quelli che sostituirebbero il presepe con Cappuccetto Rosso (e perché non con “Pierino e il lupo”?) ci tacci di leghismo oscurantista. Un paese che ha appena eliminato (sospettiamo solo formalmente) dal proprio codice penale il reato d’adulterio. Probabilmente il problema dei rapporti con la Turchia si risolverebbe accentuando l’area di libero scambio con l’Unione Europea, ma senza arrivare all’integrazione politica, che promette di essere un’autentica iattura.

L’altra notizia viene dal Canada:

Il consiglio musulmano di Montreal, in Canada, ha presentato un’istanza al ministero della Giustizia canadese per ottenere un tribunale civile speciale che emetta decisioni in base alla Sharia, la legge islamica, in particolare per le dispute familiari.
Alcuni imam svolgono già funzioni di arbitraggio nelle cause civili, ma la comunità musulmana del Quebec vorrebbe rendere tali procedimenti legali. ”Vogliamo semplicemente regolarizzare una pratica già diffusa sul territorio”, ha spiegato al quotidiano ‘Le Devoir’, Salam Elmenyawi, presidente del Consiglio Musulmano di Montreal.

In questo caso, la comunità islamica di Montreal vuole utilizzare l’ordinamento liberale occidentale del Canada proprio come un taxi (o un cavallo di Troia) per accentuare il proprio carattere di autosegregazione culturale dal paese ospite: un dato, questo, comune alla prassi di gran parte delle comunità islamiche dell’Occidente, e sul quale non sono ancora state compiute riflessioni adeguate da parte di quasi tutte le elites politiche al potere nei nostri paesi…

Odio satellitare

Esteri

Il Consiglio di Stato francese renderà nota lunedì la propria decisione riguardo l’oscuramento della ricezione in Francia della emittente satellitare Al-Manar, che trasmette dal Libano e rappresenta la voce del movimento integralista sciita Hamas. Il Conseil Superieur de l’Audiovisuel francese ha chiesto l’oscuramento dell’emittente per il contenuto delle trasmissioni, che rappresenterebbero un’incitazione all’odio e all’antisemitismo. Per tutta risposta, l’omologo organo libanese di controllo ha minacciato ritorsioni sulle catene televisive francesi ricevute in Libano, in caso di oscuramento di Al-Manar. Questa situazione richiama una vicenda simile, che interessa il Canada, e di cui Daniel Pipes ha dato ampio conto. La tecnologia e gli strumenti della comunicazione globale sono ormai diventati l’avamposto della guerra che si combatte ormai in modo esplicito tra integralismo islamico e liberalismo occidentale. E’ ormai noto ed evidente che il fanatismo ed il fondamentalismo padroneggiano le più evolute tecniche di comunicazione di massa, basti pensare al “codice deontologico” usato dai giornalisti di Al-Jazeera: uso massiccio di domande retoriche finalizzate a far passare concetti a senso unico. Solo qualche sprovveduto (o in malafede) pseudo-liberal di casa nostra può mettere sullo stesso piano gli inviati di guerra “embedded” della Cnn e la trasmissione “selettiva” di filmati che mostrano decapitazioni ed altre amenità con l’evidente finalità di orientare e rafforzare l’orientamento ideologico prevalente dei 50 milioni di persone che seguono quotidianamente Al-Jazeera nei paesi arabi. Ma le domande che si pongono a noi occidentali sono altre: è lecito opporre una sorta di censura al libero flusso d’informazioni, comprese quelle provenienti dal fanatismo religioso, oppure così facendo il liberalismo occidentale sta dannando se stesso come afferma, tra gli altri, Noam Chomsky? A nostro avviso, la domanda è mal posta: il liberalismo non può e non deve essere il cavallo di Troia usato dal fanatismo per contaminare i nostri valori occidentali. Valori che qualcuno, dalla solita parte politico-culturale, sta cercando di rimettere in discussione. Naturalmente, non è un crimine criticare le innumerevoli imperfezioni del nostro sistema socio-culturale: ma lo diventa se, per promuovere queste critiche, si utilizzano argomenti aberranti e mutuati da culture che ci sono aliene ed ostili. Il mondo occidentale è oggi impegnato in quella che, al tempo della guerra fredda, si sarebbe definita “confrontation”. All’epoca l’avversario era l’Unione Sovietica, oggi sono i nuovi fascismi e totalitarismi religiosi. In quest’ottica andrebbero inquadrati interventi come quelli di Marcello Pera (che dubitiamo sia improvvisamente diventato un clericale reazionario), che denuncia il declino della spiritualità in Europa come il maggior rischio per il nostro futuro, e che al solito sono invece additati al pubblico ludibrio con il solito armamentario linguistico-culturale di demonizzazione del nemico. Non si tratta di violentare le culture di provenienza di chi giunge in Occidente. Ma, allo stesso tempo, occorre che tali culture debbano essere sottoposte ad un “test” di compatibilità con i valori che l’Occidente esprime, dopo secoli di guerre, lutti e devastazioni, per affermare il rispetto dei diritti dell’uomo. E se tale test dovesse fallire, non si deve fingere che nulla sia accaduto ed alimentare così l’autosegregazione carica di odio e risentimento che alligna nel cuore delle nostre città.

Realismi

Economia & Mercato/Italia

Il presidente Ciampi, durante la visita in Cina, si dice favorevole alla revoca dell’embargo sulla vendita di armi a Pechino, imposto dall’Unione Europea dopo la repressione di Piazza Tien An Men, nel 1989. La presa di posizione di Ciampi segue quelle analoghe di Francia e Germania, anch’esse favorevoli alla fine dell’embargo. E’ vero che oggi è particolarmente trendy citare la forte espansione economica cinese e cercare di agganciarsi a questo treno in corsa dell’economia globale. E’ anche vero che Ciampi (e il governo italiano) sono favorevoli a subordinare la fine dell’embargo all’adozione di un non meglio specificato (dai media) “codice di condotta”, chissà, forse una sorta di uso “etico” delle armi da parte della Cina (!). E’ vero altresì che l’Italia cerca appoggi influenti alla vigilia della partenza del progetto di riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, per evitare di restare estromessa dal giro che conta, a livello internazionale e (soprattutto) comunitario, cosa che avverrebbe se la Germania entrasse a titolo definitivo nel consiglio di sicurezza e l’Italia restasse fuori, perché in tal modo si avrebbe di fatto la creazione (o la definitiva, solenne certificazione) di un direttorio europeo a tre. E’ vero tutto ciò, ma suona piuttosto male il fatto che la stampa non trovi di meglio che dedicarsi alla ormai stucchevole vicenda della richiesta leghista di dazi contro la Cina, e non trovi modo di spendere nemmeno una parola sull’esigenza di “invitare” Pechino al rispetto dei diritti umani. Di fatto, da quando la Cina è entrata nel WTO, diventando di fatto il più grande mercato di sbocco del pianeta, la tensione e l’attenzione di politici e media per il tema dei diritti umani è scemato in proporzione al crescere dei fatturati. Come stanno trattando la vicenda i media italiani? L’ineffabile Repubblica, confermando la propria vocazione a trattare grandi temi planetari, riesce a rimarcare il “fossato” aperto nel centrodestra dalla posizione leghista. Non una parola sull'”auspicata” revoca dell’embargo, e sul rispetto dei diritti umani in Cina, anche per non disturbare il manovratore Montezemolo, calato a Pechino con il kit del perfetto agente di commercio, perché in definitiva pecunia non olet. Forse perché Ciampi parla ex cathedra e criticarlo sarebbe sconveniente? Mentre attendiamo la prossima enciclica del Quirinale, vorremmo segnalare a quanti vedono ovunque neoconservatori trionfanti,che è proprio il realismo politico quello che porta a fare business con chiunque e comunque. L’amministrazione Bush, ben più di quella Clinton, ha deciso di seguire i realisti, e non i neoconservatori, nella gestione dei rapporti con la Cina. Speriamo che questa distinzione non di poco conto sia ben chiara ai nostri alfieri del progresso, quando si troveranno a descrivere i rapporti dell’Occidente (e dell’Italia) con Pechino.

Altri riformismi

Economia & Mercato/Italia

Tempo addietro avevamo segnalato l’esigenza che l’opposizione facesse il proprio mestiere e che quindi si tornasse al vecchio sistema anglosassone del governo-ombra, in cui l’opposizione presenta le proprie controproposte alla legislazione introdotta dalla maggioranza. Siamo stati ascoltati, anche se l’esito non è esattamente quello atteso, e vedremo perché.

L’Ulivo-Gad-Fed ha presentato ieri la propria proposta di ridisegno delle aliquote dell’imposta personale sui redditi. Fin qui tutto bene, anche se sarebbe lecito chiedersi perché, dopo aver sostenuto fino allo sfinimento che “non esistono margini di manovra per ridurre la pressione fiscale”, ora ci si impegni in questa atletica giravolta. Abbiamo il legittimo sospetto che si tratti di un tema molto “popolare”, ed essere spinti all’angolo ed etichettati come il “partito delle tasse” non faccia piacere a nessuno. Ma tant’è.

Nel dettaglio, il centrosinistra propone quattro aliquote: 23, 30, 40 e 45 per cento (vedi dettagli e soprattutto terminologia usata dall’Unità). L’aspetto più interessante della vicenda è rappresentato dalla copertura finanziaria per reperire i 6.5 miliardi di euro necessari. Secondo l’Ulivo sarebbe necessario rimodulare la tassazione delle attività finanziarie, portando l’imposta sui capital gain (non solo azionari) dal 12.5 per cento al 20 per cento, e abbassando quella sui depositi bancari, attualmente al 27 per cento. Inoltre, è previsto un contributo straordinario addizionale del 5 per cento sui capitali rimpatriati per effetto dello scudo fiscale. Che dire? La rimodulazione della tassazione delle attività finanziarie potrebbe, in astratto, essere fattibile, anche se evidenti motivi di “competitività fiscale” rispetto ai partner europei consiglierebbero prudenza, soprattutto quando si ha, come nel caso dell’Italia, un mercato dei capitali asfittico e sottodimensionato, riflesso di un pressoché inesistente investimento diretto estero. Ma tornare a tassare retroattivamente capitali rimpatriati in applicazione di una sorta di “patto fiscale”, discutibile quanto si vuole, appare una misura di tipo sudamericano, l’italianissima “incertezza del diritto” che provocherebbe verosimilmente nuovi massicci deflussi di capitali. Ancora una volta, prevale l’impostazione bertinottiana e della sinistra antagonista, quella di usare ideologicamente, cioè come una clava, la logica delle imposte patrimoniali, cosa che nemmeno Lula in Brasile e Toledo in Perù si sono mai sognati di fare. Colpisce (ma non troppo…) che Prodi si metta a scrivere una proposta di tale anacronistica demagogia di fatto sotto dettatura della “sinistra onirica”. L’impressione è che la manovra di Berlusconi, pur abborracciata e (al solito) frutto di percorsi assolutamente erratici e casuali, abbia in sé una tale valenza simbolica da costringere il centrosinistra perlomeno a rispondere. Si potrebbe dire che ad una maggioranza approssimativa e pasticciona corrisponde una opposizione ormai vittima di una demagogia populista altrettanto pericolosa. In entrambi i casi, la vittima designata del sistema politico italiano è il liberalismo, con cui il nostro paese sembra geneticamente incompatibile. Per il resto, siamo sempre in attesa della favolosa Bad Godesberg della sinistra, anche 30 anni dopo…chi va piano va sano e va lontano…

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