Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Alessandro-Penati

E’ stato nessuno, il maggior nemico dell’Italia

in Economia & Mercato/Italia/Unione Europea

Ieri Quaestio Sgr, gestore dei fondi Atlante, ha emesso un comunicato in cui «smentisce ogni azione di qualsiasi rivalsa giudiziaria o di altro tipo contro banche, enti, istituzioni finanziarie e autorità». Nei giorni scorsi, Repubblica aveva scritto che il gestore avrebbe «passato in rassegna con alcuni legali l’opportunità di rivalersi in tribunale». Atlante I è giunto al termine della sua breve e dolorosa (per i suoi azionisti) esistenza, con 3,5 miliardi inceneriti in un anno e, in questa temperie fatta di smania di conoscere la verità, con minuscola e maiuscola, forse ci si attenderebbe esattamente un’azione giudiziaria da parte di quello che è il Grande Truffato dai bilanci delle banche venete.

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L’Atlante che si morde la coda

in Economia & Mercato/Italia

Oggi sul Fatto, Giorgio Meletti dà conto di un incontro tra il sottosegretario alla presidenza del consiglio e responsabile della “cabina di regia”, Tommaso Nannicini, ed i vertici delle 15 casse previdenziali degli ordini professionali italiani. Durante il convivio, il governo avrebbe reiterato la moral suasion alle casse previdenziali, invitandole a prendere in considerazione l’investimento nel nuovo veicolo Atlante, che dovrebbe nascere a breve e dedicarsi alla rimozione delle sofferenze dai bilanci delle banche. Le casse non avrebbero manifestato grande entusiasmo, per usare un eufemismo. Con qualche ragione.

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La Cassa e la leva

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes

Oggi su Repubblica un editoriale di Alessandro Penati illustra la sfida che la Cassa Depositi e Prestiti ha di fronte a sé, dopo la presentazione del piano industriale quinquennale che promette di mobilitare ben 265 miliardi di euro a sostegno dell’economia italiana e del ciclo di vita delle imprese, evolvendo verso qualcosa di simile ad un private equity e venture capital, oltre a dedicarsi agli investimenti infrastrutturali. Ottimi propositi che tuttavia, secondo Penati, rischiano si scontrarsi con la realtà.

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Bad bank? No, thanks

in Discussioni/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Oggi su Repubblica, un commento di Alessandro Penati (sempre sia lodato) contro la creazione di una bad bank con soldi pubblici. Sono concetti che ormai dovremmo aver acquisito ma è utile reiterarli, perché questa è una delle classiche vicende italiane che si tende a far sfuggire ai radar per risolvere molti problemi a élite e gruppi di controllo di un paese di piccoli e grandi oligarchi. E sarebbe opportuno continuare a parlarne e spiegare, per evitare gli abituali esiti.

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Detriti acquisiti

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Pare che il premier abbia deciso di non impiccare i conti pubblici ad una sentenza della Consulta. Non è la prima volta che accade, nel corso della storia repubblicana, non sarà l’ultima. Pare peraltro che, per le erogazioni, verrà utilizzato il “tesoretto di deficit” che Renzi voleva immolare sull’altare delle ormai imminenti elezioni amministrative. Sublime nemesi, per gli esteti della politique politicienne. Ma sono altre, ben altre, le cose che ci inducono a pensare che questo paese non ce la farà.

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Sulcis, uno spread italiano

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Dal raddoppio del chilowattora in bolletta per gli acquisti Enel ai sussidi quindicennali all’Alcoa per compensare l’antieconomicità della produzione, la storia breve di uno degli innumerevoli spread italiani, che sanguina da prima dell’Unità:

«Se tutti i soldi spesi in sussidi in questi anni fossero stati messi in mano ai singoli minatori e lavoratori di Sulcis e zone limitrofe, sarebbero stati abbastanza per finanziare una casa, una seria formazione ed una nuova attività economica a ciascuno di loro. E ne sarebbero avanzati per bonificare l’intera area. Ma l’Italia si è fermata al Sulcis»

Alessandro Penati, 1 settembre 2012

La pubblicità comparativa e le banche

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia

Nel suo commento settimanale, Alessandro Penati svolge alcune considerazioni sulla percezione del sistema bancario da parte di consumatori e banchieri. Per i primi, il sistema delle banche resta un oligopolio pesantemente collusivo, in cui vige un cartello nella determinazione dei prezzi, come ai bei vecchi tempi andati in cui nelle banche esistevano addirittura dei tariffari distribuiti dall’Abi, con indicazione delle tariffe minime da applicare ai servizi, e su tali tariffari si poteva leggere proprio l’esecrato termine “cartello”. Per i banchieri, invece, il sistema del credito è sottoposto a pesante ed onerosa regolamentazione, che aumenta la pressione competitiva ed innalza i costi, inclusi quelli di compliance.

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Non avremmo saputo scriverlo meglio

in Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Italia

Le banche italiane sono tra le peggio capitalizzate. A metà 2008, l’indice medio di capitale Tier 1 era del 6,5%, rispetto all’ 8% del settore europeo. Banco Popolare e Mps sono tra le cinque meno capitalizzate in assoluto. La debolezza patrimoniale è frutto di una crescita fatta di fusioni a valori di affezione, [e/o] senza apporto di nuovi capitali, che hanno gonfiato la quota del patrimonio contabile investito nell’avviamento (34% Intesa, 45% Banco Popolare, 56% Mps). Nelle aggregazioni all’italiana, la struttura di controllo è sempre stata prioritaria: nuovi afflussi di capitale avrebbero scompigliato gli equilibri di potere. Il crollo dei mercati, lo scoppio della bolla immobiliare, e la recessione globale in arrivo, hanno aumentato il rischio degli attivi delle banche, che ora devono ridurre la leva, per offrire maggiori garanzie e recuperare la fiducia di creditori e azionisti. (Alessandro Penati)

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Evasione sconfitta in cinque anni. Il Paese molto prima

in Economia & Mercato/Italia

Ieri il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, ha illustrato il corpus delle 55 misure anti-evasione ed elusione che il governo ha già realizzato (con il decreto di luglio) o si accinge a realizzare attraverso la legge Finanziaria. Si tratta di misure che eliminano alcuni loopholes, legali e non, utilizzati per sottrarre all’Erario materia imponibile. Alcuni dei provvedimenti sono ispirati alla logica del contrasto d’interessi tra i soggetti coinvolti in una transazione: ad esempio nel caso della detraibilità a fini Irpef del 19% del canone di locazione pagato per l’alloggio degli studenti universitari fuori sede, per un importo massimo di 500 euro, oppure attraverso l’attribuzione al condominio del ruolo di sostituto d’imposta sui lavori compiuti dalla ditta che li ha svolti in appalto o dalle persone alle quali è stata chiesta una prestazione di lavoro. Il condominio quale sostituto di imposta opera all’atto del pagamento una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con obbligo di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa. Leggi tutto

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