Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Alitalia - page 10

Contribuenti consapevoli

Economia & Mercato/Italia

Dice un vecchio adagio che un’immagine vale più di mille parole. Prima di sottoporvi l’immagine in questione, ci corre l’obbligo di scrivere alcune parole (assai meno di mille, fortunatamente) a titolo di legenda. Nell’ottobre 2001, a poche settimane dall’attacco al cuore dell’Occidente, l’aviazione civile di tutto il pianeta appariva in ginocchio. Le quotazioni azionarie di tutti i vettori erano intrappolate in una spirale ribassista senza fine. Ma quella spirale, inopinatamente, si interruppe. Iniziò una lenta ma sicura risalita, che acquisì velocità (assieme ai mercati azionari mondiali), con l’inizio delle operazioni militari in Iraq, nel marzo 2003 e, successivamente, con la forte crescita dell’economia globale. Di tutto rilievo è anche il fatto che il settore delle linee aeree, nel corso di questi anni, è riuscito a recuperare profittabilità pur in presenza di un altro forte shock, quello dell’impennata dei prezzi del greggio, che dal gennaio 2002 ad oggi ha portato le quotazioni del barile da circa 20 dollari agli attuali 65, passando per il picco di 78 dollari della fase immediatamente successiva all’uragano Katrina. Tutto ciò premesso, osservate ora il grafico qui sotto (cliccare sull’immagine per ingrandirla):

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Compagnia di bandiera. Bianca

Economia & Mercato/Italia

Nel 2006 Alitalia ha registrato una perdita ante imposte di 405 milioni, in peggioramento di circa 261 milioni rispetto al 2005. Ma il cda della compagnia di bandiera non perde l’ottimismo (beati loro) e, dopo aver esaminato il budget 2007 e le previsioni per i primi 4 mesi dell’anno in corso riesce a intravvedere una “proiezione in miglioramento dell’attività industriale nei confronti del 2006“, che le consente di ritenere di poter conseguire nel 2007 un risultato operativo in miglioramento rispetto a quello del 2006. Tale risultato potrà addirittura divenire positivo con il realizzarsi di alcune “operazioni straordinarie previste in budget“, operazioni che restano al momento congelate in attesa dell’esito della procedura di gara per la privatizzazione.

Nel frattempo, le cordate che avevano manifestato interesse alla privatizzazione stanno iniziando a mostrare crescenti perplessità sull’operazione. Ad esempio, Carlo De Benedetti, in gara con la sua società di venture capital Mercati & Capitali, lamenta addirittura l’impossibilità di avviare un’attività di due diligence (cioè di revisione) sui conti di Alitalia, elemento fondamentale per determinare il prezzo di offerta. Il problema principale sembra essere proprio il criterio di valorizzazione di alcune poste patrimoniali, in primo luogo quello della flotta, sulla quale da settimane si rincorrevano insistenti voci sul rischio di pesanti svalutazioni che, sommate alle perdite, avrebbero potuto imporre una ricapitalizzazione nel momento più inopportuno, durante la gara per la cessione ai privati del controllo della compagnia, sancendo l’implosione finale non solo della “privatizzazione”, ma anche dell’azienda. Invece il cda ha preferito far finta di nulla, affermando di “non poter procedere” (si noti il verbo) ad una svalutazione del valore in bilancio degli asset aziendali.

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Alitalia, o del mondo alla rovescia

Italia

Interessante sequenza di dichiarazioni del segretario generale della Cisl sull’Alitalia, a meno di una settimana dalla scadenza del bando governativo volto ad individuare potenziali acquirenti. Secondo Bonanni, per Alitalia

“Air France non mi sembra il partner più adatto per il ruolo che una compagnia di bandiera deve avere in Italia. Ci vuole, comunque, un accordo con una compagnia italiana in modo da controllare almeno il 60-70% del mercato italiano”. Anche il partner ideale “dovrebbe essere distante dall’Italia in modo che i nostri aeroporti non diventino dei sotto-hub” di altre compagnie.

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Le cose che vanno capite

Italia

Scrive oggi un analitico Christian Rocca:

“Considero questo governo addirittura peggiore del precedente, però due cose moderne e potenzialmente rivoluzionarie sono state annunciate. La privatizzazione (parziale) dell’Alitalia e il progetto di legge sulle coppie di fatto (anche se difficilmente a gennaio lo faranno passare). Ah, una terza. A babbo morto, Prodi ha riconosciuto che i nostri militari a Nassiryah non erano forza d’occupazione.”

E’ utile ricordare a Rocca (e non solo a lui) che quella di Alitalia tutto può essere considerata tranne che una privatizzazione, neppure parziale. Il governo italiano si ostina a credere di poter dettare le condizioni di partecipazione ad un’asta pubblica, e non riesce a prendere consapevolezza che Alitalia è un’azienda che dovrebbe solo portare i libri in tribunale. Ad oggi, nessuna compagnia straniera si è detta interessata all'”affare”, ed è di ieri la notizia che Carlo De Benedetti avrebbe cortesemente declinato l’invito di Romano Prodi a fare un’offerta. Analogamente, anche Banca Intesa avrebbe risposto picche. Leggi tutto

Effetto annuncio

Economia & Mercato/Italia

Il consiglio dei ministri di venerdi 1 dicembre ha approvato due provvedimenti che potenzialmente rappresentano altrettante svolte epocali per il nostro paese. Con il primo, è stata decisa la presentazione di un disegno di legge delega relativo al “riordino dell’accesso alle professioni intellettuali, alla riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e al raccordo di tali disposizioni con la normativa dell’istruzione secondaria superiore e universitaria.” Un disegno di legge delega è, per sua natura, un parto della fantasia. Dapprima il governo necessita dell’ottenimento della delega stessa dal parlamento, ed in seguito procede ad emettere i relativi decreti attuativi. Nessuna meraviglia, quindi, che l’annuncio delle linee-guida sia alquanto accattivante: Leggi tutto

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