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Alitalia

Quozienti

by Editor on April 6, 2008

“Che abbiamo fatto? Abbiamo chiesto più aerei. Siamo pronti a discutere di produttività e tutto il resto purché ci siano più aerei. E questo non è l’interesse dei cittadini italiani?”

Così parlò Luigi Angeletti, segretario generale della Uil e membro, con Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, del dream team da Champions’ League che tremare il mondo fa. E non ha neppure tutti i torti. Se per i cinque velivoli della flotta Alitalia Cargo sono disponibili 180 piloti, aumentare il numero di aerei potrebbe essere la soluzione. Basta trovare i soldi e (perché no?) i clienti del servizio. Ma ci permettiamo di dissentire da Angeletti: l’interesse dei cittadini italiani è soprattutto quello di non vedere le proprie bellissime tasse finire nello sciacquone, come invece accaduto finora.

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Dicono di lei

by Editor on April 2, 2008

”Un bambino viziato”. Così il capo comunicazione di Ryanair, Peter Sherrard, nel corso di una conferenza stampa, ha definito l’Alitalia. ”Il Governo italiano - ha spiegato - ha fatto troppo per aiutare Alitalia e per proteggerla dalla concorrenza”. Sherrard ha parlato di Alitalia come di ”un bambino viziato che non sa camminare da solo” e che ora ”è diventata parte della campagna elettorale. Sono due le compagnie aeree che falliscono in Europa: - ha proseguito il capo comunicazione di Ryanair - l’italiana Alitalia e la greca Olympic, e sono quelle che vengono troppo supportate”.

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Sì bella e perduta

by Editor on March 31, 2008

La data di ieri, 30 marzo, ha visto il contemporaneo verificarsi di due eventi che rappresentano altrettante sconfitte per il sistema italiano di trasporto aereo. Il primo è il de-hubbing di Malpensa ad opera di Alitalia che, con l’entrata in vigore dell’orario estivo, ha cancellato 14 dei suoi 17 voli intercontinentali giornalieri, con tutto quello che ciò implica per lo scalo varesino in termini occupazionali diretti e indotti, oltre a circa 6 milioni di passeggeri in meno l’anno, 70 milioni di euro in meno nella casse della Sea e un danno per l’economia lombarda stimato da un’analisi dello Studio Ambrosetti in 15 miliardi di euro. Ma il 30 marzo è anche la storica data dell’entrata in vigore dell’accordo Open Skies, che consente alle linee aeree europee di trasportare passeggeri da e verso qualsiasi destinazione negli Stati Uniti e in Europa, oltre a poter stabilire i propri prezzi senza subire controlli governativi.

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The Italian Bankruptcy

by Editor on March 22, 2008

Alitalia appears more than ever en route to bankruptcy, after its proposed sale to Air France-KLM ran into political turbulence and unions insisted on having the right to re-negotiate the merger terms.

Center-right leader Silvio Berlusconi, who polls indicate is in the lead to become the next premier, has abandoned his previously neutral position and branded the Air France-KLM offer as ”arrogant and unacceptable”. He said Italian businessmen and banks should feel a ‘’sense of duty” to join together to buy Alitalia. According to the former premier, the offer could be led by Italy’s biggest private carrier Air One with the financial front coordinated by Banca Intesa, Italy’s number two bank, and the involvement of Berlusconi’s children, and that a buy offer could be ready “within the next three to four weeks”. Berlusconi also phoned outgoing Premier Romano Prodi urging him to approve a stop-gap or bridge loan from the state to allow time for an all-Italian offer to be drawn up and presented for Alitalia. In their phone conversation, Prodi recalled to Berlusconi that the European Union had made it clear that Alitalia could not receive fresh state aid unless the question of the carrier’s future had been resolved with a concrete offer for the Treasury’s stake.

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Usi obbedir negoziando

by Editor on March 18, 2008

Il governo ha dato il via libera all’acquisizione di Alitalia da parte di Air France-KLM. In caso abbiate poco tempo e/o voglia di leggere questo post fino al termine, vi anticipiamo che ne siamo lieti. Non vi erano ovviamente alternative, a meno di considerare esplicitamente il fallimento del vettore italiano, ma questo poco importa. Quello che appare disarmante è un passo del comunicato del consiglio dei ministri straordinario di ieri sera, nel quale il governo esplicita che

“(…) gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno o più soggetti lancino un’offerta pubblica concorrente migliorativa e il ministero accetti tale offerta. Ciò al fine di tutelare i principi di trasparenza e non discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in linea con la disciplina delle offerte pubbliche”

Monsieur De Lapalisse sarebbe stato un eccellente presidente del consiglio italiano. Qualcuno vuole lanciare un’Opa sul 49,9 per cento di Alitalia posseduto dal Tesoro italiano? Si faccia avanti ma si sbrighi, mancano solo tredici giorni alla deadline imposta da Air France, che solo pochi giorni fa aveva comunicato che avrebbe atteso il nuovo esecutivo italiano prima di finalizzare la propria offerta.

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Liberale, alza la voce

by Editor on March 6, 2008

Questa digressione statalista [di Berlusconi su Alitalia "compagnia di bandiera" da difendere, ndPh.] ha messo in imbarazzo i liberisti di area pidiellina. Silenzi tattici (alla vigilia della presentazione delle liste, Daniele Capezzone è muto), scarse tracce alitaliane nel sito Tocqueville, che ospita prevalentemente blogger lib, notizia seminascosta dal Giornale (undici righe undici), il quotidiano che nei giorni scorsi, alla vigilia della presentazione del programma, aveva fatto campagna preventiva contro la minaccia di una piattaforma non liberista. Giavazzi, che era stato pessimista sul programma del Pdl, dice: “Secondo me, la spinta liberalizzatrice in realtà non l’hanno mai avuta, i liberali sono stati spesso silenziati. In fondo l’unica norma liberista della scorsa legislatura fu la legge Biagi, per il resto il centrodestra è stato vittima delle lobby. Pensavo che dopo due anni di opposizione ci sarebbe stata una riflessione, sbagliavo. Quanto al programma, leggo di dazi e quote, che servono a difendere le imprese che non ce l’hanno fatta, e non quelle che hanno vinto la loro sfida”. (Il Foglio)

Could you please elaborate?

by Editor on January 15, 2008

Sarà che le acque stagnanti e reflue della politica italiana non favoriscono analisi ed approfondimenti, sarà che il nuovo slogan della manomorta partitica sull’economia si chiama “tutela dell’interesse nazionale“, sta di fatto che oggi ci è toccato di leggere uno stiracchiato proclama di Alleanza Nazionale a favore dell’”italianità” di Alitalia, che recita stancamente:

“Ci auguriamo che la posizione univoca del centrodestra in merito alla vicenda Alitalia faccia riflettere il Governo su una scelta che più passano i giorni e più penalizza l’interesse nazionale”. Lo affermano il portavoce di An, Andrea Ronchi, e il capogruppo dei deputati di An, Ignazio La Russa, a proposito della vicenda Alitalia. “Il centrodestra - aggiungono - valuterà nelle prossime ore ulteriori iniziative tese a dimostrare l’importanza che il vettore resti italiano”

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L’eterno ritorno

by Editor on December 12, 2007

Come nel 1986, sono in corso le procedure di privatizzazione di un carrozzone di Stato decotto (il carrozzone e lo stato). Come nel 1986, Romano Prodi si trova ad uno snodo strategico del processo decisionale. Allora a capo dell’Iri, oggi del governo. Nel 1986 l’offerta più vantaggiosa venne bocciata, a difesa della maledizione dell’italianità. Oggi, per la privatizzazione Alitalia concorrono un operatore estero, di sana e robusta costituzione, ed un operatore domestico gracile e sotto tutela delle banche. Prodi, da convinto liberalizzatore, si è già espresso in materia, quasi un anno fa. In politica, un’era geologica:

“Non sarei contrario, ma non sono sicuro che Air France acquisterà Alitalia. Ci sono state trattative per anni, ma Air France ha sempre tergiversato. Se noi riceviamo una proposta chiara e forte io sono d’accordo. Le scelte italiane sono molto semplici: abbiamo deciso di mettere Alitalia sul mercato e se i francesi fanno un’offerta e quella sarà la migliore, allora sarà di Air France. Altrimenti vedremo”

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Un governo filo-inflazionistico e contro il potere d’acquisto

by Editor on December 6, 2007

“Il caro-petrolio spinge le bollette. Gli aumenti di luce e gas potrebbero tradursi in una stangata per le famiglie: 11 euro l’anno in più per la luce, oltre 30 per il gas”. Leggendo i giornali di questi giorni ho fatto un conto. Lo scorso anno Alitalia ha perso 380 milioni; nei primi 6 mesi del 2007 altri 211. A fine dicembre l’incomprensibile noncuranza del governo — che da oltre un anno di mese in mese rimanda il problema — avrà accollato ai contribuenti altri 400 milioni di perdite. Sono circa 30 euro per famiglia, più dell’aumento delle bollette della luce, poco meno del rincaro del gas.”

(…) “Che cosa accadrà se l’inflazione sarà più elevata? Lo spiegano Tito Boeri e Pietro Garibaldi sul sito lavoce. info. L’inflazione fa salire il gettito fiscale perché le imposte colpiscono i redditi nominali: nel 2008 un’inflazione del 3%, anziché il 2% che prevede il governo, aumenterebbe le entrate tributarie di 4-5 miliardi di euro, e di altrettanto ridurrebbe il potere d’acquisto delle famiglie. Questa cifra forse non è casuale. Infatti la legge finanziaria peggiora i conti pubblici, rispetto a ciò che sarebbe accaduto in sua assenza, di 4,5 miliardi: 5 in più di spese correnti, 2,5 in meno di investimenti e 2 in meno di entrate per il taglio dell’Ici. Il risultato è che nel 2008 il deficit salirà dall’ 1,8 al 2,1% del Pil. Forse il ministro dell’Economia in cuor suo spera che un po’ d’inflazione in più gli regalerà un aumento della pressione fiscale e gli consentirà di eliminare quel maggior disavanzo. Se così fosse si sbaglierebbe: in un momento in cui l’euro forte frena le esportazioni, solo i consumi delle famiglie possono sostenere la domanda.”

(Francesco Giavazzi, 6 dicembre 2007)

Noi non pensiamo che TPS, oltre che in malafede, sia pure così stratosfericamente ottuso. Ma a pensar male…

Metafora di un governo

by Editor on July 18, 2007

Cosa hanno in comune Alitalia ed il governo Prodi? Vediamo:

  • Entrambi sono già morti da tempo;
  • Entrambi continuano a simulare la normale operatività quotidiana;
  • Entrambi sono infestati dal pansindacalismo;
  • Entrambi gravano in modo intollerabile sulle tasche dei contribuenti;

E ora che fare, come avrebbe detto il buon vecchio Lenin? Semplice: portare i libri in tribunale per Alitalia, ed al Quirinale per il governo Prodi. Ma difficilmente accadrà.

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